Categorie: Università

Titolo ottenuto a soli 20 anni: la storia di Giorgio, il laureato più giovane d’Italia

Il più giovane laureato d'Italia ha 20 anni e si chiama Giorgio. Una tesi sulle nuove tecnologie e tanta voglia di mettersi in gioco, magari all'estero: questi sono alcuni dei segreti del neo-dottore da record.

Giorgio Panichi ha battuto ogni record: è il più giovane laureato in Italia. Il ragazzo, nato nel 2001, si è laureato lo scorso 22 settembre presso il Policlinico di Milano in Ingegneria Fisica, proprio il giorno del suo compleanno. Un giovane prodigio che ha colto alcune opportunità al volo per poter accorciare il proprio percorso scolastico e iniziare subito l’università.

Giorgio è cresciuto ad Ascoli Piceno e da piccolo ha iniziato la scuola facendo la primina, iniziando le elementari dalla seconda classe, e poi ha accorciato di un anno le scuole superiori, laureandosi al quarto anno. Ma non è tutto, in attesa della maturità in Italia stava già facendo l’anno all’estero, più precisamente negli Stati Uniti.

La tesi ed il suo segreto

Il neolaureato più giovane d’Italia ha conquistato il diploma di laurea con una tesi dal titolo: “Design e ottimizzazione di guide d’onda in tecnologia planare e tridimensionale”. Un lavoro che mira ad un concreto progetto di ricerca. Ma esiste un segreto per riuscire a concludere una carriera universitaria così velocemente?

Da piccolo – ha racconta Giorgio ad Openavevo dato gli esami da privatista per saltare la prima elementare. Ho fatto il quarto anno di liceo negli Stati Uniti e lì mi sono diplomato. E poi ho chiuso tutto il percorso al Politecnico in tre anni. Ecco diciamo che ho sempre dato gli esami per tempo. Cercavo di non lasciare mai niente da dare a settembre”.

La passione per la Fisica è nata in giovanissima età.

“La Fisica – continua il giovane – mi ha fatto innamorare da quando l’ho incontrata alle superiori. Anche se già da piccolo mi ricordo che guardavo delle lezioni su YouTube”.

Studio ma non solo

Tuttavia, per Giorgio Panichi non sarebbe necessario dedicare tutto il proprio tempo al solo studio.

 “Non sono mai stato il tipico ragazzo studioso – conclude il neo-laureato -. È vero, ho sempre studiato tanto ma non ho mai dedicato ai libri tutto il mio tempo. Fin da quando avevo sei anni, ho suonato il pianoforte, ho fatto parecchi sport, dal basket, al karate, passando per nuoto, pallanuoto, calcio e tennis. Lo ammetto però, non sono mai arrivato a competere a livello agonistico”.

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