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Nuovi fondi per la Sicilia dopo il ciclone Harry, Musumeci: “Nove comuni su dieci a rischio frana”

Musumeci annuncia nuovi fondi per Sicilia, Calabria e Sardegna dopo il ciclone Harry. Polemiche su prevenzione e critiche di Schlein e Boschi.

Ieri, 4 febbraio 2026, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha dichiarato che a breve verranno ricevuti altri fondi per la Sicilia (comprese la Calabria e la Sardegna) per far fronte all’emergenza causata dal ciclone Harry.

Nuove misure: a cosa serviranno i nuovi fondi?

Durante l’informativa al Senato sugli eventi causati dal maltempo, Nello Musumeci ha rassicurato i cittadini che grazie ai primi fondi stanziati (cento milioni), si è proceduto a prendere in carico i progetti per la ricostruzione delle opere danneggiate.

I nuovi interventi previsti mirano a sostenere le imprese esportatrici danneggiate, prevedendo la sospensione degli obblighi fiscali, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali per i lavoratori del settore privato e misure dedicate al sostegno del reddito degli autonomi.

Nonostante i fondi stanziati e il piano previsto, vi sono ancora problematiche riguardo la prevenzione, in particolar modo è su Nello Musumeci in cui è puntato il mirino, soprattutto legato alla frana di Niscemi.

È stato affermato che, secondo alcuni, Musumeci non sarebbe stato idoneo a ricoprire l’incarico di ministro della Protezione civile per non essersi mai occupato di prevenzione. Ha però precisato che, nei suoi cinque anni di presidenza, la Sicilia era stata la prima regione in Italia per risorse impegnate e per averne spesa circa la metà, senza limitarsi a esibire documenti o dati grafici. Ha ricordato inoltre che erano stati avviati cantieri per 490 milioni di euro sui 540 disponibili del Piano per il Sud, pari al 90,7%, e che i cantieri non ancora aperti o completati stavano venendo inaugurati proprio in quei giorni. Ha quindi sottolineato che la prevenzione aveva rappresentato un punto centrale del suo programma in Sicilia e che lo era a maggior ragione nel nuovo incarico, essendo ormai un obiettivo condiviso da tutto il governo.

Riguardo il caso Niscemi, Musumeci ha posto in tavola i dati dell’Istituto superiore per la  protezione e la ricerca ambientale (Ispra) per spiegare il rischio frane in Sicilia.

Secondo i dati, nove comuni su dieci in Sicilia sono a rischio frane (come riportato dall’immagine reperita da Meriodionenews.it) La situazione non migliore nel resto d’Italia. Nello Musumeci afferma: ”La situazione si è aggravata negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico. Questo perché possa essere rimosso un luogo comune: nessuno nega che il clima sia cambiato. Ci chiediamo quale sia il ruolo avuto dall’uomo in questo cambiamento. Su questo forse possiamo anche dissentire”.

Opposizione e critiche contro Musumeci

Le parole di Nello Musumeci ha creato scompiglio, In particolar modo Elly Schlein ha espresso una posizione molto dura, sostenendo la necessità di un piano straordinario per il Sud colpito, con stanziamenti adeguati e risorse proporzionate ai danni subiti, e non fondi simbolici. Ha sottolineato come la sicurezza deve essere garantita a tutti. Ha aggiunto che le promesse sono vane se non vengono realizzate nei fatti.

Riprendendo direttamente le sue affermazioni. ””Di fronte a danni di 2,5 miliardi di danni, 100 milioni non sono una cifra all’altezza, neanche un principio. Il governo è arrivato tardi mentre frane e allagamenti mettevano in ginocchio i territori, si sono persi giorni preziosi. Giorgia Meloni ha abbandonato il Sud, con tagli, ritardi e definanziamenti”.

E ancora, Viva Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia, ha afferito: ”Io oggi avrei voluto chiamarla ex ministro, perché per un atto di dignità avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni. Non è il ministro competente per materia, è il ministro incompetente per materia e per storia. E voglio essere chiarissima: (…) la nostra sfiducia è tutta nei confronti del ministro. Davanti a una richiesta di danni pari a 2,6 miliardi di euro, il ministro ha avuto il coraggio di dire che forse i 100 milioni stanziati potrebbero essere integrati. Forse. È una risposta offensiva”.

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