“Lezioni di Chimica” e il gender gap nella scienza: i dati sulle donne STEM

"Lezioni di chimica" è una serie TV che racconta la discriminazione delle donne nel mondo STEM: ecco la storia e i dati a riguardo.

Se si chiedesse ad un gruppo di persone di immaginare una persona laureata in Fisica, una in Chimica e una in Ingegneria, la maggior parte penserebbe immediatamente a degli uomini. Questo perché il genere femminile è sottorappresentato nelle cosiddette “discipline STEM”, vale a dire quelle scientifico-tecnologiche. Sebbene si tratti di una verità universalmente riconosciuta, la situazione stenta a cambiare.

E in passato era anche peggio, considerando che in alcuni casi veniva letteralmente impedito alle donne di studiare e lavorare in tali campi. Questa è proprio la base della trama di “Lezioni di Chimica”, serie TV del 2023 che racconta delle discriminazioni di genere nelle STEM: ecco di cosa parla la serie e i dati più recenti sulla tematica.

“Lezioni di Chimica”: la serie TV

Tra le serie TV più attese del 2023, “Lezioni di Chimica” non ha deluso il suo pubblico, che l’ha premiata con il massimo dei voti. Si tratta di una miniserie di 8 episodi ispirata dall’omonimo romanzo scritto da Bonnie Garmus. La serie è ambientata negli Stati Uniti d’America degli anni 50 e racconta la storia di Elizabeth Zott, scienziata brillante e sopra le righe laureata in chimica ma limitata a lavorare come tecnico di laboratorio.

La serie segue le vicende di Elizabeth e le difficoltà incontrate per poter ottenere un lavoro in laboratorio, oltre alle sue relazioni personali di contorno. La donna sarà ostacolata al punto da decidere di mettere in pausa la carriera da chimica, anche a causa di alcune vicende personali. Tuttavia, il caso la porterà a diventare una star della TV con un programma di cucina durante il quale porterà la chimica in televisione, insieme a tanti spunti di emancipazione per le donne e di illuminazione per gli uomini che l’ascoltano.

“Lezioni di Chimica”: 3 differenze con il romanzo

Come anticipato, “Lezioni di Chimica” è una serie TV tratta da un romanzo che porta lo stesso titolo e dal quale differisce per molti aspetti. Per esempio, una delle più grandi differenze tra i due prodotti riguarda la figura di Harriet, la vicina di casa di Calvin. Infatti, nel romanzo è rappresentata come una donna bianca e casalinga, mentre nella serie TV è una donna di colore laureata in Legge che si batte per i diritti civili. A tal proposito, il ruolo di Harriet dà vita ad importanti vicende all’interno della serie TV.

Un’altra differenza riguarda il lavoro svolto da Elizabeth all’inizio della storia: infatti, mentre nella serie TV è un tecnico di laboratorio, nel romanzo è una chimica con dei tecnici di laboratorio.

Infine, un’ulteriore differenza riguarda la reazione di Calvin riguardo il pensiero di Elizabeth sul matrimonio. Nella serie, la donna spiega all’amato che non ha intenzione di sposarsi e avere figli e lui accetta la situazione rispondendo che a lui basta che loro stiano insieme e lei sia felice. Invece, nel romanzo Calvin decide comunque di fare la proposta a Elizabeth, senza riuscire a comprendere il suo rifiuto categorico alla vita matrimoniale.

Donne e STEM: a che punto siamo?

Sebbene la vicenda di Elizabeth Zott sia ambientata negli anni Cinquanta, la situazione delle donne nei settori STEM non è migliorata moltissimo. Infatti, ancora oggi c’è molta resistenza nei confronti del genere femminile quando si affrontano argomenti di tipo tecnico-scientifico. Basti pensare che le donne non solo sono in netta minoranza in tali settori, ma se scelgono queste carriere sono soggette a maggiori pressioni sociali, guadagnano meno e molto spesso non ottengono gli stessi riconoscimenti rivolti alla controparte maschile.

Secondo il “Global Gender Gap Report 2023” del World Economic Forum, solo il 29.2% dei lavoratori in ambiti STEM è composto da donne. Ciò, nonostante il numero di laureate STEM sia in crescita rispetto al passato. L’unico settore in cui c’è un bilanciamento tra donne e uomini è quello della Sanità, dove la parte femminile rappresenta il 51.5% della forza lavoro. Inoltre, non solo le lavoratrici STEM sono poche ma, come per tutte le donne nel mondo del lavoro, solo una minoranza ricopre ruoli da leader: nello specifico, si tratta del 25.5% circa.

E in Italia? Secondo il report “We STEM for Our Future” realizzato da We World nel 2022, solo il 16% delle donne laureate in Italia ha un titolo in discipline STEM, a fronte del 35% degli uomini. Inoltre, in ambito lavorativo, i laureati STEM hanno un tasso di occupazione maggiore di circa 10 punti percentuali rispetto a quello della controparte femminile. Infine, il tema del gender pay gap: infatti, mentre gli uomini che intraprendono carriere STEM hanno uno stipendio medio di 1600 euro, le donne si fermano intorno ai 1300 euro.


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Martina Bianchi

Giornalista pubblicista con una laurea magistrale in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations e una triennale in Scienze e Lingue per la Comunicazione, coltiva l'interesse per il giornalismo scrivendo per LiveUnict dal 2018 e coordinando la redazione da maggio 2022. Appassionata di lingue straniere, fotografia, arte e viaggi, ama scrivere di attualità, con un particolare interesse per i diritti e la storia.

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