UNICT – Studenti creano videogioco horror: nasce “A State of Limbo”

Riuscitissimo l'esperimento di un gruppo di studenti del corso "Sviluppo di Giochi Digitali", tenuto al Dipartimento d'Informatica, unitisi agli allievi dell'Accademia delle Belle Arti di Catania.

Dalla teoria alla pratica il passo è stato breve, anzi brevissimo, per dieci studenti di “Sviluppo di Giochi Digitali”, un insegnamento del corso di laurea triennale in Informatica del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania tenuto dal prof. Filippo Stanco.

In poche settimane, infatti, i giovani programmatori, nell’ambito dell’esperimento promosso dal prof. Stanco e coordinato da Luigi Claudio Viagrande e Dario Allegra, hanno realizzato una demo professionale e di alta qualità di un videogioco, intitolato A State of Limbo. Nel videogioco, un survival horror, un ignaro individuo si sveglia all’interno di una inquietante magione dominata da tinte scure e spettrali: solo la risoluzione di alcuni enigmi lo porterà alla salvezza.

“Di solito ogni studente conclude il corso presentando un progetto individuale che consiste in un semplice videogioco”, ha spiegato il prof. Stanco, aggiungendo che “l’esperimento nasce dall’idea di mettere insieme il lavoro di più studenti, provenienti dai corsi di Informatica e Ingegneria informatica dell’Università di Catania e Accademia delle Belle Arti di Catania, al fine di produrre un unico progetto decisamente più ambizioso dimostrando come grazie al lavoro in team sia possibile raggiungere ottimi risultati anche in ambito didattico”.

L’esperimento si può dire più che riuscito: come spiegato da Dario Allegra, “grazie alla sinergia tra le loro capacità personali, i loro percorsi di studio e la loro forte motivazione sono stati in grado di sviluppare una demo giocabile di un videogioco di genere survival horror. Il giocatore, risolvendo indovinelli e interagendo con dei personaggi non giocanti scoprirà alcuni elementi storici relativi alla magione in cui si svolge la trama, fornendo un background che lascia aperto ad un eventuale sviluppo futuro”.

“Il genere e la trama del videogioco sono stati ideati insieme agli studenti nel corso di una serie di brainstorming che hanno permesso di definire un progetto che accontentasse anche le personali preferenze da videogiocatore. Speriamo che il gioco possa passare da demo a prodotto completo. Nel frattempo, visto il successo dell’esperienza, abbiamo deciso di replicare l’esperimento per l’anno accademico 2020/2021 con ben due gruppi di studenti e quindi due videogiochi in cantiere”, ha concluso Luigi Claudio Viagrande.

Protagonisti dell’esperimento sono stati Angelica Maria Meros (3D artist), Clarissa Carbonaro e Claudio Di Maida (programmatori e game designer), Rosario Catania, Enrico Cosentino, Paolo Di Gregorio, Roberto Rizza e Alessandro Salvatore Verderame (programmatori), Mario Alberto d’Arrigo (sound designer) e Andrea Filippo Salemi (programmatore e sound designer). Hanno partecipato, inoltre, Simone Destro, Massimo Di Dio e Letizia Lo Mastro.

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