Alimentazione e Nutrizione

Fast food e gli effetti su salute e ambiente: come è cambiato il modo di mangiare

Fast food
Fast food: ogni giorno si consumano quantità esorbitanti di questo tipo di cibo. Ma cosa è? Quali sono i pro e i contro del cibo veloce? La varietà e i sapori dei cibi della nostra terra stanno scomparendo, spazzati via da hamburger e patatine?

Spesso associamo il fast food al concetto di cibo spazzatura. È così? Il fast food è spazzatura o conserva ancora briciole di qualità? Proviamo a osservare il fenomeno da diverse angolazioni per capire se e quanto effettivamente il cibo “veloce” possa essere rischioso per la nostra salute, quali siano i pro e i contro di questo tipo di alimenti e l’impatto che questi hanno sull’ambiente, volgendo poi lo sguardo ad alcune peculiarità del cibo veloce della nostra Isola. 

Da dove nasce il fast food?

Il fast food nasce soprattutto dall’esigenza di velocità imposta dalla società moderna. Il Novecento è il secolo della velocità, ed in un mondo che corre sempre di più, la necessità di soddisfare un bisogno come quello del cibarsi in maniera più fast possibile ha preparato il terreno per la nascita di questo nuovo stile alimentare. Dal Dopoguerra iniziano a comparire sempre più catene di fast food, ma qual è la chiave del successo di questo nuovo stile alimentare? È semplice: il fast food lo si acquista a prezzi bassi, è veloce e gustoso.

Ovviamente, il re del fast food è il più che noto McDonald’s. La storia di questa catena ha inizio nel 1937, da un chiosco in California di proprietà dei fratelli Mc Donald. L’idea era quella di costruire una catena di montaggio del food. Fu poi Ray Kroc a rilevare il marchio nel 1961 e portarlo a conoscenza del mondo intero. Il segreto di questa catena è soprattutto la riconoscibilità: ovunque nel mondo, infatti, un Big Mac sarà sempre uguale. Fu poi la volta di altre catene come Burger King, Taco Bell, KFC, Subway, Pizza Hut e altri ancora. Insomma, il fast food ha completamente colonizzato i continenti, imponendo un nuovo modo di consumare il cibo e addirittura di pensarlo. Quali sono le conseguenze di tutto questo? 

Pro e contro 

Il fast food è buono e saporito, ma spesso la bontà del cibo non riflette direttamente la sua qualità. Secondo uno studio dello Scripps Research Institute (2008), il consumo di cibo spazzatura determinerebbe effetti assimilabili a quelli provocati da alcune sostanze stupefacenti come cocaina ed eroina. La dipendenza da cibo spazzatura è stata più volte studiata da diversi ricercatori per comprendere la reale entità del fenomeno. Una ricerca presentata all’Australasian Neuroscience Society Annual Scientific Meeting conferma gli effetti di questo tipo di cibo sul nostro cervello: il consumo di questo cibo infatti influirebbe sui livelli di ansia e ridurrebbe la voglia di variare la propria dieta alimentare. Teoria confermata anche dalla University of Sydney’s School of Psychology, che sostiene che il cibo spazzatura modificherebbe il nostro rapporto con il cibo rendendolo, in un certo senso, “malato”. 

La lotta al fast food nasce proprio dall’esigenza di riscoprire un consumo consapevole del cibo, passato in secondo piano con l’esplosione di questa dieta alimentare. In risposta al boom del cibo veloce/spazzatura è nato negli anni ’80 lo “slow food”, al fine di riscoprire il piacere del pasto consumato lentamente. Il cibo va apprezzato in ogni sua parte e bisogna pretendere qualità. In tal senso, è fondamentale una buona educazione alimentare, per evitare gli eccessi e abusare di qualunque cosa possa essere dannosa per il nostro organismo.

Quali sono i rischi per la salute? L’abbondanza di zuccheri e grassi contro la scarsa quantità di vitamine, fibre e sali minerali rende i soggetti che consumano abitualmente fast food esposti a diversi rischi quali diabete, malattie cardiovascolari e obesità, alla quale si collegano diversi effetti collaterali come il rischio di tumore. Bisogna dunque far attenzione ed evitare gli abusi di questo tipo di cibo che, se consumato in dosi eccessive, potrebbe essere fatale. Inoltre, uno studio della Macquarie University e Griffith University in Australia pubblicato su  Royal Society Open Science mostra come un uso eccessivo di cibi processati influisca sulle funzionalità dell’ippocampo, andando ad intaccare la memoria e la modulazione dell’appetito. 

Impatto ambientale

Il cibo veloce e spesso di scarsa qualità, oltre ad avere effetti significativi sulla nostra salute, produce anche seri effetti sull’ambiente: lo conferma una ricerca coordinata da Mauro Serafini, ricercatore all’Università di Teramo e pubblicata su Frontiers in Nutrition: le emissioni di anidride carbonica prodotte a causa della produzione di carne, latte e derivati e uova, l’uso di acqua e lo sfruttamento del terreno hanno effetti rilevanti sull’ambiente, che non possono essere ignorati.

Al contrario, la dieta mediterranea riduce gli sprechi e l’impatto ambientale: un’indagine del BCFN (Barilla Center for Nutrition) mostra come un soggetto che segue la dieta mediterranea immetta nell’atmosfera molto meno anidride carbonica rispetto a un individuo che segue la dieta nordamericana. Inoltre, ancora la BCFN dimostra che se nell’arco di un anno una persona evitasse di mangiare carne (alimento d’elezione per la maggior parte delle catene di fast food che producono hamburger) per due giorni a settimana, si risparmierebbero 310 kg di CO2 l’anno.

Fast food vs. dieta mediterranea

In Sicilia abbiamo la grandissima fortuna di poter ricevere dalla nostra stessa terra alimenti sani, vari e gustosi. Proverbiale l’alimentazione della dieta mediterranea, dichiarata dal 2010 Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Questa deve il suo nome ai Paesi che la adottano, tutti affacciati al Mediterraneo, come Marocco, Italia, Grecia e Spagna.

Le ricerche hanno poi confermato un dato importante, ovvero dieta mediterranea = migliore qualità di vita: fu il nutrizionista americano Ancel Keys a scoprire per primo (negli anni ’50) gli effetti benefici della dieta mediterranea. Secondo la sua ricerca, le popolazioni che seguivano questo stile alimentare erano meno soggette a contrarre alcune patologie di cui invece soffrivano i cittadini statunitensi. 

Negli anni ’90, il dipartimento dell’Agricoltura USA ha ideato la piramide alimentare, in modo tale da educare i cittadini a sane abitudini alimentari sul modello della nostra dieta mediterranea: la piramide aiuta a comprendere quali alimenti non debbano mancare nel quotidiano, in modo tale da tenere uno stile di vita sano. Questa dieta prevede un fabbisogno calorico quotidiano di circa 2500 calorie (per un soggetto adulto), ripartite per il 60% da carboidrati, per il 20% da lipidi e per il 10% da proteine. Alla base vanno consumate quotidianamente dosi di frutta e verdura, cereali, pane e pasta, olio d’oliva; salendo per la piramide si trovano poi quegli alimenti che vanno inseriti nella propria dieta, ma in giuste dosi, come carne bianca, uova, pesce. A piccole dosi, infine, quindi in cima alla piramide, vanno inseriti zuccheri, dolci e carni rosse. 

La dieta mediterranea non è soltanto varietà alimentare ricca e positiva per la nostra salute, è anche cultura. Infatti, l’abitudine di sedersi a tavola e consumare un pasto, preferibilmente con i propri cari, prendendosi tutto il tempo per conversare e parlare di quanto buono sia il cibo che si sta gustando non è affatto di secondo piano. Insomma, si tratta di una vera e propria cultura del cibo. I territori mediterranei sanno che questa dieta può proteggerci dai danni derivati dal consumo di fast food, così come la Sicilia conosce bene i propri alimenti e si batte per preservarli. Conoscere il territorio, comprenderne le potenzialità e sfruttarlo al meglio è indispensabile per evitare la deriva dell’eccessivo consumo di fast food e per godere della propria tavola e mantenersi in salute. 

Fast food Made in Sicily 

Il fast food siciliano si colloca in una strada che sta a metà tra la tradizione prettamente locale e l’innovazione dell’industria del food made in USA: se da una parte possiamo trovare per le strade delle nostre città i bar con l’invitante tavola calda (principe della tavola l’amatissimo arancino) e la pasticceria che, tra cannoli e cassate, non ha nulla da invidiare a donuts e cheescake, c’è anche una parte di popolazione che guarda al futuro, dialoga con i cibi e le abitudini alimentari del mondo facendo nascere una nuova cultura alimentare tutta da scoprire.

Per le strade di Catania è infatti possibile notare come locali di fast food misto a cultura gastronomica siciliana godano di grande fortuna e interesse. Soprattutto ai giovani piace sperimentare nuovi sapori insieme ad altri più antichi, magari gustando un hamburger con prodotti del territorio buoni e genuini. Non mancano poi nella città etnea ritrovi e festival dedicati al cibo di strada, segnando quindi la nascita a pieno titolo di una nuova cultura culinaria che non rinuncia alla velocità e al gusto senza dimenticare la qualità, l’impatto ambientale e la salute. 

A proposito dell'autore

Serena Valastro

Laureata in Lingue e culture europee, amante di cinema, musica, arte, informazione, storie. Scrivere è entrare in nuovi spazi, conoscere qualcosa di nuovo, vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per trasmetterle a chi vuole viverle.

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