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Scuola, fondi per l’educazione sessuale: dirottati sulla formazione sull’infertilità

Eliminati i fondi destinati all'educazione sessuale e affettiva. Il fondo di mezzo milione di euro sarà destinato all'informazione sull'infertilità.

Il fondo di mezzo milione di euro, originariamente previsto nella manovra per promuovere la salute e l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole secondarie, sarà ora destinato principalmente alla formazione degli insegnanti sulla tematica dell’infertilità e sulle modalità per prevenirla.

“Siamo profondamente delusi dalle scelte del governo che riguardano la salute e il benessere di studentesse e studenti”, afferma Camilla Velotta, rappresentante della Rete degli Studenti Medi.

Obiettivo: formare le nuove generazioni di cittadine e cittadini

Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha dichiarato che la scuola pubblica dovrebbe formare adeguatamente le nuove generazioni di cittadine e cittadini. Secondo Notarnicola, si dovrebbe quindi partire dall’abbattimento della cultura del machismo e del patriarcato, che è ancora troppo radicata nella nostra società.

Anche la Cgil ha espresso forte preoccupazione riguardo alla decisione del governo, definendo la sua deriva integralista e reazionaria come un ostacolo alla promozione di percorsi educativi sul rispetto delle differenze, sull’educazione sessuale e affettiva. Secondo la confederazione, la decisione di dirottare i fondi, sebbene esigui, svela l’ossessione del governo per la natalità e la cosiddetta “teoria del gender”, mettendo in evidenza una totale indifferenza verso la violenza di genere, l’orientamento sessuale e l’identità di genere, trattata esclusivamente in chiave repressiva. Inoltre, eliminando i fondi, l’educazione affettiva verrebbe lasciata alle famiglie, senza alcun supporto pedagogico, scientifico o didattico.

Nessuno spazio per l’educazione affettiva

La Lega ha celebrato la decisione, con Rossano Sasso, esponente di rilievo del partito, che ha ribadito fermamente: “non ci sarà mai spazio per l’ideologia gender nelle scuole. Come è possibile discutere di temi come il coito, il piacere sessuale, la masturbazione con bambini di 5 anni?”. Tuttavia, Sasso ha distorto l’oggetto reale della proposta, che mirava a introdurre un’educazione sessuo-affettiva nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Riccardo Magi di +Europa, primo firmatario dell’emendamento originale sull’educazione sessuale, ha definito la decisione come una retromarcia gravissima e una manovra inopportuna. Il Partito Democratico ha definito la scelta sconcertante, accusando il governo di strumentalizzare un tema delicato per propaganda ideologica. Secondo il PD, si tratterebbe di un’operazione politica mirata a subordinare la scuola pubblica a una visione sessuofobica e conservatrice.

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