Unict, 80 storie dal mondo: il volto globale dell’ateneo

Al Salone dell’Orientamento 2026 oltre 80 studenti internazionali protagonisti a Unict. Foti: «Siete il volto autentico dell’ateneo».

Unict: Più di ottanta studenti, tutor, tirocinanti e collaboratori part-time provenienti da ogni parte del mondo hanno trasformato il Salone dell’Orientamento 2026 dell’Università di Catania in qualcosa di molto più grande di un semplice evento dedicato alle future matricole.

Tra stand, accoglienza e testimonianze personali, l’ateneo etneo ha mostrato il suo volto più internazionale e multiculturale, accogliendo oltre 30 mila ragazze e ragazzi arrivati per conoscere corsi di laurea, opportunità formative e vita universitaria. Un mosaico di lingue, culture ed esperienze che ha reso evidente come oggi Unict sia sempre più una comunità globale capace di attrarre studenti da tutto il mondo.

Un’università senza confini: da Catania al resto del mondo

Bangladesh, Cina, Giappone, India, Iran, Israele, Kenya, Marocco, Pakistan, Sri Lanka, Ucraina, Stati Uniti, Turchia e molti altri Paesi: il Salone dell’Orientamento 2026 ha raccontato concretamente l’evoluzione internazionale dell’Università di Catania. Gli studenti stranieri non sono stati semplici partecipanti, ma veri protagonisti dell’evento, impegnati nell’accoglienza e nel supporto ai visitatori.

Un contributo che il rettore Enrico Foti ha voluto riconoscere personalmente durante un incontro nell’aula magna del Palazzo centrale dell’ateneo, consegnando attestati di riconoscimento e ringraziando il gruppo per il lavoro svolto. “Siete stati il volto più autentico dell’Università di Catania”, ha dichiarato il rettore, sottolineando come il valore aggiunto dell’evento sia stato proprio il racconto umano e diretto dell’esperienza universitaria vissuta dagli studenti.

Le storie degli studenti: “Qui ci sentiamo a casa”

Dietro ogni volto presente al Salone c’è una storia fatta di viaggi, sogni e integrazione. Kaige Wang, arrivata dalla Cina, racconta il forte legame costruito con Catania e con la Sicilia: un amore nato durante un primo soggiorno e diventato oggi una scelta di vita con il proseguimento del dottorato nell’ateneo etneo. Dall’Iran arriva invece Sana Cheraghi, studentessa di Medicina e Chirurgia, che descrive l’università come un luogo accogliente e capace di accompagnare gli studenti non solo nello studio ma anche nella crescita personale.

Simili le parole di Md Musfiqur Rahman Abid, arrivato dal Bangladesh nel 2024 per studiare Medicina e Chirurgia:

“Amo il sole, il mare, il cibo e soprattutto la gentilezza delle persone”.

Testimonianze che raccontano una Catania diversa dagli stereotipi, aperta e capace di far sentire gli studenti internazionali parte di una vera comunità.

Il ruolo dei tutor e il valore dell’accoglienza

Tra i protagonisti del Salone anche Barnabas Tetteh Quaynor, studente statunitense originario della Virginia, impegnato come tutor durante la manifestazione. Iscritto al corso di laurea in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations, Barnabas ha definito l’esperienza a Catania “straordinaria”, evidenziando il senso di comunità e la disponibilità delle persone incontrate in città e in università.

Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalla rete organizzativa dell’ateneo, composta da docenti, referenti dell’orientamento e mediatori culturali che hanno accompagnato gli studenti nel loro percorso di inserimento. Proprio l’accoglienza e il supporto costante vengono indicati dagli studenti stranieri come uno degli elementi più importanti della loro esperienza universitaria a Catania.

Foti: “L’università è trasformazione e appartenenza”

Nel suo intervento, il rettore Enrico Foti ha voluto lanciare anche un messaggio più profondo sul significato dell’esperienza universitaria:

“L’università non è soltanto un luogo di formazione, ma un’esperienza di trasformazione”, ha spiegato, ricordando come gli anni accademici rappresentino un passaggio decisivo verso la maturità personale e professionale.

Foti ha inoltre sottolineato l’importanza del senso di appartenenza all’ateneo, annunciando il rafforzamento del progetto Alumni per mantenere vivo il legame tra l’Università di Catania e i suoi ex studenti nel mondo. Un messaggio che assume ancora più valore in un contesto internazionale come quello raccontato dal Salone dell’Orientamento 2026: una comunità universitaria che cresce, si apre al mondo e continua ad attrarre giovani talenti da ogni continente, trasformando Catania in un punto di incontro tra culture, esperienze e futuro.

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