
Photo credits: Giovanni Munzone
Un look vintage da anni ’20, tra semplicità e ironia, con dei testi di grande valore, capaci di trasmettere emozioni a un pubblico eterogeneo, di tutte le età. Il concerto di Fulminacci, nome d’arte di Filippo Uttinacci, di ieri sera a Villa Bellini, nell’ambito della rassegna “Sotto il Vulcano Fest”, è stato un mix di tutti questi elementi, mettendo alla luce tutte le qualità di un cantautore che, partendo dalla scena indie, è riuscito ad affermarsi in maniera importante nel panorama della musica italiana, già prima della sua partecipazione a Sanremo 2026 che ha consolidato il suo successo.
Il repertorio del cantante romano è molto variegato, spaziando dalla “malinconia” dell’indie al pop fino a pezzi caratterizzati da componenti rock.
Nonostante i disagi causati dalla chiusura dell’aeroporto per l’eruzione dell’Etna, Fulminacci è riuscito ad arrivare nel capoluogo etneo senza problemi, rassicurando i suoi fan con delle storie su Instagram che lo vedevano già in terra catanese. Poco dopo le ore 21:00 si è dato inizio al concerto con la prima canzone dal titolo “Forte la Banda”, brano del 2021, seguita da “Indispensabile”, per entrare già all’interno dell’ultimo album “Calcinacci“. Nuovo album ancora protagonista con la terza traccia in scaletta, “Da Qualche Parte in Italia“, tra le più attese, con la città di Catania menzionata nel testo e che Fulminacci ha fatto pronunciare a tutto il pubblico, rivolgendo il microfono verso la platea.
Prima di proseguire con la scaletta, è tempo di salutare il pubblico e procedere a dei ringraziamenti particolari, come “Alla parola Arancin*, con l’asterisco per non offendere nessuno“. Lo show va avanti con “Brutte Compagnie” e un altro brano tra i più attesi, “Niente di Particolare“, così come “+1“, dall’album del 2023 “Infinito +1“, da cui è stato estratto come singolo, con un testo dal forte valore sentimentale.
Spazio per un momento acustico a metà scaletta, dopo aver continuato a spaziare tra pezzi dei primi album e più recenti. L’ unplugged ha visto susseguirsi “Tutto Bene“, “Nulla di Stupefacente”, “Una Sera” e “La Siepe“, mettendo in risalto le doti canore del cantautore romano, senza trascurare la cura degli arrangiamenti.
Ampio spazio è stato dedicato all’ultimo disco “Calcinacci“. Oltre alle tracce già citate precedentemente, non sono mancate “Meno di Zero“, “Casomai” e l’attesissimo ultimo singolo “Maledetto Me“. Con “Calcinacci“, Fulminacci è riuscito a “non snaturarsi“, mantenendo una poetica e delle caratteristiche che lo hanno da sempre contraddistinto ma con più maturità e consapevolezza di sé, mentre da un punto di vista tecnico ha costruito una tracklist ricca e aperta, unendo elementi di più generi e influenze.
Chiusa temporaneamente la parentesi “Calcinacci”, non sono mancate le pietre miliari del repertorio del cantautore romano, da “Tommaso“ a “Borghese in Borghese” e i due brani Sanremesi per l’encore finale: “Dimenticavo le canzoni con cui ho perso Sanremo…“, ha affermato in maniera autoironica Fulminacci. Via, quindi, a “Santa Marinella”, con cui ha partecipato al Festival della Canzone Italiana nel 2021, e l’attesissima “Stupida Sfortuna” (compresa in “Calcinacci”), dell’edizione 2026, con cui ha vinto il premio della critica “Mia Martini”.
Fulminacci ha salutato Catania con un sorriso sincero e un inchino, visibilmente grato per un’accoglienza calorosa che ha trasformato il live in una vera e propria festa collettiva, unendo generazioni diverse sotto il segno della musica d’autore contemporanea.
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