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Dalla musica alla scienza: l’armonia nelle idee degli speakers di TEDxSSC

Si è appena conclusa la quarta edizione del TEDxSSC, l’unico evento del Sud Italia su licenza TED, il più popolare format di conferenze al mondo. LiveUnict ha partecipato all’evento e raccolto sensazioni e dichiarazioni di speakers e organizzatori.

Equilibrio, bellezza, ordine, musica: la parola “armonia” richiama alla mente un universo di significati da esplorare; segni e suoni che costituiscono altrettanti stimoli per chi vi si sofferma a riflettere, creando associazioni laddove al primo sguardo sembrano non esserci.

La quarta edizione del TEDx a Catania, tenutosi anche quest’anno nella suggestiva location di Villa San Saverio, ha scelto di declinare proprio il tema delle Armonie, riunendo una serie di professionisti siciliani e non che all’insegna del celebre motto di TED, Ideas worth spreading, hanno raccontato come il concetto di armonia sia stato tradotto nelle loro rispettive realtà.

“In fondo – spiega ai microfoni di LiveUnict Francesco Priolo, direttore della Scuola Superiore – armonia è tutto: per ottenere dei risultati ci vuole armonia; nella musica c’è armonia; nella scienza c’è armonia. L’armonia è fondamentale”.

Ma come nasce l’idea di portare questo format a Catania? “TEDx a Catania e alla Scuola è nato in una maniera molto simpatica – ci racconta il prof. Priolo – un ex allievo si trovava a Stanford, dove si stava svolgendo TEDxStanford, e ha detto: “ma insomma, c’è TEDxStanford e non dobbiamo fare TEDx alla Scuola?” Così ha organizzato il primo TEDx. Si chiama Emanuele Pecora. La seconda edizione è stata organizzata da Roberta Sinatra, oggi professoressa alla CEU, ed anche questa è stata un’edizione molto interessante, dal titolo evocativo: “Nonostante”, perché la Scuola c’è, nonostante tutto. La terza viene da Luca Naso, uno degli ex allievi che poi ritornano e che in Sicilia ha fatto tanto, dopo aver girato il mondo; ora siamo a questa quarta edizione con Danilo Jaccarino, ex allievo che lavora in Germania, e che in remoto ha creato la squadra Armonie; e veramente si è lavorato in armonia, si sta organizzando questo evento, che è anche il TEDx del ventennale della Scuola, da un anno”.

La preferenza accordata a speakers provenienti da realtà locali è una scelta ben motivata, perché “si è voluto creare un legame con questo territorio, perché in Sicilia si può”, come ci ha spiegato il direttore della Scuola Superiore. 

Per il territorio, con il territorio, così potrebbe essere riassunta l’organizzazione del TEDx Armonie. L’attenzione a questo aspetto tocca anche la scelta dei partner, realtà locali grandi e non che si sono distinte per creatività e innovazione. “Abbiamo cercato dei partner che contribuissero all’evento non solo in termini di partecipazione alle spese ma anche portando qualcosa di loro – interviene Paolo Arcidiacono, membro del Core Team e responsabile partnership dell’eventotra queste ci sono aziende affermate, come Mediolanum […]; aziende creative come iPress, che ha curato la parte grafica; Tomarchio, azienda storica che sta innovando molto il suo stile, e che oggi presenta qui un suo nuovo prodotto, con un mini-test di lancio; Citrus, azienda fondata da una startupper catanese che ha offerto la sua collaborazione alla Fondazione Veronesi e che sta avendo molto successo anche a livello nazionale. Insomma, vogliamo anche raccontare delle storie.”

Raccontare è in effetti la parola-chiave del TEDx, dove la condivisione delle idee è al centro di un progetto divulgativo da cui è impossibile non uscire arricchiti. Come un prisma, il tema dell’armonia lungo il corso della giornata è stato illuminato in tutte le sue diverse sfaccettature: dalla musica alla didattica digitale, dal teatro all’archeoastronomia, gli otto speakers hanno affascinato la platea con le loro idee.  Il ciclo di talk è stato aperto dal sound jazz degli Urban Fabula, che hanno attraversato il tema dell’armonia come condivisione di note musicali. A seguire il trio di musicisti è stata la volta del maestro Flavio Daniele, che dopo anni di studio ha messo a punto la disciplina del TAOGED, una tecnica di sviluppo delle proprie potenzialità fisico-energetiche e mentali.

“Senza movimento non ci può essere ascolto – spiega il maestro a LiveUnict – Ho cercato di impostare il discorso sulle armonie non tanto come un’armonia che noi vediamo nella natura o che usufruiamo, […] ma quanto come riscoprire dentro sé stessi quella creatività espressiva che Madre Natura ha incarnato nei nostri geni. Noi siamo armonici, tuttavia abbiamo perso questa armonia”.

Come recuperarla, allora? “Attraverso il movimento, perché il movimento è la strada maestra per conoscersi e migliorare sé stessi dal punto di vista del nostro corpo nello spazio e da quello interiore”. Lo studio e il raffinamento di queste tecniche, unito alla passione per le arti marziali, col passare degli anni hanno portato alla nascita del TAOGED: “Ho messo a punto questa ricerca per fare in modo che l’Occidentale medio potesse accedere a questa grande conoscenza che viene dall’Oriente”, ci racconta Daniele.

Ma l’armonia non è qualcosa che può essere ricercata esclusivamente dentro sé stessi, si tratta piuttosto di un concetto insito in tutto, che fa parte delle leggi stesse dell’universo. Di questo si è parlato con Manuela Cavallaro, giovane ricercatrice dell’Università di Catania che, dopo aver vinto nel 2016 il prestigiosissimo Starting Grant dell’Erc per un progetto di studio sulla natura del neutrino, ha spiegato al pubblico i perché delle ricerche che svolge all’INFN.

La teoria alla base degli studi della Cavallaro riprende delle ipotesi formulate da Ettore Majorana nel 1937, in cui si sosteneva che il neutrino potesse essere l’antiparticella di sé stesso. Se l’ipotesi venisse dimostrata, si arriverebbe ad affermare il principio di conservazione dell’energia anche all’interno del processo di decadimento dell’atomo. Argomenti troppo complessi per essere trattati con efficacia alla presenza di un pubblico di non specialisti, si dirà, ma la sfida, superata a pieni voti dalla Cavallaro, consiste proprio in questo.

“Rendere comprensibile e anche intrigante quello che di solito può essere visto come noioso, incomprensibile o inutile è stata la cosa che mi ha richiesto più tempo, e in questo talk ho cercato di mostrare che non è così – afferma la giovane ricercatrice, che, punto per punto, smentisce le affermazioni precedenti – Noioso non è, perché ho davvero cercato di far trasparire la mia passione in quello che faccio; e anche le persone con cui lavoro sono appassionate al lavoro che fanno, contente e felici di lavorare. Questo è importante, perché molto spesso si tratta di un lavoro di gruppo, dobbiamo sempre interagire tra di noi, raccontare non soltanto i successi ma anche le difficoltà”.

Né si tratta di un lavoro inutile, anzi, la Cavallaro mette in guardia dal non sottovalutare l’importanza della scienza pura, le cui applicazioni spesso vengono dopo. “L’internet è un esempio perfetto: nato per condividere dati e lavoro, si è rivelato una tecnologia utile per tutti. Le applicazioni ci sono, quello che ci muove però non è l’applicazione pratica, ma la comprensione, cercare di capire come funziona la natura e l’universo”.

Lo stesso desiderio di comprensione, di scoperta continua che anima i TED talk spingeva i nostri antenati a guardare verso il cielo, a studiare le stelle per carpirne i misteri. È la ricerca delle tracce di questa conoscenza degli astri in monumenti e siti archeologici antichi che anima l’attività di studio di Andrea Orlando. Durante il suo apprezzatissimo intervento si è discusso di quei monumenti orientati in base alla posizione del Sole o della Luna in certe fasi dell’anno, come Stonehenge ad esempio, disseminati su tutto il pianeta, anche in Sicilia. Un esempio su tutti? La Valle dei Templi di Agrigento.

Orlando durante la sua chiusa invita i presenti ad ascoltare con più attenzione la natura, affidandosi a una citazione di San Bernardo di Chiaravalle: “Troverai più nei boschi che nei libri, alberi e pietre ti insegneranno ciò che non puoi imparare dai maestri”.

Dall’archeoastronomia ai social network il passo è breve, o almeno così sembra durante il TEDx, dove i cortocircuiti sono continui e creano una serie di stimoli che arrivano da tutte le direzioni. La terza sessione del talk si apre all’insegna di tre parole: digitale, filosofia e fumetti. Cos’hanno in comune questi termini è presto detto: Davide Tonioli, trentatreenne laureato in filosofia e appassionato disegnatore di fumetti, con i quali cerca di divulgare il proprio metodo innovativo di fare didattica attraverso la piattaforma Fidenia, sviluppata attorno al concetto di classe digitale.

“Punto fondamentale – racconta Tonioli – è che gli strumenti digitali nella scuola non devono essere solo un modo per rendere più coinvolgenti e magari accattivanti le lezioni, ma devono servire per insegnare ai ragazzi a utilizzare la tecnologia con consapevolezza, competenza e anche creatività e soprattutto per imparare a gestire la propria identità, sia reale che virtuale; comportarsi correttamente sia in rete che in presenza.”

Un’armonia, quella tra scuola e digitale, che apparentemente non esiste, anzi, l’accostamento a volte stride a causa, afferma Tonioli, di “aule poco connesse, attrezzature non sempre adeguate, però è anche vero che c’è molta tenacia da parte degli insegnanti”.  Anche grazie a questa tenacia Fidenia continua a crescere, a volte per mezzo di conferenze nate sotto l’impulso degli stessi docenti, altre con eventi come quelli di TEDx, dove la chiave è il “taglio più affabulatorio da dare alle presentazioni, molto efficace anche per far capire Fidenia ai non addetti ai lavori e per dare una risposta a quelle polemiche che vedono nell’utilizzo dei social network soltanto degli strumenti di distrazione”.

Proseguono e concludono la sezione Per TE(d) le storie di Anna Mignosa e Massimiliano Salfi, docenti dell’ateneo catanese che hanno sviluppato il tema delle armonie attraverso il punto di vista dell’economia dei beni culturali e della tecnologia no profit al servizio di individui affetti da gravi disabilità visive. La prima proponendo un nuovo valore per misurare il successo delle attività culturali: non basato sul numero di visitatori d’un museo ma che veda la cultura come strumento sociale attraverso i tre momenti di incontro, cooperazione e co-creazione; Salfi, infine, ha presentato al pubblico di TEDx il progetto di ricerca vEyes, uno strumento open source al servizio dell’ipovedente, modellato e modellabile in base a specifiche esigenze.

La quarta sezione, Con TE(d), si è chiusa in bellezza con la performance dal forte impatto emotivo a cura dell’Associazione Culturale NEON, al lavoro dal 1989 per diffondere una cultura basata sul valore esistenziale dell’essere umano. Il prossimo appuntamento con TEDxSSC è rimandato a data da destinarsi, con l’unica certezza che non rimarremo delusi dall’incontro ravvicinato con il mondo delle idee.