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Violenza sulle donne, Thamaia Onlus ai candidati sindaco: “Vogliamo fondi stabili”

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In vista delle elezioni comunali, le attiviste dell’Associazione Thamaia Onlus hanno chiesto ai candidati sindaco un’agenda politica più attenta ai bisogni delle donne.

L’Associazione Thamaia Onlus opera da 22 anni a Catania e provincia con l’obiettivo di contrastare la violenza maschile sulle donne e favorire il cambiamento della cultura patriarcale che alimenta le discriminazioni e le violenze che le donne subiscono.

In occasione delle prossime elezioni ormai vicine, le operatrici e le attiviste dell’Associazione hanno chiesto ai candidati sindaco un’agenda politica che preveda una legislatura più attenta ai bisogni delle donne, per portare avanti la lotta alla violenza contro di loro, che sia domestica, fisica, psicologica, economica o sessuale.

Violenza sulle donne: i dati Istat

I dati Istat ci dicono che in Italia quasi 7 milioni di donne e ragazze, cioè una su tre, hanno subito una qualche forma di violenza fisica, psicologica o sessuale – hanno riportato le attiviste di Thamaia durante la conferenza stampa tenutasi martedì scorso -. Ogni anno circa 120 donne muoiono per mano di un uomo con il quale hanno o avevano una relazione intima“.

Il problema è grave in Italia, ma si rivela ancora più preoccupante in Sicilia e più in particolare a Catania dove, nell’ultimo anno e mezzo, hanno perso la vita 7 donne.

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L’anno scorso, a fronte di un numero di denunce per maltrattamenti, violenza sessuale e stalking che era quasi di 2500, a noi sono arrivate solo 250 donne – hanno dichiarato le attiviste -. Questo prova il fatto che il sommerso sul tema della violenza è molto alto, circa il 90%. Lo sappiamo perché una donna su tre subisce violenza e più i centri antiviolenza come Thamaia sono presenti, più le donne hanno possibilità di essere aiutate.

Perché se una donna chiama chiedendo supporto, nel momento in cui l’appuntamento le viene dato dopo un mese, continua a vivere nello stesso ambiente e magari si scoraggia, si demotiva. Inoltre, come dato nazionale, solo il 30% delle donne che si rivolge ad un centro antiviolenza fa poi una formale denuncia“.

L’impegno dell’Associazione Thamaia

L’Associazione Thamaia garantisce accoglienza gratuita, consulenze legali e lavorative, supporto psicoterapico e alla genitorialità alle donne che subiscono violenza, rispettando la tutela dell’anonimato. “Abbiamo accolto circa 5500 donne, in media 250 ogni anno“, hanno dichiarato.

Per quanto riguarda il loro lavoro: “Abbiamo un’apertura telefonica di 16 ore a settimana, a cui risponde un’operatrice altamente formata che fa la valutazione del rischio, che è in grado di dare alla donna tutte le informazioni necessarie. A fronte di queste 16 ore corrisponde un lavoro interno perché dopo la telefonata le donne vengono al centro e seguono dei percorsi, delle consulenze legali e lavorative, supporto psico-terapico gratuito. Ogni anno 250 nuove donne si affidano a questo servizio, chiamando. A settembre del 2022 erano quasi 150 le donne che venivano a seguire un percorso qui“.

L’Associazione si occupa anche della formazione specifica degli operatori dei servizi istituzionali e del terzo settore che a vario titolo incontrano le donne maltrattate, ma anche della prevenzione: sono stati coinvolti nei progetti 6000 ragazzi e ragazze e 500 insegnanti.

Thamaia ed il Comune di Catania

L’Associazione Thamaia Onlus ha inoltre promosso la costituzione della “Rete Antiviolenza della città Metropolitana di Catania” tramite la sottoscrizione di un protocollo d’intesa ancora operativo, con il quale le più importanti ed autorevoli istituzioni del territorio hanno assunto l’impegno formale di contrastare la violenza maschile sulle donne, ognuno secondo il proprio mandato e le proprie competenze.

Tuttavia, le donne di Thamaia fanno notare la totale inerzia del Comune di Catania: “Abbiamo un problema, cioè quello di non avere stabilità nel servizio che noi abbiamo, che diamo alle donne – hanno dichiarato -. Non abbiamo fondi stabili e quindi le operatrici quando trovano un lavoro sicuro se ne vanno“.

Le richieste ai candidati sindaco

Le attiviste, dunque, si appellano ai candidati sindaco: “Le nostre richieste partono da una base: assumere la responsabilità di contrastare questa violenza innanzitutto liberando il Centro dalla precarietà“.

Chiediamo ai candidati un’agenda politica che per la prossima legislatura preveda una copertura economica stabile delle attività del Centro antiviolenza e delle Case Rifugio, in quanto servizi specializzati ai sensi della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica“, hanno esordito.

E ancora: “Chiediamo che nei Piani di Zona si preveda la realizzazione di un sistema integrato per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne; che per la programmazione dei servizi che riguardano le donne, siano convocate e coinvolte le associazioni femminili e femministe presenti sul territorio al fine di favorire un processo partecipato ai sensi della Convenzione di Istanbul“.

Per quanto riguarda i contributi, si chiede che nella programmazione dei fondi PON Metro si prevedano azioni innovative per il contrasto e la prevenzione della violenza maschile sulle donne e azioni che mirino a politiche che favoriscano le pari opportunità.

Chiediamo che vengano riconosciute e valorizzate le competenze specifiche delle associazioni di donne che gestiscono i Centri Antiviolenza anche ai sensi della Convenzione di Istanbul; che venga attuato un osservatorio costante sul corretto recepimento delle raccomandazioni di detta Convenzione da parte dei servizi territoriali competenti e venga altresì garantito un monitoraggio costante sui servizi specializzati (Centri antiviolenza e Case rifugio) del territorio; che sia garantita la partecipazione attiva e il sostegno delle attività della Rete antiviolenza della Città Metropolitana di Catania di cui il Comune è componente“, hanno concluso.

A proposito dell'autore

Gabriella Maria Agata Ventaloro

Nata a Catania nel 2002, studia scienze e lingue per la comunicazione. È appassionata di lingue straniere, arte, fotografia e scrittura e ama vedere il bello in ogni cosa. Collabora con la redazione di LiveUnict da giugno 2021 e la coordina da aprile 2023.

Email: g.ventaloro@liveunict.com