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Pali neri sulla Palermo-Catania: cosa sono e a cosa servono

Pali neri sulla Palermo-Catania: presenti da un po', attirano quotidianamente l'attenzione degli utenti. Ma di cosa si tratta e a cosa servono? I chiarimenti.

Viaggiando lungo l’Autostrada Palermo-Catania, non è raro scorgere degli inconsueti pali neri ai bordi della carreggiata. Potrebbe sembrare qualcosa di nuovo o originale, eppure non lo è: basti pensare che questi sono presenti anche lungo la Tangenziale di Catania. Resta da chiedersi di cosa si tratta e a cosa servano: di seguito i dettagli in merito e cosa sapere, nello specifico, a riguardo.

Pali neri sulla Palermo-Catania: cosa sono?

Secondo quanto riportato da Il Giornale di Sicilia, l’Italia è la prima ad abbracciare questa tecnologia: “tecnologia”, sì, perché i pali neri in questione sono emblema di un sistema a dir poco innovativo.

Si tratta, in particolare, del progetto Smart road di Anas, che cela un obiettivo ben preciso: quello di rendere sempre più “intelligenti” le strade e le autostrade della Penisola, rendendo più elevati anche i livelli di sicurezza.

I pali che quotidianamente gli automobilisti possono osservare con una buona dose si curiosità, sono noti con il termine Flying poles (ovvero pali volanti) e potrebbero facilmente esser scambiati per pali dell’illuminazione. Tutt’altro in realtà. Sono dotati di sensori in grado di fornire persino la connessione WI-FI ai veicoli che attraversano le tratte.

Dato che fungono anche da stazione di ricarica per droni, giocano un ruolo rilevante nel monitoraggio delle infrastrutture. Raccogliendo i dati in tempo reale, il sistema agevolerà rapidamente gli automobilisti che, così, riceveranno continui e fondamentali aggiornamenti, per esempio su:

  • condizioni della strada;
  • condizioni atmosferiche.

Inoltre, per mezzo della sistema WI-FI, gli utenti possono sempre godere di un’ottima connessione a internet, “in movimento”, dunque possono ottenere le informazioni già citate in tempo reale, anche tramite un semplice messaggio.

Ad ogni modo, come esplicitato ancora da Il Giornale di Sicilia, non tutti i veicoli possono usufruire di questa innovativa tecnologia, destinata ad esser riservata soprattutto alle automobili autonome.

Università di Catania