
foto archivio
Una nuova infrastruttura ferroviaria che non migliora soltanto i collegamenti, ma rafforza anche l’approvvigionamento idrico per l’agricoltura siciliana. È uno dei risultati più significativi dei lavori sulla tratta Bicocca–Catenanuova dell’alta capacità Palermo–Catania, dove – accanto ai cantieri ferroviari – è stato portato a termine un intervento di ingegneria idrica che rappresenta un modello virtuoso di sviluppo integrato.
Lungo il tracciato inaugurato di recente sono stati completati 25 chilometri di nuove condotte idriche interrate, progettate da Webuild e incluse nell’appalto affidato da Rfi (gruppo FS Italiane). Le opere, consegnate parallelamente all’avanzamento della linea ferroviaria, hanno permesso di ammodernare la rete del Consorzio di bonifica di Catania, un sistema fondamentale per l’irrigazione della Piana e per la sopravvivenza di coltivazioni pregiate come le arance rosse Igp, sempre più minacciate dalla siccità e dai cambiamenti climatici
La tratta Bicocca–Catenanuova si estende per 38 chilometri ed è stata realizzata da una società consortile guidata da Webuild. L’opera rientra nel più ampio programma di potenziamento della direttrice Palermo–Catania–Messina, un’arteria strategica per la mobilità dell’isola e per la sua integrazione con il resto del Paese. Webuild è impegnata anche nella realizzazione di altri sei lotti della linea.
Il cantiere si inserisce inoltre nel forte impegno del gruppo nel Sud Italia, dove l’azienda opera con progetti del valore di circa 15 miliardi di euro. Solo nel Mezzogiorno Webuild impiega 8.700 persone, tra diretti e indotto, e coinvolge una rete di oltre 7.600 imprese locali, contribuendo allo sviluppo economico della filiera e investendo in formazione e sicurezza.
L’intervento idrico nella Piana di Catania ha comportato la sostituzione di una vasta rete di vecchie condotte irrigue, ormai usurate e inefficienti, con nuove tubazioni in ghisa sferoidale e polietilene ad alta densità. Il risultato è un sistema moderno e a dispersione zero, capace di ottimizzare l’uso dell’acqua in una delle aree agricole più produttive d’Italia.
Le nuove condotte servono una superficie agricola di circa 16.000 ettari, distribuita su tre province – Catania, Enna e Siracusa – e su sette comuni: Belpasso, Paternò, Ramacca, Motta Santa Anastasia, Catenanuova, Centuripe e Lentini. Un territorio vasto, caratterizzato da coltivazioni specializzate che dipendono fortemente dalla regolarità delle forniture idriche.
lavori hanno permesso anche una mappatura più accurata della rete idrica locale, fornendo informazioni oggi fondamentali per programmare ulteriori interventi di ammodernamento. Le nuove opere comprendono prese idriche, organi di regolazione e allacciamenti alla rete secondaria e terziaria, mantenendo però lo storico schema progettuale del Consorzio di bonifica di Catania.
Il sistema, basato su una struttura gerarchica di condotte primarie, secondarie e terziarie, garantisce l’approvvigionamento ai fondi agricoli e sostiene l’imprenditoria agricola locale, un settore che nel Catanese occupa migliaia di lavoratori e rappresenta un pilastro economico per molte comunità.
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