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33 università “fuorilegge”: studenti pagano tasse troppo alte, e a Catania?

"Fuorilegge" gli atenei che richiedono una contribuzione studentesca eccessiva: la denuncia del dossier dell'Udu. Qual è la situazione dell'Università di Catania?

Alcuni atenei italiani sarebbero fuorilegge, secondo l’ultimo dossier presentato dall’Udu (Unione degli Universitari) in merito alle tasse pagate dagli studenti. Secondo i dati della Ragioneria di Stato, la contribuzione studentesca ammonterebbe a circa il 22% del finanziamento statale.

Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) – sostiene il dossier – è diminuito nel corso degli anni: le università pubbliche nel 2008 avrebbero ricevuto 7 miliardi e 386 milioni di euro, mentre nel 2015 i fondi ammontavano a 7 miliardi e 16 milioni di euro. Sul versante opposto è, invece, aumentata la contribuzione studentesca, specialmente negli atenei del Nord. In 8 anni, si è arrivati ad oltre 163 milioni di euro in più, nonostante ci sia una diminuzione generale degli iscritti.

Uno studente su quattro è sparito negli atenei del Centro Italia, mentre al Sud il gettito complessivo delle tasse è aumentato nel 33%, nonostante gli atenei meridionali debbano combattere contro il calo delle immatricolazioni. 33 università su 59 sono state definite “fuorilegge” perché richiederebbero una contribuzione studentesca superiore del 20% rispetto al FFO.

Tra questi, al primo posto la Statale di Milano con 40.634.973,20 euro di “tasse in eccesso”, a seguire il Politecnico di Milano con 32.429.873,01 euro e, al terzo posto, Torino con 25.414.273,65 euro. E a Catania?

Secondo il dossier, nel 2008 la contribuzione studentesca ammontava a 30.469.799,29, mentre nel 2016 è arrivata a 33.196.558,80. I fondi FFO hanno subito dei tagli: nel 2008 erano 221.068.283,00, mentre nel 2016 154.348.474,00. L’ateneo catanese non rientrerebbe, però, tra quelli definiti “fuorilegge”.

E, a proposito di tasse universitarie, in questi giorni gli studenti dell’Università di Catania si apprestano a pagare la seconda rata. Non tutti, però, hanno l’obbligo di effettuare il versamento. E infatti è attiva la No Tax Area, arrivata con la Legge di Bilancio del 2017, che esonera alcune categorie dal pagamento.

Chi possiede un ISEE inferiore ai 13 mila euro è esonerato dal pagamento onnicomprensivo annuale, ma occorre anche possedere alcuni importanti requisiti. Si deve rientrare nella categoria degli studenti “regolari” con il numero di crediti necessari richiesti entro il 10 agosto 2017. Nello specifico, si possono definire tali gli universitari iscritti ad un corso di studio “da un numero di anni non superiore alla durata normale del corso di studio aumentata di uno”, mentre i crediti devono essere “10 per gli iscritti al secondo anno, 25 per iscritti ad anni successivi al primo”. Per saperne di più scarica la Guida dello studente.

Esonerati dal pagamento anche coloro che risultano idonei o assegnatari nel bando di concorso per l’assegnazione delle borse di studio. Ma questo è un altro tasto dolente per la comunità studentesca: diverse proteste si sono alzate negli scorsi mesi nelle città italiane, tra cui anche Catania. Recentemente è stato approvato il riparto dei finanziamenti 2017 del Fondo integrativo statale: 219 milioni di euro, di cui una parte verrà destinata alle borse di studio. Il Sud dovrebbe ricevere il 40% dei fondi in più rispetto all’anno precedente, che segnano sicuramente una svolta nell’ambito della ripartizione dei finanziamenti.

Alessia Costanzo

Classe ’93, nata a Noto, è laureata in Lettere Classiche all’Università di Catania. Quando è appena una matricola, entra a far parte dell’Associazione Culturale Liveunict e collabora come redattrice. Adesso è coordinatrice della redazione e, tra i libri e gli esami, si dedica alle sue passione: scrivere e informare.