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Aggressioni a medici e operatori, dati allarmanti: Sicilia al primo posto per episodi

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Foto d'archivio
Aggressioni a medici e operatori: episodi di violenza in crescita rispetto al 2021. Il triste primato va a Sicilia e Puglia.

Gli atti di violenza tra le mura delle strutture sanitarie, contro medici e operatori, risultano tutt’altro che rari. In Italia, soltanto nel corso del 2022, quelli denunciati hanno raggiunto quota 85. Tali dati, poco confortanti, sono stati raccolti dal Ministero della Salute attraverso il Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità, meglio noto come Simes.

Anche in questo caso spicca per dati negativi la Sicilia.

Aggressioni: numeri in aumento e Sicilia al primo posto

Con lo scorrere dei mesi, gli episodi di violenza contro medici ed operatori sono aumentati: ciò appare chiaro se si considera che nel 2021 le aggressioni denunciate in Italia sono state 60. Le aggressioni si verificherebbero più di frequente nei centri di medicina d’urgenza e psichiatria.

Se si guarda, poi, ai numeri per Regione si scopre che il triste primato spetta alla Sicilia. Con ben 20 episodi di violenza registrati nel corso dello scorso anno, l’Isola condivide il primo posto soltanto con la Puglia. Di seguito la classifica regionale, stilata sulla scorta dei dati attualmente disponibili sul Simes:

  •  Sicilia e Puglia: 20 episodi di violenza ai danni di sanitari segnalati;
  • Toscana: 8 episodi;
  • Campania e Piemonte: 7 episodi;
  • Lombardia: 6 episodi;
  • Calabria: 5 episodi;
  • Marche: 4 episodi;
  • Emilia Romagna, Abruzzo e Sardegna: 2 episodi;
  • Umbria e Provincia Autonoma di Bolzano: 1 episodio.

Si attendono ancora i dati del Lazio.

Sebbene già tali dati risultino abbastanza allarmanti, il Ministero della Salute punterebbe ad ottenere un quadro più chiaro: per tale ragione, ha invitato le Regioni a verificare ed eventualmente aggiornare i dati, o comunicare ex novo gli episodi non inseriti. Tra gli obiettivi, quello di individuare le aree con i dati più critici per riservare a queste un più alto livello di sorveglianza.

Università di Catania