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Mafia, sequestro di beni per due milioni al “re” della plastica

Imponente operazione di sequestro per un valore di due milioni di euro portata a termine dalla Dia di Catania. Coinvolto un imprenditore impegnato nel settore del recupero plastiche, già noto alle forze dell'ordine.

Un sequestro corposo di beni stimati in due milioni di euro, oltre a due aziende operanti nel settore dell’abbigliamento, due autovetture, un motociclo, conti correnti e disponibilità bancarie. Questi i sequestri operati dalla Direzione investigativa antimafia di Catania, la cui ordinanza è stata emessa nel corso dell’operazione denominata “Plastic free”, che ha visto convolta l’azienda dei Donzelli, Sidis.

In particolare i due milioni di beni sequestrati sono ritenuti riconducibili a Raffaele Donzelli, di anni 47, originario di Vittoria in provincia di Ragusa, imprenditore impegnato nel settore del recupero e della trasformazione di materie plastiche nell’ibleo. L’uomo, nel maggio dello scorso anno, era stato arrestato per bancarotta fraudolenta in concorso con alcuni familiari. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale, su proposta del procuratore etneo e del direttore della Dia. Raffaele è ritenuto legato al clan malavitoso dei Dominante-Carbonaro, come sostenuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’ottobre 2019, confermata poi dal Tribunale del riesame un mese dopo.

Il padre di Raffaele, Giovanni Donzelli, di anni 72, anche lui di Vittoria, è accusato di avere avuto “rapporti con l’associazione di stampo mafioso riferibile alla Stidda, offrendo rifugi e covi a latitanti e mettendo a disposizione la propria casa per le riunioni tra gli esponenti dell’organizzazione mafiosa vittoriese e quelli appartenenti ad altri clan”. Per la Dda inoltre “l’associazione mafiosa avrebbe reimpiegato proventi illeciti in attività imprenditoriali riferibili a Raffaele Donzelli” e avrebbe aiutato le aziende “a sbaragliare la concorrenza servendosi di metodi criminali come l’intimidazione sistematica”.

Sempre a Giovanni Donzelli, nel febbraio di quest’anno, erano stati sequestrati beni per cinque milioni di euro da parte della Dia di Catania su disposizione del Tribunale etneo. L’uomo è ritenuto contiguo alla Stidda e, secondo l’accusa, avrebbe gestito i soldi delle estorsioni del clan Dominante-Carbonaro. Già nel 1994 Giovanni era stato arrestato una prima volta per concorso in associazione mafiosa e condannato a quattro anni di carcere.

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L’operazione plastic free è partita da Roma nell’ottobre dello scorso anno, con la scoperta di calzature realizzate in Cina con plastiche nocive provenienti da Vittoria. Fu sgominata un’organizzazione mafiosa che lavorava per ottenere il conferimento esclusivo della plastica alla ditta Sidi della famiglia Donzelli.

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