Categorie: Attualità

Ora legale 2020: quando spostare le lancette

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo la lancette andranno spostate un'ora avanti: un appuntamento ormai fisso che ha già scaturito più di un dubbio in merito alla sua legittimità.

L’appuntamento è per la notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo: le lancette dell’orologio andranno spostate di un’ora avanti e, per una notte, dormiremo un’ora in meno. Un appuntamento, quello dell’ora legale, che sancisce la stagione primaverile con le sue giornate più lunghe.

Con l’introduzione, per legge dell’ora legale, l’obiettivo è quello di ottenere un risparmio energetico in virtù del minore utilizzo dell’illuminazione elettrica in orari concomitanti con l’attività lavorativa di tantissime persone. L’ora legale durerà fino a domenica 25 ottobre, quando rientrerà in vigore l’ora solare. Infatti nella notte tra sabato 24 ottobre e domenica 25 Ottobre 2020 alle ore 03:00, vi sarà nuovamente il ritorno all’ora solare. Quello dell’ora legale è un appuntamento ormai abituale, ma che già dal 2018 è stato posto sotto esame dalla Commissione europea, la quale, basandosi sui sentimenti dei cittadini europei, ha notato grande insofferenza nei confronti del cambio dell’ora.

Ma quali sono le ragioni che hanno spinto il nostro Paese a rigettare la proposta dell’Unione Europea di eliminare il doppio orario? Bisogna, anzitutto, fare un passo indietro al febbraio 2018, quando la Commissione invitò i paesi membri a valutare la possibilità di annullare il cambio di orario. Fu, quindi, lanciata online una consultazione, con lo scopo di conoscere il parere dei cittadini dell’Unione, i quali si espressero in maggioranza a favore dell’abolizione della doppia ora. L’UE chiese, di conseguenza, a tutti gli stati di decidere se mantenere l’ora legale o quella solare.

Contraria alla revisione delle direttive sull’orario, l’Italia decise di depositare una richiesta formale al Parlamento di Bruxelles per poter mantenere il sistema attuale, in vigore dal 1966. L’Italia, quindi, manterrà almeno per il momento l’alternanza oraria che divide l’anno solare in due parti.

Ma quali sono le ragioni dell’opposizione italiana? In primo luogo, non esisterebbero evidenze scientifiche dell’effettivo danno emotivo sulle persone causato dal mutamento orario. Inoltre, l’ora legale permetterebbe al Bel Paese di accendere per sei mesi le luci un’ora dopo, con un conseguente risparmio sulle bollette degli italiani. Infine, la possibilità data a ogni paese di adottare a discrezione l’ora solare o quella legale potrebbe essere causa di notevoli differenze tra i fusi orari, talmente destabilizzante da rischiare di mettere in pericolo il funzionamento del mercato comunitario.

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