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Etna, attività in rapida attenuazione: campo lavico in raffreddamento e crollo del tremore vulcanico

Etna, il comunicato INGV: fenomeno in progressivo rientro, cala il tremore vulcanico e il campo lavico va verso il raffreddamento

CATANIA – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo (INGV-OE), ha emesso nella mattinata di oggi, 15 agosto 2026 (ore 10:26 locali / 08:26 UTC), un nuovo aggiornamento sullo stato di attività dell’Etna, evidenziando un generale e rapido trend di decremento dei fenomeni eruttivi. Etna, allerta giù ad Arancione: aeroporto di Catania chiuso fino alle 14

L’osservazione vulcanologica: raffreddamento e deboli emissioni

Dall’analisi delle immagini fornite dalla rete di videosorveglianza, emerge che il campo lavico si trova attualmente in fase di parziale raffreddamento. Contestualmente, il personale dell’INGV-OE è impegnato sul campo per effettuare sopralluoghi diretti di verifica. Per quanto riguarda l’attività al cratere Voragine, si registra la prosecuzione di una debole emissione di cenere, la quale resta strettamente confinata all’area sommitale del vulcano.

Il quadro sismico e infrasonico: crollo del tremore

Dal punto di vista sismico, la mattinata odierna è stata caratterizzata da un’importante variazione dei parametri monitorati:

Tremore vulcanico: a partire dalle ore 04:00 UTC circa, si è registrato un rapidissimo decremento dell’ampiezza media del tremore, che nell’arco di appena un’ora è rientrata nell’intervallo dei valori bassi.

 Localizzazione delle sorgenti: i centroidi delle sorgenti del tremore vulcanico risultano attualmente localizzati nella fascia compresa tra il cratere Voragine e il Cratere di Sud-Est, a una quota di circa 2.500 metri sopra il livello del mare.

Attività infrasonica: in concomitanza con il brusco calo del tremore (dalle ore 04:00 UTC), anche l’attività infrasonica è risulta quasi del tutto cessata.

Deformazioni del suolo: segnali di deflazione

Anche la rete di monitoraggio delle deformazioni del suolo conferma la fase di ridimensionamento del fenomeno:

I segnali provenienti dalle stazioni tilt indicano un trend di rientro nei valori di norma.

I dati diffusi dalle stazioni GNSS consolidano l’evidenza di una generale tendenza alla deflazione dell’edificio vulcanico.

L’INGV-OE ha fatto sapere che ulteriori ed eventuali aggiornamenti verranno comunicati tempestivamente non appena disponibili dalle reti di monitoraggio.

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