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E se Piero e Alberto Angela fossero ministri dell’istruzione?

Piero e Alberto Angela sono due star indiscusse della televisione e del web. Gli utenti dei social si divertono a fantasticare sul prossimo governo, e indovinate un po' chi vorrebbero vedere al MIUR?

Alberto Angela è stato definito “la rock star dei divulgatori”. Grazie al suo programma “Meraviglie. La penisola dei tesori”, il divulgatore scientifico è diventato una vera e propria celebrità nel nostro Paese e icona social, riscuotendo enorme successo tra giovani, adulti e soprattutto donne con un debole per i sapiosessuali.

Allo stesso modo, il padre Piero mantiene indiscusso il suo primato, continuando a essere uno dei volti più amati della televisione e della scienza, contribuendo – assieme al figlio e grazie a questo connubio vincente tra competenza, simpatia e popolarità – a diffondere sapere scientifico di qualità in tutta la nostra penisola.

Sia Alberto che Piero hanno sempre cercato di evitare i riflettori nel senso più superficiale del termine, preoccupandosi solamente di fare buona TV e di fornire un contributo scientifico serio, ma le luci della ribalta non risparmiano nessuno e, così, c’è addirittura chi vorrebbe vedere gli uomini della famiglia Angela al governo.

Le elezioni del 4 marzo sono alle porte e il toto ministri, si sa, è sempre uno dei giochetti più amati dal popolo di Internet. Tra gli utenti del web, infatti, soprattutto su Facebook, sono moltissimi coloro che – tra il serio e il faceto – propongono Piero o Alberto a capo di uno dei nostri ministeri. Il Ministero dell’Istruzione, ça va sans dire, è quello più gettonato per piazzare i due studiosi. Punti di forza: competenza, cultura, preparazione, tenacia e affidabilità.

D’altronde, Alberto Angela è laureato, un titolo non proprio scontato tra i nostri politici. E il padre Piero… Beh, come i ministri Fedeli e Poletti, Piero Angela non ha mai conseguito una laurea, ma – a differenza loro – di lauree honoris causa ne ha ricevute ben 8. Perché allora non divertirsi a fantasticare, e forse provocare, un po’?

Università di Catania