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Sanità, siglato il nuovo contratto: in arrivo aumenti in busta paga

Tra soddisfazione e delusione: il nuovo CCNL Sanità per infermieri promette aumenti e tutele, ma non convince tutti i rappresentanti della categoria.

Dopo mesi di attesa e trattative complesse, è arrivata la firma definitiva del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità per il triennio 2022-2024. L’accordo, sottoscritto da Fials, Cisl, Nursind e Nursing Up – ma non da Cgil e Uil – interessa oltre 580mila professionisti tra infermieri, ostetriche e personale amministrativo. Dall’aumento degli stipendi all’ampliamento della platea dei dipendenti, sono diverse le novità che il rinnovato CCNL promette di apportare, eccone alcune.

Previsti aumenti in busta paga e arretrati

Tra le novità apportate dal rinnovo, spicca quella sugli stipendi. Gli aumenti stipendiali previsti dal contratto  per infermieri, ostetriche, amministrativi e sanitari, andranno da 150 a 172 euro lordi mensili, e per molti lavoratori rappresentano un primo riconoscimento dopo anni di difficoltà economiche e carenze strutturali. Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha espresso soddisfazione per l’accordo, definendolo “una buona base di partenza per il prossimo Ccnl 2025-2027” e sottolineando che “la trattativa, pur difficile e complicata, ha raggiunto un risultato positivo”.
Il rinnovo prevede tra l’altro un aggiornamento delle indennità specifiche, come quelle di pronto soccorso, di specificità infermieristiche e tutela del malato. Con la firma del contratto, inoltre, gli arretrati per il periodo 2024-2025 saranno erogati nelle buste paga di novembre, portando un beneficio economico immediato a chi opera ogni giorno nei reparti e nei servizi sanitari pubblici.

Le novità in arrivo

Oltre all’aspetto economico, il nuovo contratto introduce diverse innovazioni: la possibilità sperimentale di articolare le 36 ore settimanali su quattro giorni, il riconoscimento dei buoni pasto anche per chi lavora in modalità agile e una maggiore attenzione al personale più anziano attraverso politiche di age management.
Tra le novità anche la nascita del nuovo profilo di assistente infermiere, l’ampliamento dei criteri di accesso all’area di elevata qualificazione e l’introduzione del supporto psicologico e legale per chi subisce aggressioni sul lavoro con la previsione del patrocinio legale da parte dell’Azienda. Misure che, seppur non risolutive, si prefiggono l’obiettivo di segnare un passo avanti verso una sanità pubblica più attenta al benessere e alla dignità di chi la fa funzionare ogni giorno.

CCNL Sanità: le reazioni dei sindacati

Le reazioni sindacali alla firma del CCNL mostrano chiaramente una spaccatura: da una parte chi giudica l’intesa come un punto di partenza utile, dall’altra chi la respinge per risorse e contenuti. Nursind accoglie positivamente l’accordo: Andrea Bottega, segretario nazionale, parla di “momento importante” che “ci permette subito, infatti, di sbloccare l’iter della prossima tornata 2025-2027” e sottolinea come il contratto contenga misure che “consentiranno di aggiungere un nuovo mattone per ridurre in modo più deciso la perdita di potere d’acquisto che l’inflazione ha creato“. Bottega enfatizza inoltre novità come la tariffa unica nazionale per le prestazioni aggiuntive, le ferie fruibili ad ore, le ferie solidali e il patrocinio legale per i casi di aggressione, ritenendole conquiste da salvaguardare e sviluppare nella prossima fase negoziale.

Nursing Up invece, assume una posizione di soddisfazione cauta: il presidente Antonio De Palma definisce il rinnovo  “non risolutivo ma solo un punto di partenza” e avverte che “i veri giochi si faranno con il prossimo CCNL“, richiamando l’urgenza di una più netta valorizzazione delle lauree magistrali e denunciando l’insufficienza degli stanziamenti nella manovra rispetto alle promesse su libera professione e assunzioni. Riferendosi alla legge di Bilancio aggiunge, “Questa manovra,  rappresenta l’ennesima delusione, tra promesse evaporate, come quella sulla libera professione degli infermieri, dietro front e stipendi fermi al palo, con aumenti irrisori e un previsto piano di assunzioni del tutto insufficiente nel numero, e non certo risolutivo rispetto alla carenza di professionisti. Ci aspettiamo di tornare presto al tavolo più battaglieri che mai, perché la sanità non può più attendere”.

I dissensi di Cgil e Uil

Sul versante del dissenso, Cgil e Uil mantengono il loro no: la Fp Cgil parla di un contratto che mortifica le lavoratrici e i lavoratori della sanità pubblica, “per la sanità pubblica non si registrano interventi concreti in grado di determinare un reale cambio di rotta e di affrontare in modo strutturale le criticità del comparto” afferma la segretaria generale di Uil Fpl Rita Longobardi,  che denuncia una perdita reale rispetto al costo della vita sottolineando come per la prima volta si è in realtà in presenza di un contratto che impoverisce i lavoratori, non comportando concreti cambiamenti di rotta che risolvano i problemi strutturali del comparto . Secondo la Uil l’accordo “continua a basarsi su meccanismi accessori e temporanei” invece che su un rafforzamento stabile del trattamento tabellare, mettendo in dubbio anche la gestione del nuovo profilo di assistente infermiere.

Dunque, mentre alcuni sindacati firmatari guardano al rinnovo come a una base per migliorare in futuro, altri lo criticano come insufficiente sul piano economico e strutturale, una divisione che anticipa già quale sarà il campo di battaglia per la prossima partita contrattuale 2025-2027.

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