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Incendio al lido Esagono: “Un gesto vigliacco”

Dopo il rogo al lido Esagono, Confcommercio Catania e Sib Fipe denunciano il rischio di infiltrazioni criminali nel settore balneare.

L’incendio che ha colpito il lido Esagono, sulla scogliera di Aci Castello, riaccende i riflettori sul delicato momento vissuto dal comparto balneare etneo. Dopo i danni provocati dal ciclone Harry, il nuovo episodio criminale alimenta timori e preoccupazioni tra gli operatori del settore, mentre Confcommercio Catania e Sib Fipe chiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Un rogo che scuote il litorale etneo

Aci Castello, Lido Esagono in fiamme

Il rogo appiccato nella notte tra venerdì e sabato al lido Esagono ha provocato sconcerto e indignazione tra imprenditori e cittadini. L’episodio arriva in una fase estremamente delicata per le attività balneari della costa catanese, molte delle quali stanno ancora tentando di rialzarsi dopo le devastazioni causate dal ciclone Harry. Il gesto, compiuto da ignoti, viene considerato dagli operatori del settore un segnale inquietante che rischia di compromettere ulteriormente un comparto già provato economicamente e psicologicamente.

A esprimere solidarietà al lido colpito sono stati Confcommercio Catania e il Sindacato italiano balneari di Fipe Confcommercio, che hanno parlato apertamente di un clima di crescente tensione attorno alle imprese balneari. L’incendio, infatti, non viene letto soltanto come un atto vandalico, ma come un possibile episodio legato a interessi criminali che guardano con attenzione al settore turistico e alle concessioni demaniali.

L’allarme di Confcommercio sulle infiltrazioni mafiose

Il presidente di Confcommercio Catania, Pietro Agen, ha lanciato un allarme preciso, sottolineando come da tempo l’associazione stia segnalando il rischio di pressioni della criminalità organizzata nel mondo dei lidi. Secondo Agen, il momento storico caratterizzato dall’incertezza sulle concessioni balneari e dall’imminente applicazione della direttiva Bolkestein potrebbe rappresentare terreno fertile per tentativi di infiltrazione e acquisizione forzata delle aziende più vulnerabili:

“Temiamo che possa esserci un tentativo della criminalità di impossessarsi di queste aziende. Ci auguriamo di sbagliare, ma i segnali che arrivano vanno in questa direzione”, ha dichiarato Agen, ribadendo la necessità di mantenere alta l’attenzione su un comparto strategico per l’economia del territorio.

Le parole del presidente di Confcommercio riflettono la preoccupazione di molti imprenditori che, oltre alle difficoltà economiche, si trovano oggi a fare i conti con un clima di forte incertezza e paura.

Il settore balneare tra crisi e instabilità normativa

A rendere ancora più pesante la situazione è il quadro normativo che interessa le concessioni demaniali marittime. La direttiva Bolkestein continua infatti a generare dubbi e tensioni tra gli operatori, preoccupati per il futuro delle proprie attività e per la mancanza di certezze sulle procedure di rinnovo. In questo contesto, secondo il Sib Fipe, la fragilità economica delle imprese potrebbe esporre il comparto a rischi ancora maggiori.

Il presidente regionale del Sindacato italiano balneari, Ignazio Ragusa, ha definito il rogo “un gesto vigliacco” studiato per colpire un’azienda proprio all’inizio della stagione estiva, il momento più importante dell’anno per il lavoro e gli investimenti degli stabilimenti balneari. Ragusa ha evidenziato come colpire un lido significhi colpire non soltanto gli imprenditori, ma anche lavoratori, famiglie e l’intera economia costiera che vive di turismo e servizi.

Solidarietà e richiesta di interventi immediati

Confcommercio Catania e Sib Fipe hanno annunciato pieno sostegno al lido Esagono, assicurando vicinanza agli imprenditori colpiti e chiedendo alle istituzioni un intervento concreto. Le associazioni sollecitano un rafforzamento dei controlli e un’accelerazione delle procedure legate alle concessioni, considerate fondamentali per garantire stabilità alle aziende sane che operano nel rispetto delle regole.

L’obiettivo, spiegano i rappresentanti delle categorie, è evitare che paura e instabilità possano favorire interessi criminali in un settore fondamentale per l’economia siciliana. Difendere le imprese balneari, sottolineano, significa tutelare il lavoro, la legalità e il futuro turistico del territorio etneo, già duramente segnato dagli eventi climatici e dalle difficoltà degli ultimi anni.

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