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Catania e Palermo tra le 12 città più inquinate d’Italia: il Report Mal’aria 2023

Secondo il report Mal'aria 2023 tra le città più inquinate dal biossido di azoto sono presenti Catania e Palermo, ma i problemi riguardano tutta Italia.

Anche quest’anno Legambiente ha presentato il report Mal’Aria 2023. Con questa indagine si vuole indicare quali sono le città italiane la peggiore qualità dell’aria, tenendo conto dello scorso anno, ovvero il 2022. Tra le 12 città italiane più inquinate dal biossido di azoto troviamo Catania e Palermo, ma la questione in tutta Italia non è delle migliori.

Andiamo a osservare ed analizzare nello specifico la situazione in Italia e nell’Isola, cercando di comprendere le eventuali soluzioni per poter respirare nuovamente aria più pulita.

 Inquinamento atmosferico: la situazione in Italia

Nel 2022, secondo quanto riportato da Legambiente, sono stati analizzati i dati relativi a 243 centraline di monitoraggio della qualità dell’aria. I parametri analizzati riguardano le polveri sottili (PM10 e PM2.5) e il biossido di azoto (NO2 ), ovvero i principali elementi inquinanti presenti in numerose città.

Per quanto concerne l’inquinamento da PM10 nel 2022, sono 29 le città italiane che hanno superato il limite di 35 giorni di sforamento considerati per il PM10, tra le più rilevanti troviamo:

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  • Torino con 98 sforamenti;
  • Milano con 84;
  • Asti 79;
  • Modena 75;
  • Padova e Venezia con 70.

In pratica, queste città hanno raddoppiato il numero di sforamenti consentiti dalla norma che, ricordiamolo, è nata per migliorare la qualità dell’aria che ci circonda entro il 2030. Ma anche per il PM 2.5 la situazione è critica. ben il 71 delle 85 città esaminate, infatti, hanno registrato dei valori superiori alle norme previste ( 10 µg/mc). Nello specifico troviamo:

  • Monza (25 µg/mc);
  • Milano, Cremona, Padova e Vicenza (23 µg/mc);
  • Alessandria, Bergamo, Piacenza e Torino (22 µg/mc);
  • Como (21 µg/mc).

Biossido di azoto: Catania e Palermo le maglie nere della Sicilia

Sono 94 le città analizzate dal report per quanto riguarda l’inquinamento da biossido di azoto. Dai dati si osserva come tutte le città rispettano la misura normativa (40 µg/mc) ma 57 di queste non rientrano nella misura da raggiungere entro il 2030 (20 µg/mc). Mentre, se si tiene conto il limite messo in atto dall’ OMS (10 µg/mc), ben 91 città non rispetterebbero la soglia imposta da tale normativa e ad oggi solo tre città rispetterebbero questo parametro: Agrigento (8 µg/mc) Siena ed Enna (4 µg/mc).

Tra le 12 città più inquinate dal biossido di azoto troviamo Palermo a Catania, la prima con 35 µg/mc mentre la seconda con 34  µg/mc, ma anche in questo caso le città con l’aria più sporca appartengono al  nord Italia. Troviamo, infatti:

  • Milano (38 µg/ mc);
  • Torino (37µg/mc);
  • Palermo e Como (35 µg/mc);
  • Catania (34 µg/mc);
  • Roma (33µg/ mc);
  • Monza, Trento e Bolzano (31 µg/mc);
  • Firenze, Genova e Padova (30 µg/mc).

Report Mal’aria: le città virtuose della Sicilia

Ma ci sono anche buone notizie per la Sicilia. Tra le città che si avvicinano al limite dell’OMS dunque di 10 µg/mc, troviamo varie città siciliane:

  • Siracusa, Caltanissetta (15 µg/mc);
  • Trapani (13 µg/mc);
  • Ragusa (11 µg/mc).

Tornando all’inquinamento da PM 2.5, secondo i dati del report Legambiente e dell’Agenzia Europea dell’ambiente, quasi 250mila morti sono attribuibili al superamento della soglia da PM2.5, senza considerare che oltre il 96% della popolazione europea è esposta a soglie ben più alte da quelle previste.

Ma anche in questo caso la Sicilia può vantare di alcune città virtuose, ovvero Agrigento, Enna (9 μg/mc) e Trapani (7 μg/mc), che si trovano sotto il limite posto dall’OMS di 10 μg/mc stabilito.

A proposito dell'autore

Paolo Salemi

Nato a Catania nel 2001, diplomato all'Istituto Tecnico Industriale Archimede. Studio scienze e lingue per la comunicazione, il mio più grande sogno è diventare giornalista, sono appassionato di sport e di scrittura. Faccio parte della redazione da maggio 2021, curo la rubrica ambiente e legalità.

UNIVERSITÀ DI CATANIA