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Terremoto a Catania, Musumeci: “Servono 7 milioni per l’emergenza”

A seguito delle ultime attività sismiche e vulcaniche della provincia etnea, Musumeci, incontrando i sindaci dei comuni colpiti e la protezione civile, ha voluto mettere in chiaro che si vuole procedere con lo stato d'emergenza.

I rischi sismici in questa terra sono molti. Lo ribadisce pure il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, il quale ha incontrato, a San Giovanni La Punta, i sindaci dei Comuni più colpiti dall’attività sismica degli ultimi giorni, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti e il dirigente generale del Dipartimento tecnico regionale Salvatore Lizzio. Insieme al presidente Musumeci erano presenti pure gli assessori alla Salute Ruggero Razza ed alle Infrastrutture Marco Falcone.

Nell’incontro avvenuto nella giornata di ieri, 26 dicembre, subito dopo la forte scossa di magnitudo 4.8 che ha colpito duramente alcuni Comuni, il presidente della Regione ha voluto ribadire che vivere nel suolo siciliano – e soprattutto etneo -, significa convivere con questo tipo di rischi. Ma le dichiarazioni del presidente Musumeci non si fermano qua, anzi, va dritto al punto: “La Sicilia è la regione più esposta d’Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di vista infrastrutturale“. Continua, in questo senso, il presidente: “L’80% delle nostre scuole non è a norma, così come molti degli edifici strategici“.

Emerge anche il problema degli sfollati e dei loro alloggi temporanei, quali hotel e palasport (grazie ad una convenzione tra la Regione e gli edifici). Inoltre, il presidente Musumeci riunirà la Giunta di governo proprio nella provincia di Catania, dopo la quale verrà chiesta la proclamazione dello stato d’emergenza al Governo nazionale: uno stato d’emergenza che, dichiara sempre il presidente siciliano, potrebbe richiedere 6 o 7 milioni di euro.

“Mi sorprendo, comunque, quando qualcuno si sorprende delle attività sismiche” dichiara Nello Musumeci, il quale riconosce la paura che gli sfollati e i cittadini del suolo etneo stanno provando, ma richiama comunque all’ordine tutti quanti: “Non dobbiamo agire sull’onda emotiva. Faremmo un grave errore se così fosse”.

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