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Tra difficoltà e razzismo, si laurea in Medicina: la storia dell’italo-nigeriana Nelly

Ha appena festeggiato la laurea in medicina scrivendo una lettera all'onorevole Cécile Kyenge. Nelly, italo-nigeriana con la passione per la medicina, racconta la sua storia ai microfoni di LiveUnict.

Ugochi Ngaobiri Nelly Ohazuruike, 30enne italo-nigeriana si è appena laureata in Medicina con una tesi in dermatologia. Nelly ha scelto di condividere un traguardo importante scrivendo una lettera all’on. Cécile Kyenge, ex-ministra per l’integrazione. “La mia famiglia è arrivata in Italia negli anni ’70spiega Nelly a LiveUnict, raccontando della sua famiglia – mio padre per studiare medicina, e mia madre per scienze infermieristiche. I mie tre fratelli sono laureati, uno in medicina, un altro in ingegneria chimica e il terzo in economia”, racconta Nelly della sua famiglia, di cui tutti i membri al completo vantano una laurea.

Nonostante la sua famiglia viva qui da decenni, e lei sia nata in Italia, Nelly racconta che per legge ha potuto ottenere la cittadinanza italiana solo quando compiuti i diciotto anni. I figli di genitori stranieri infatti possono ottenere la cittadinanza al compimento della maggiore età e se hanno dimostrato di aver vissuto in Italia senza interruzioni. Allo stesso tempo Nelly ha conservato la cittadinanza nigeriana e perciò un doppio passaporto.

Oltre agli studi di medicina, Nelly si è sempre tenuta attiva con altre esperienze, dal volontariato al lavoro di interprete per la prefettura, un’esperienza che per lei è stata un onore “Ho potuto raccontare le storie di persone che hanno dovuto lasciare il proprio paese, e molte sono storie di sofferenza, perché si tratta di gente che scappa dalla miseria e cerca una vita altrove.

Anche un lavoro che le ha permesso di vedere un’altra prospettiva: “Si sente tanto parlare in giro di immigrazione, però si parla sempre degli aspetti negativi”. Nelly, nata e cresciuta in Italia, che ha frequentato scuola e università italiane, ha dovuto spesso trovarsi in situazioni sgradevoli dove è stata oggetto di osservazioni razziste.

Uno degli episodi più spiacevoli, è stato venire apostrofata diverse volte come “negra” da un docente non soddisfatto del suo esame. “Non mi aspettavo di essere trattata così da un professore universitario, che di solito dovrebbe dare il buon esempio. Ma sono riuscita a laurearmi e cerco di vedere le cose in positivo. Persone come loro ne ho conosciute tante, e ne conoscerò altre mille – racconta a LiveUnict -. Ma anche se cado io mi rialzo. Tutto quello che mi hanno detto finora non mi ha impedito di arrivare dove sono adesso.

Riguardo al clima politico di razzismo, “Ho notato che vengono pubblicate tante notizie false, come la famosa storia dei 30 euro ai migranti, cosa che si è dimostrata più complessa. Tutto ciò fomenta l’odio. Penso che se ci informassimo tutti vivremmo meglio.” Ma nota anche un certo livello di codardia tra quelle stesse persone che inveiscono contro i migranti sui social: “Dietro al computer siamo tutti bravi a scrivere quello che vogliamo, ma per strada nessuno ti dice le cose in faccia.

Nonostante le difficoltà incontrante Nelly ha tanti progetti per il futuro, dalla specializzazione per il quale dovrà presto fare l’esame, a cose più semplici. “I miei progetti sono normalissimi: un lavoro, una famiglia stabile. Vorrei però fare volontariato in un paese in via di sviluppo, non solo in Africa, ma ci sono tanti posti anche in Asia. Quando sarò un medico specializzato ne cercherò uno dove poter collaborare.

Riguardo invece alla lettera inviata all’on. Kyenge, che ha già potuto incontrare di persona grazie a un seminario organizzato da Focsiv, afferma che ha ancora non ha ricevuto risposta, ma attende fiduciosa una sua futura lettera.

Valeria Aliffi

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