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Ansia e apatia causa Covid, dott.ssa Scopazzo: “Così aiutiamo gli studenti Unict”

ansia covid
Ansia, basso tono d'umore e attacchi di panico sono alcuni dei disagi che colpiscono gli studenti dall'inizio della pandemia. La dottoressa Maria Grazia Scopazzo, responsabile del counseling psicologico Unict, spiega da cosa sono causati e come affrontarli.

Da più di un anno viviamo una situazione a cui nessuno di noi era preparato. La pandemia ha stravolto la nostra quotidianità e ci ha resi più vulnerabili psicologicamente, intaccando ogni ambito delle nostre vite, dal punto di vista lavorativo quanto privato. Sotto questo aspetto, tutti ricorderemo qualcosa di questo difficile periodo e non è escluso che molti avranno anche degli strascichi non indifferenti.

Per andare incontro agli studenti, l’Università degli Studi di Catania mette a disposizione il proprio servizio di consulenza psicologica, di cui è possibile usufruire per avere un primo e immediato aiuto in caso di problemi legati sia all’organizzazione dello studio sia a generici problemi psicologici. Per richiedere il servizio bisogna essere studenti iscritti all’università di Catania e inviare un’e-mail all’indirizzo “counseling.psicologico@unict.it”, indicando nome, cognome, corso di Laurea e recapito telefonico.

Dall’altro lato a rispondere ci sarà la dottoressa Maria Grazia Scopazzo, che dal 2012 assiste gli studenti e non ha smesso di farlo neanche adesso, avvalendosi delle videoconferenze. Con LiveUnict ha parlato dei problemi che la pandemia ha causato agli studenti e di come affrontarli.

Problemi di ansia e basso tono dell’umore

Proprio in questo anno la consulenza psicologica ha visto un aumento delle richieste di aiuto, come ci spiega la stessa dott.ssa Scopazzo: “Da quando mi occupo del servizio c’è stato un crescendo di richieste, un po’ perché abbiamo lavorato col COF sulla pubblicizzazione del servizio, perché non era molto conosciuto; però sicuramente da quando c’è stata la pandemia le generali difficoltà psicologiche nell’affrontare una situazione così inaspettata hanno influenzato il numero di richieste – continua -. Abbiamo avuto un aumento di richieste e nello specifico abbiamo anche cambiato la metodologia di lavoro. Forse anche questo ha un po’ influenzato l’aumento delle richieste, perché adesso lavoriamo solo a distanza ormai da più di un anno e non abbiamo ripreso con i colloqui in sede”.

Più nel dettaglio, il Covid-19 ha visto un proliferare di patologie legate alla sfera psicologica. L’ansia e gli attacchi di panico fanno da padrone in questa triste prospettiva. “In linea generale un po’ tutti abbiamo sperimentato lo stato di incertezza che stiamo vivendo – spiega la dottoressa Scopazzo -, il fatto che è arrivata questa situazione così inaspettata e fuori dal nostro controllo sicuramente ha portato in tutti uno stato di ansia. Sto quindi lavorando moltissimo sulle situazioni di tipo ansiogeno e in alcuni casi addirittura con attacchi di panico veri e propri, difficili da gestire all’interno delle proprie case. Quindi si creano delle situazioni anche dal punto di vista relazionale veramente complicate”.

Oltre a ciò, un disturbo è emerso in maniera preponderante, che risulta essere difficile da trattare. “Ho notato anche un generale abbassamento del tono dell’umore – prosegue la dottoressa -. Una cosa che ha toccato un po’ tutti e sulla quale è un po’ più difficile, paradossalmente, lavorare. Perché mentre sull’ansia ormai diffusi studi dimostrano molta efficacia su tutti gli interventi di tipo cognitivo-comportamentale, con l’abbassamento del tono dell’umore si rischia di cadere in cicli viziosi molto pericolosi.

Un abbassamento del tono dell’umore può portare a un’apatia e questa può portare a non alzarsi certe volte neanche dal letto, non riuscire neanche a fare le cose più elementari e questo di sicuro incrementa a sua volta lo stato di abbassamento del tono dell’umore, perché la persona vede di non riuscire a fare le cose”.

Un aspetto molto importante è poi l’attenzione maniacale nei confronti di ciò che sta accadendo intorno a noi. Da più di un anno infatti viviamo in un perenne stato di allarme mediatico: informazioni che quotidianamente e più volte al giorno fanno il punto sul tema del contagio, creando uno stato di maggiore ansia nei soggetti che precedentemente vi erano predisposti.

In alcuni casi è emerso anche una particolare attenzione riguardo quello che è l’aspetto del contagio, quindi la paura e i pensieri ossessivi – dichiara l’esperta. La situazione che viviamo, a cui sembra che pian piano ci stiamo adattando, è stata traumatica un po’ per tutti. Infatti ormai si prospetta un possibile disturbo dell’adattamento che riguarderà probabilmente molti giovani. Mi è capitato spesso [in questo anno, nda] di vedere persone che non avevano mai sviluppato prima questi aspetti”.

I consigli della dott.ssa Scopazzo

Tuttavia, nonostante i problemi legati all’ansia e al basso tono dell’umore siano aumentati, non siamo inermi di fronte a tale situazione, possiamo intervenire anche con poco, affinché uno stato momentaneo non diventi patologico. La dott.ssa Scopazzo si sente a tal riguardo di dare alcuni semplici consigli: “Ci sono degli aspetti che possono solo migliorare, ci possono solo aiutare ad adattarci a questa situazione: innanzitutto cercare il più possibile di mantenere una certa routine nelle cose che facciamo, cercando di includere un po’ tutti quelli che sono gli aspetti non solo di dovere ma anche di piacere.

Sembra banale – prosegue -, ma la riattivazione fisica è fondamentale, perché va ad agire sugli stessi neurotrasmettitori che vengono attivati quando prendiamo l’antidepressivo, però con qualcosa di naturale. Questo ci aiuta a stabilizzare un po’ il tono dell’umore”. Da questo punto di vista anche una semplice passeggiata può essere di grande aiuto.

Inoltre, bisogna anche avere un occhio di riguardo rispetto alle notizie che ci arrivano in merito al contagio: “Cerchiamo di limitare anche le informazioni e di selezionare le fonti delle informazioni – continua Scopazzo –. Perché lo stato di preoccupazione causata da questa situazione di incertezza sicuramente ci porta a cercare di informarci ancora di più, in quanto ansia, emozioni e pensieri si influenzano a vicenda.

Quindi più stiamo in ansia più si attivano le tipiche preoccupazioni; più stiamo con quel tipo di preoccupazioni, spesso catastrofiche, e più tentiamo di placare l’ansia cercando di informarci il più possibile. Si parla ormai di infodemia in questo periodo, perché le cose che vengono dette hanno un impatto emotivo importante su di noi, ci può far perdere anche la capacità di giudizio”.


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I colloqui a distanza

Importante sottolineare che il counseling psicologico Unict resta attivo anche in questo periodo grazie ai colloqui a distanza. Per di più, la situazione sembra agevolare l’approccio fra lo psicoterapeuta e il paziente.

Devo dire che tutto sommato nelle difficoltà questo tipo di modalità sta risultando molto efficace – commenta la psicologa –. Perché da un punto di vista organizzativo non c’è il problema di un possibile incrocio tra studenti, c’è anche un aggancio più spontaneo, c’è un rapporto quasi più diretto. Sembra paradossale, però è così, lo schermo permette questa cosa”. Non bisogna però ignorare tutti quegli universitari che non si trovano nelle condizioni di fare il colloquio da casa, perché magari non hanno una stanza tutta per loro. La dott.ssa Scopazzo spiega che questi sono una piccola quota di studenti, ma che non si deve tralasciare.

Bisogna infine considerare che il counseling psicologico non è un percorso di psicoterapia o psichiatria. “Questo è un servizio di supporto psicologico che ha un tempo limitato – conclude la dott.ssa Scopazzo, lo studente può usufruire di un massimo di cinque colloqui con una cadenza in genere di una volta ogni tre settimane o una volta al mese. Quando non ci sono problematiche di tipo psicopatologico o strutturate da anni (e in quel caso si lavora sulla consapevolezza del problema e ad un eventuale invio a un servizio più idoneo) molte situazioni si risolvono. Anche sull’attacco di panico, se si lavora bene soprattutto sulle emozioni e i pensieri che lo accompagnano, si riescono ad ottenere ottimi risultati”.

A proposito dell'autore

Rosario Gullotto

Rosario Gullotto nasce a Taormina (ME) il 23 Ottobre del 1994.

Consegue nel 2013 il diploma di maturità classica al Don Cavina e nel 2019 la laurea in Filosofia all'Università degli studi di Catania.

Dal 2017 è fra gli organizzatori del Premio letterario Themis (Bronte).

Email: rosario.gullotto@gmail.com

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