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Scuola, riforma Valditara: latino alle medie e solo storia d’Italia e Occidente

In arrivo la riforma Valditara: entro fine marzo gli ultimi ritocchi. Ecco quali sono le principali novità previste.

La riforma Valditara sta prendendo vita. Il Minstro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha presentato ieri il provvedimento al Consiglio dei Ministri, messo a punto con una commissione di esperti, che apporterà dei cambiamenti alle scuola elementare e media italiana. Ecco cosa prevede.

Torna il latino alle medie

Alla luce di una recente indagine Ocse, il 35% degli italiani adulti (tra i 16 e i 65 anni) presenta difficoltà di comprensione delle frasi semplici. Per questa ragione, alle scuole medie è stato reintrodotto il latino come materia curricolare dal secondo anno in poi, ma con possibilità di scelta. L’obiettivo è quello di migliorare le competenze linguistiche degli studenti.

Bibbia e poesie a memoria

Al fine di migliorare le capacità di comprensione del testo, nella riforma è previsto un incentivo alla lettura. Verrà introdotta l’epica in forma moderna e gli studenti potranno leggere la saga di Percy Jackson, semidio che vive nella New York contemporanea, oltre ai classici Omero e Virgilio. Non è finita qui perché gli alunni delle elementari dovranno anche imparare a memoria filastrocche, poesie e haiku (componimenti poetici tipici della letteratura giapponese).

La commissione di esperti ha, inoltre, approvato la visione di film e la lettura di romanzi e fumetti. Tra gli autori figurano Verne e Stevenson ma anche Stephen King.

Addio alla Geostoria

Cambiamenti importanti anche alla storia e alla geografia che tornano separate, dando l’addio alla geostoria. Alle medie ci si concentrerà solo su Europa e Stati Uniti. Allo studio della storia verrà associata la lettura di poemi epici e della Bibbia.

Il programma di geografia avrà come punti cardini le tematiche ambientali, soprattutto legate all’Italia.

Lingue, musica e arti

Non mancano all’appello le discipline artistiche che, secondo quanto prevedrà la riforma, subiranno un potenziamento, con l’introduzione di laboratori d’arte e cori.

Lo studio delle lingue invece verrà declinato secondo criteri di praticità e abilità di espressione, parlata e scritta.

Valditara: “Prendiamo il meglio della nostra tradizione”

Una riforma che, per certi versi, rispolvera ciò che apparteneva già alla scuola del passato. Per Valditara, infatti, le tradizioni italiane rappresentano delle solide fondamenta per costruire il futuro: “Diciamo che prendiamo il meglio della nostra tradizione per una scuola capace di costruire il futuro. Il nostro obiettivo è una scuola seria, protesa in avanti e attenta all’educazione critica dei nostri ragazzi. La revisione delle indicazioni nazionali guarda a loro”, queste le parole del Ministro riguardanti il lavoro svolto con la commissione di esperti come  presidente emerito dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, letterati come Claudio Giunta, e musicisti come Uto Ughi ed esponenti del mondo artistico.

Valditara ha voluto sottolineare che non si tratterà di una scuola sovranista.

Riforma Valditara, da quando

Gli ultimi ritocchi del provvedimento sono previsti entro la fine del mese di marzo. Le novità dovranno entrare in vigore a partire dall’anno scolastico 2026-27.

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