Categorie: Attualità

Porto di Catania, accordo dopo l’incidente della Epic

Accordo tra Autorità portuale e Norwegian Cruise Line dopo l’incidente del 2025. Risarcimenti per oltre 400 mila euro evitano il contenzioso

A oltre un anno dall’incidente che vide protagonista la nave da crociera Norwegian Epic nel porto di Catania, arriva la soluzione che mette fine alla controversia tra le parti coinvolte. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale ha approvato un accordo transattivo con la compagnia crocieristica e le rispettive assicurazioni, chiudendo una vicenda che aveva sollevato interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture portuali e che, per puro caso, non si trasformò in una tragedia. La scelta di evitare una lunga battaglia giudiziaria, anche internazionale, punta ora a tutelare l’operatività dello scalo etneo e a limitare i costi di un contenzioso dagli esiti imprevedibili.

Il giorno dell’incidente: vento forte e ormeggi spezzati

Era il 30 maggio 2025 quando improvvise raffiche di vento misero in difficoltà la Norwegian Epic durante le operazioni di attracco nel porto di Catania. La nave iniziò a oscillare fino a provocare il cedimento degli ormeggi. A cedere non furono soltanto le cime, ma anche alcune bitte ancorate alla banchina, che si staccarono violentemente dal molo finendo contro lo scafo dell’imbarcazione.

La situazione degenerò rapidamente: una passeggera cadde in mare mentre stava salendo a bordo e il marito si gettò in acqua per soccorrerla. Entrambi furono salvati senza gravi conseguenze, ma l’episodio evidenziò la pericolosità di quanto stava accadendo. Nella stessa fase la nave entrò in collisione con la cargo Northstar Glory, ormeggiata nelle vicinanze, provocando ulteriori danni e l’avvio di una complessa procedura per l’accertamento delle responsabilità.

Le accuse sulla banchina e il nodo delle responsabilità

Dopo l’incidente si è aperto un lungo confronto tra le parti coinvolte. Secondo la compagnia Norwegian Cruise Line e i suoi assicuratori, il cedimento sarebbe stato causato dalle condizioni strutturali della banchina e delle bitte di ormeggio, ritenute non adeguate a sopportare le sollecitazioni generate dal maltempo. Gli avvocati della compagnia hanno sostenuto che le infrastrutture portuali presentassero condizioni “viziate”, attribuendo quindi all’Autorità portuale una parte significativa delle responsabilità.

Una ricostruzione che l’ente portuale non ha condiviso, pur manifestando disponibilità a una soluzione negoziata per evitare una lunga controversia legale. Nel frattempo, la collisione tra la Norwegian Epic e la Northstar Glory aveva già portato a un accordo risarcitorio tra le due compagnie navali, fissando un indennizzo complessivo di 510 mila dollari.

L’intesa economica per evitare il contenzioso

Dopo mesi di trattative e confronti tra tecnici, legali e compagnie assicurative, si è arrivati a una soluzione condivisa. L’accordo approvato dall’Autorità di Sistema Portuale prevede il pagamento di 255 mila dollari a favore della Northstar Glory, pari alla metà dell’importo concordato tra le due navi. A questa somma si aggiungono 125 mila euro destinati alla società Rimorchiatori Augusta, intervenuta durante l’emergenza per consentire alla nave di recuperare gli ormeggi, e 25 mila dollari complessivi destinati ai passeggeri che avevano avviato richieste risarcitorie negli Stati Uniti. Le somme saranno sostenute attraverso la copertura assicurativa dell’ente portuale, limitando così l’impatto diretto sulle casse dell’Autorità.

Una scelta strategica per il futuro dello scalo

Nel decreto che formalizza l’intesa viene sottolineato come la soluzione bonaria rappresenti la strada più conveniente sotto il profilo economico e gestionale. L’Autorità portuale ha infatti ritenuto preferibile chiudere la vicenda attraverso un accordo piuttosto che affrontare un procedimento giudiziario dagli esiti incerti, soprattutto considerando la possibilità di contenziosi negli Stati Uniti, notoriamente caratterizzati da richieste risarcitorie molto elevate.

Oltre all’aspetto economico, la decisione mira a preservare l’immagine e la piena operatività del porto di Catania, uno degli scali strategici per il traffico commerciale e crocieristico del Mediterraneo. Una vicenda che lascia aperta la riflessione sulla necessità di investire costantemente nella manutenzione e nel monitoraggio delle infrastrutture portuali, affinché episodi simili non si ripetano in futuro.

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