Università in pillole

Classifica Censis, le migliori università del 2020: siciliane in fondo

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Il Censis, celebre istituto di ricerca socio-economica italiano, stila ogni anno classifiche volte ad assegnare ai vari atenei le etichette di "migliore" e "peggiore": scopriamo insieme le posizioni di quelle relative all'anno accademico 2020/2021.

Il Censis ogni anno ricostruisce i profili dei vari atenei sparsi in tutta Italia, evidenziandone punti di forza e lacune, stila classifiche dettagliate. Prima di scoprire le posizioni delle classifiche 2020/2021, risulta necessario premetterne i criteri di giudizio. Le università vengono, infatti, valutate tenendo conto di:

  1. servizi offerti;
  2. carattere internazionale;
  3.  condizione delle strutture;
  4. borse di studio
  5. numero di laureati magistrali in grado di trovare un posto di lavoro ad un anno di distanza dal titolo;

Quest’ultimo punto acquisirebbe il maggior peso e determinerebbe anche il discrimine tra il tasso d’iscrizioni relativo agli atenei del Meridione e quello delle università del resto d’Italia.

I mega atenei statali

Le classifiche Censis variano a seconda della tipologia di atenei analizzati. Quella con al centro i mega atenei statali conferma un vincitore da ben 11 anni: si tratta di Bologna che quest’anno totalizza un punteggio complessivo pari a 91,5. In realtà, a distanza di circa un anno, il podio in questione è rimasto invariato: si aggiudica nuovamente il secondo posto l’Università di Padova (con punteggio pari a 88,5), mentre il terzo gradino è mantenuto dall’Università di  Firenze (con 86,2 punti).

E l’Università degli Studi di Catania? Quest’anno il nostro ateneo ottiene un punteggio pari a 75.5 e, con esso, il nono posto: una posizione, questa, di cui non si potrebbe andare certo fieri. I mega atenei presi in questione, infatti, sono soltanto dieci e, di conseguenza, quello catanese è seguito soltanto (e come l’anno scorso) dall’Università Federico II di Napoli.

Lo stesso argomento in dettaglio: Classifica Censis 2020: Unict migliora ma non sale di posizione

I grandi atenei

La nuova classifica Censis volta a valutare i grande atenei statali  decreta nuovamente quello di Perugia come vincitore. Esso, in grado di totalizzare un punteggio complessivo di 92,7, è seguito da Pavia (con 90,3) che l’anno scorso occupava soltanto il quarto punto della lista. È terza Parma.

Per visualizzare la posizione delle università del Sud, invece, bisognerà scorrere il dito fino in fondo alla classifica. Questi mesi sarebbero serviti a Palermo per guadagnare una posizione e collocarsi dodicesima (con 84,2 punti) ma, al tempo stesso, avrebbero causato il crollo di Messina. Questa, infatti, chiude l’attuale classifica con i suoi 75.5 punti mentre nella precedente occupava il dodicesimo posto (sui 15 totali).

I medi e piccoli atenei

Il Censis non dimentica, infine, i medi e piccoli atenei: al vertice della prima classifica primeggia ancora Trento (sfiorando quasi i 99 punti) mentre la medaglia d’oro tra gli enti meno affollati spetta di diritto ancora una volta a Camerino (con punteggio 93.5).

Politecnici e università non statali

Chiudiamo l’articolo citando le valutazioni relative a politecnici e privati: Milano è ancora la vincitrice tra i primi mentre mantiene il quarto e penultimo posto tra i medi atenei non statali la Kore di Enna (con punteggio pari a 74,8). Tra questi ultimi, infine, ottiene il primato la LUISS, all’interno della capitale, con punti pari a 94,6.

Di seguito le classifiche Censis così come pubblicate sul sito dell’istituto di statistica.