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I farmacisti collaboratori incrociano le braccia: proclamato lo sciopero nazionale

Proclamato uno sciopero di farmacisti dipendenti e collaboratori: tutte le informazioni rispetto al rinnovo del contratto collettivo nazionale.

La trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per i dipendenti delle farmacie private, scaduto il 31 agosto 2024, non ha portato alcun esito positivo. La causa principale: l’indisponibilità da parte dell’Associazione datoriale a riconoscere incrementi retributivi adeguati e soluzioni normative che rispondessero all’andamento del costo della vita e alle esigenze professionali dei lavoratori, che operano in un contesto particolarmente sfidante.

Le ragioni dello sciopero

Nonostante i ripetuti tentativi di arrivare a una soluzione condivisa, le trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per i dipendenti delle farmacie private sono rimaste bloccate. D’altronde, il 10 ottobre 2025, a seguito della sterilità dei negoziati tra le parti, è stata dichiarata ufficialmente la rottura delle trattative e l’attivazione di una procedura di conciliazioni. Purtroppo, anche durante l’incontro previsto per cercare di superare il conflitto, non si è arrivati a nessuna intesa concreta.

Lo sciopero programmato

Le organizzazioni sindacali di settore (Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS) hanno quindi proclamato uno sciopero nazionale per tutte le lavoratrici e i lavoratori dipendenti delle farmacie private, che si terrà il 6 novembre 2025, con astensione dalle attività lavorative dalle 00:01 alle 24:00 dello stesso giorno. Durante tale lasso di tempo, i collaboratori e i dipendenti delle farmacie private si asterranno dalle prestazioni lavorative, inclusi tutti i servizi correlati.

Secondo i sindacati, l’associazione datoriale di settore Federfarma si è resa “indisponibile a riconoscere alle lavoratrici ed ai lavoratori dipendenti dai propri associati incrementi retributivi e soluzioni normative in linea con l’aumento del costo della vita, rispondenti alle caratteristiche professionali degli stessi e confacenti al contesto lavorativo nel quale operano“.

La replica di Federfarma afferma che “pur rientrando nell’esercizio dei diritti costituzionali dei lavoratori, questa ulteriore iniziativa pone nuovi ostacoli al rinnovo del contratto, rallentando le trattative“.

“Federfarma torni al tavolo di trattativa – hanno proseguito le tre sigle sindacali di settore – con le organizzazioni sindacali confederali favorendo una rapida conclusione del negoziato e dimostri di voler tutelare farmaciste e farmacisti, collaboratrici e collaboratori delle farmacie private riconoscendo un rinnovo contrattuale che rispecchi il valore reale della professione“.

60.000 farmacisti collaboratori e dipendenti di farmacia in tutta Italia sono pronti a scendere in piazza e incrociare le braccia per rivendicare i propri diritti, in seguito alla scadenza del contratto collettivo di oltre un anno fa, oltre alle svariate vacanze contrattuali che hanno visto in passato la categoria interessata non ricevere adeguati incrementi retribuitivi.

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