
Le temperature ancora molto elevate riaccendono il dibattito sull’apertura delle scuole. In vista del ritorno in classe, previsto progressivamente nelle diverse regioni italiane fino al 17 settembre, la Flc Cgil chiede di valutare uno slittamento dell’inizio delle lezioni nei territori in cui non siano garantite condizioni adeguate di salute e sicurezza.
“Se non ci sono le condizioni per rispettare il decreto 81 sulla salute e sicurezza, bisogna intervenire”, sostiene la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, sottolineando le difficoltà che potrebbero verificarsi nelle scuole dove gli ambienti interni raggiungono temperature particolarmente elevate. “Ci sono stati tre mesi per fare dei lavori, ma non è stato fatto nulla”, osserva Fracassi, evidenziando come in alcune realtà possa diventare “invivibile” trascorrere cinque o sei ore in aula con 20-30 persone.
Una posizione che, secondo il sindacato, non dovrebbe riguardare soltanto i lavoratori impegnati nei cantieri all’aperto. Il tema, infatti, è quello della tutela della salute nei luoghi di lavoro, comprese le scuole.
Sul fronte sindacale, le posizioni sono articolate, ma diverse organizzazioni concordano sulla necessità di intervenire in modo strutturale sugli edifici scolastici. Viene chiesto un maggiore investimento per rendere le scuole più efficienti e adeguate anche alle nuove condizioni climatiche. Tra le proposte avanzate c’è anche quella di utilizzare maggiormente le risorse pubbliche per dotare gli istituti di sistemi di raffrescamento.
Intanto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro destinati alle istituzioni scolastiche per l’acquisto di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento. Il ministero, ha spiegato il ministro, starebbe inoltre lavorando a un piano più ampio per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici.
Valditara ha richiamato anche il ruolo degli enti locali, chiedendo a Comuni, Province e Città metropolitane di intervenire, nell’ambito delle rispettive competenze, per realizzare gli interventi necessari. Gli stessi enti, tuttavia, lamentano da tempo la scarsità delle risorse economiche disponibili.
Dal mondo dei dirigenti scolastici arriva la richiesta di ulteriori investimenti. Mario Rusconi, presidente dell’Anp di Roma, sottolinea la necessità che la prossima legge finanziaria preveda risorse statali consistenti per dotare le scuole di impianti di climatizzazione e di riscaldamento adeguati.
Non tutti, però, condividono l’ipotesi di rinviare l’inizio dell’anno scolastico a causa del caldo. La Gilda si dice contraria allo slittamento delle lezioni. Per Carlo Vito Castellana, coordinatore del sindacato degli insegnanti, una simile decisione rischierebbe di compromettere ulteriormente il diritto allo studio.
Di segno opposto la posizione dell’Anef, che da anni sostiene la necessità di posticipare la riapertura delle scuole. Il presidente Marcello Pacifico critica l’idea di mandare alunni e personale scolastico in aula in presenza di temperature estreme e rilancia la proposta di una riapertura a ottobre.
Sul tema interviene anche Alleanza Verdi e Sinistra, con la deputata Elisabetta Piccolotti che attacca duramente il governo e il ministro Valditara, chiedendo interventi concreti per rendere gli edifici scolastici più vivibili e adeguati agli effetti delle alte temperature.
Il confronto, dunque, resta aperto: da una parte la richiesta di garantire condizioni di sicurezza prima del ritorno in aula, dall’altra la necessità di assicurare la regolare ripresa delle attività didattiche. Sullo sfondo rimane il problema strutturale dell’edilizia scolastica e dell’adeguamento degli istituti a un clima sempre più caratterizzato da periodi di caldo intenso.
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