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Pochi giorni fa si ĆØ celebrata la Giornata per la sicurezza sul lavoro, ma su questo fronte la Sicilia sta vivendo una situazione drammatica. Infatti, secondo il report dellāOsservatorio sicurezza di Vega Engineering, lāIsola da inizio anno a marzo 2023 ha registrato ben 9 incidenti mortali, con unāincidenza mortale del 6.7 al cospetto di una media nazionale di 6.1.
I dati non sono drammatici solo in Sicilia ma in gran parte dellāItalia: di seguito un’analisi della situazione in generale in Italia, per comprendere come abbattere questo fenomeno.
Morti sul lavoro: la situazione italiana
Il metodo applicato dallāOsservatorio sicurezza di Vega Engineering, fa riferimento allāincidenza degli infortuni mortali, vale a dire il numero di lavoratori che sono deceduti durante lāattivitĆ lavorativa in una determinata area ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo metodo ĆØ dunque basato sulla demografia, e ciò crea vari paradossi, come ad esempio il caso della Valle DāAosta, che ĆØ tra le regioni con meno morti sul lavoro nel primo trimestre del 2023, ma ha lāincidenza più alta, vale a dire 18,1 punti su un 55 mila lavoratori.
Tuttavia, la regione con più casi di decessi sul lavoro ĆØ la Lombardia con 29 morti a fronte però di 4.424.396 lavoratori annuali, quindi con un’incidenza mortale del 6.6 con una media nazionale al 6.1. Secondo il metodoĀ dellāOsservatorio sicurezza di Vega Engineering, al secondo posto si trova lāUmbria che ha avuto 6 casi di morti sul lavoro ma con un’incidenza mortale del 17.0 su 352.298 occupati. Infine, conclude il podio lāAbruzzo con 5 casi di morte sul lavoro, con incidenza mortale del 10,4 su 482.849 occupati.
Morti sul lavoro: Mezzogiorno in aerea bianca
Secondo i dati dellāOsservatorio sicurezza di Vega Engineering, la questione morti sul lavoro riguarda per lo più il nord Italia. Infatti, gran parte del Mezzogiorno si trova in area bianca, vale a dire tra le regioni che hanno un’incidenza media nazionale inferiore a 0,75.
Non a caso, tra le regioni ābiancheā ĆØ possibile trovare la Calabria che nel trimestre gennaio-marzo 2022 era in zona gialla con unāincidenza media nazionale tra 0,75 e 1, mentre in questo primo trimestre del 2023 ĆØ avanzata in zona bianca.
Anche la Puglia ha avuto un miglioramento su questo fronte: infatti nel semestre gennaio-marzo 2022 si trovava persino in zona arancione, quindi con unāincidenza media nazionale tra 1 e 1.25, mentre in questo primo semestre del 2023 ĆØ riuscita a passare in zona gialla, con unāincidenza media nazionale tra 0,75 e 1.
Morti sul lavoro: Sicilia in bilico
Come giĆ detto in precedenza, lāIsola nel primo semestre del 2023 ha registrato ben 9 casi di morti sul lavoro, con unāincidenza mortale del 6.7. Tuttavia, con una media nazionale del 6.1, la Sicilia ĆØ dunque in piena āzona arancioneā, come riportato dai dati dellāOsservatorio sicurezza di Vega Engineering.
Tuttavia, la situazione non ĆØ omogenea su tutto il territorio: infatti, lāIsola conta circa 1,3 milioni di lavoratori e la situazione appare spaccata a metĆ . Questo perchĆ© 4 decessi sono avvenuti a Palermo, dove su circa 323 mila occupanti lāincidenza ĆØ piuttosto alta, in quanto pari a 12.4, con il capoluogo regionale che si trova quindicesimo a livello nazionale. Inoltre, si trova in āzona rossaā anche Siracusa con 2 morti su 11 mila lavoratori, con unāincidenza di 18 punti, vale a dire il dato più alto dellāIsola.
Si registrano due morti anche a Messina su 168 mila lavoratori, con un’incidenza di 11,9 punti, che valgono il 17esimo posto a livello nazionale.
In aggiunta, un morto ĆØ stato registrato a Trapani: su un gruppo di 116 mila lavoratori e con incidenza di 8,6 punti. Infine, non ĆØ stato registrato nessun caso a Catania, Ragusa, Agrigento ed Enna, il che porta queste quattro cittĆ in zona bianca.













