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Ritorna “Le Vie dei Tesori”: aprono al pubblico i luoghi nascosti di Catania

Dopo il successo riscontrato nello scorso weekend, si ripete l'iniziativa "Le Vie dei Tesori" che porta cittadini e turisti all'interno dei più suggestivi e nascosti luoghi dell'arte della città etnea.

Catania si prepara ad un nuovo fine settimana all’insegna dell’arte, grazie all’iniziativa “Le vie dei tesori” che si replicherà in città nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, dando a molti la possibilità di fare due passi nel cuore del barocco e di vistare luoghi simbolo del centro storico etneo. Sono diversi i luoghi visitabili, inseriti nel programma, alcuni dei quali sono solitamente chiusi al pubblico o alle visite.

Tra questi, sarà accessibile il camminamento sopra Porta Uzeda, ideale per chi vuole ammirare il panorama della città e dell’Etna da un’altezza notevole: sarà possibile accedervi, però, solamente il sabato – sia questo che il prossimo – dalle 9.30 alle 13. A pochi passi di distanza, è fortemente consigliata la visita del Museo Diocesano, in cui saranno esposti numerosi dei suoi tesori tra oggetti sacri e votivi, come quelli per l’amata patrona Agata ma anche laici, come numerosi corredi ed oggetti appartenuti a precedenti sovrani della città. Sempre in ambito “ecclesiastico”, questo fine settimana riapriranno alle visite anche le antiche cucine sotterranee del monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena, in cui sarà possibile entrare già dalla giornata di venerdì 26.

All’interno degli itinerari in seno alle “Vie dei Tesori”, turisti e curiosi avranno la possibilità di affacciarsi da un altro punto panoramico nel cuore barocco della città quale la cantoria della chiesa di San Giuliano, in via dei Crociferi, accedendo anche alla relativa cupola, con la possibilità di seguire un antico percorso panoramico che, secondo la tradizione, compivano le monache benedettine per salutare il passaggio di Sant’Agata nella notte tra 5 e 6 febbraio, a conclusione del giro processionale. La chiesa, con il relativo itinerario, sarà aperta al pubblico la domenica dalle 10 alle 13. Richiesta, inoltre, anche la prenotazione sul sito web della manifestazione. Quanto agli edifici sacri, menzione a parte per la “Cappella della Madonna del Rosario” all’interno della Cattedrale di Sant’Agata, in cui spicca il sarcofago di Costanza d’Aragona. Nel quartiere della Civita, infine, aperta anche la Cappella Bonajuto, monumento privato della nobile famiglia di origine ispanica, l’unico – con molta probabilità – a presentare una pianta a trifoglio con cupola emisferica tra le architetture cittadine.

In totale, i luoghi accessibili saranno trentadue; oltre 3500, invece le presenze attese, almeno a giudicare dalle visite della scorsa settimana. Tra gli altri enti, anche l’Università di Catania aprirà i propri battenti, esponendo al pubblico le carte geografiche del geologo Sartorius o una serie di “falsi d’autore” raccolti nel museo interno all’ateneo.

Un appuntamento imperdibile, alla scoperta di luoghi reconditi e sconosciuti: è questo il caso, ad esempio, del più antico edificio funerario di Catania, quale il sepolcro dell’antico poeta Stesicoro, sito nelle adiacenze della storica piazza Carlo Alberto, all’interno dell’ora dismesso convento di Maria SS. Annunziata. Ancora oggi sono in corso degli studi scientifici in base ai quali si sta optando per anticipare la data di morte del poeta, mentre sul luogo aleggiano numerosi misteri che lo vogliono caro alla patrona Agata e al vescovo Leone (detto Il Taumaturgo). Le visite si svolgono solo il venerdì e il sabato dalle 10 alle 13: sarà possibile entrarvi anche nei giorni del 2 e 3 novembre prossimi.

Venerdì, sabato e domenica, dalle 12 alle 18, sarà possibile invece far visita al Palazzo Asmundo di Gisira, tra i molti edifici storici della Catania nobiliare ma tra i pochi ad essere facilmente fruibile, oggi sede di un albergo con affreschi e decori di notevole bellezza. Costruito ad inizio Settecento grazie all’architetto Palazzotto e al barone Adamo Asmundo, l’edificio rappresentò a lungo la rinascita cittadina dopo il terremoto, tra i primi esempi di “barocco nero” per la caratteristica costruzione in pietra lavica. Simbolico anche il luogo in cui esso è ubicato – attuale piazza Mazzini, l’unica porticata della città, al tempo nota come piazza San Filippo, in cui si possono ancora ammirare architetture di età romana.


Per conoscere tutti i siti che aderiscono all’iniziativa, consulta il programma completo