Tra sabato e domenica gli italiani, credendosi completamente "liberi", hanno inaugurato la bella stagione con uscite e assembramenti: un comportamento che oggi preoccupa fortemente politici ed esperti.

Immagine di repertorio.
Il weekend appena giunto a termine, il primo dopo l’inizio della nuova “fase 2”, probabilmente rimarrà impresso nella mente di molti. Ma come è andata? Le numerose foto di italiani accalcati di fronte agli ingressi di locali di ogni regione (magari privi di mascherine) ci indicano come, più che la paura, a dominare sia stata una certa euforia.
La reazione della popolazione, in realtà, sembra cozzare con la realtà. L’emergenza sanitaria non può dirsi conclusa ed il timore di una nuova ondata già a a giugno sembrerebbe, oggi più che mai, concreta. Numerosi esponenti politici (tra tutti, i governatori regionali) hanno manifestato apertamente la loro preoccupazione.
Ma oggi, giornata riservata ai resoconti, anche gli esperti del comitato tecnico scientifico non escluderebbero la possibilità che questa nuova libertà possa far alzare nuovamente l’indice dei contagi. Al momento i dati appaiono rassicuranti ma per avere una chiara percezione delle conseguenze del nostro attuale comportamento dovremmo attendere quelli di inizio giugno, fra due settimane.
Secondo quanto riportato dalla testata Repubblica, questi sarebbero particolarmente preoccupati per il Sud, fin ora meno colpito dalla pandemia ma non per questo immune.
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