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Quando la Regina Elisabetta visitò la Sicilia: i viaggi del 1980 e del 1992

Addio a Elisabetta II, sovrana più longeva di sempre del Regno Unito. La Regina e il principe Filippo visitarono la Sicilia nel 1980 e nel 1992: il ricordo di quei viaggi.

Si è spenta, all’età di 96 anni, la Regina Elisabetta II, sovrana di Inghilterra più longeva di sempre e vera e propria icona del Novecento. Dopo la notizia dell’aggravamento delle sue condizioni di salute, giunta all’ora di pranzo di giovedì 8 settembre 2022, è arrivata in serata la conferma ufficiale da Buckingham Palace.

Tutti i familiari avevano raggiunto il capezzale della Regina e la BBC aveva interrotto le sue trasmissioni per concentrarsi sugli aggiornamenti riguardo la sovrana, prevedendo come da protocollo l’abbigliamento nero da parte dei giornalisti per l’occasione.

Elisabetta II e i viaggi in Sicilia

Amatissima dal suo popolo, Elisabetta II lascia un vuoto non solo all’interno del suo Paese, ma in tutto il mondo. I viaggi della Regina, infatti, nel corso del suo lungo regno, sono stati moltissimi: soggiorni ufficiali e turistici, utili per consolidare il rapporto con i suoi sudditi, ma anche per instaurare nuovi e importanti legami.

Un legame esiste anche con la Sicilia, dove Elisabetta II si recò più di una volta e per motivi diversi. Incuriosita dai racconti dei nonni, re Giorgio V e Maria di Teck, fa tappa in Sicilia nel 1980 e nel 1992.

Viaggio a Palermo nel 1980

La prima volta in cui la Regina Elisabetta visitò la Sicilia era il 1980, quando la sovrana decise di ripercorrere le tracce della nonna che le aveva parlato dell’Isola e della sua visita negli anni Venti. Insieme a al principe Filippo, la sovrana arrivò con lo yacht reale “Britannia” direttamente al porto di Palermo. I due furono accolti dal Presidente della Regione, che a quei tempi era Mario D’Acquisto, e dalle più alte cariche politiche ed ecclesiastiche locali.

I reali viaggiarono per le strade di Palermo a bordo di una Rolls Royce e la prima tappa fu il Duomo di Monreale. Fu poi la volta della Cappella Palatina e del saluto al popolo dal balcone del Palazzo dei Normanni, dove fu steso un grande tappetto per nascondere le gambe della sovrana inglese. La visita terminò con una tappa al palazzo Valguarnera Gangi, che molti anni prima aveva ospitato re Giorgio V.

Il viaggio del 1992 e l’omaggio a Falcone

Dodici anni dopo la sua prima visita, la Regina tornò in Sicilia nel 1992. Era il 28 maggio, appena cinque giorni dopo la strage di Capaci, in cui furono uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

La visita della sovrana era già prevista da tempo e, a dispetto degli scetticismi, si decise di non annullarla. I piani non furono modificati, ma – dopo l’atterraggio a Punta Raisi, l’aeroporto di Palermo – la Regina chiese di fare una tappa lungo l’autostrada per deporre un mazzo di fiori e rendere omaggio alle vittime dell’attentato mafioso. Quella stessa mattina, aveva inviato un messaggio di cordoglio al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

L’Agi di quel giorno riporta così la notizia: “La regina Elisabetta II e il duca Filippo d’Edimburgo hanno reso omaggio alle vittime della strage mafiosa di sabato scorso fermandosi per alcuni minuti sul luogo dell’eccidio nel tragitto compiuto fra lo scalo aereo di Punta Raisi e il porto di Palermo. Per espresso volere dei reali d’Inghilterra il lungo corteo, composto da una cinquantina di automobili, si è fermato per poco meno di dieci minuti al quarto chilometro dell’autostrada. Elisabetta ed il principe consorte si sono soffermati per qualche istante in raccoglimento, poi il duca Filippo ha posto alcune domande chiedendo dei chiarimenti al prefetto Jovine, quindi, senza rilasciare alcuna dichiarazione, i reali d’Inghilterra sono risaliti in macchina e si sono diretti verso Palermo. Il corteo è transitato sopra il ponte provvisorio costruito ieri dai genieri dell’esercito, che consente al traffico automobilistico di oltrepassare il tratto di autostrada gravemente danneggiato e che presenta la voragine causata dall’esplosione”. 

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