Categorie: News

Muos: richiesta di condanne e confisca struttura dal Pm

Dopo il dissequestro della base satellitare avvenuto nell’agosto del 2016, la battaglia nei tribunali riprende vita con nuove accuse.

Il MUOS, sistema di comunicazione satellitari gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che, tra le sue basi terrestri, conta anche quella di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è tornato a far parlare di sé. Le ultime notizie in merito risalivano a quasi due anni fa, quando il Tribunale del riesame di Catania accolse la tesi dell’avvocatura di Stato, ratificando il ricorso presentato nell’agosto 2015 contro il sequestro della base e di fatto autorizzandone l’utilizzo.

La costruzione del MUOS ha destato sin dagli inizi manifestazioni di aspra condanna da parte non solo della popolazione niscemese, ma dai numerosi attivisti provenienti da tutto il territorio nazionale e non, che da anni si muovono e continuano a battersi per bloccarne l’attivazione. Le strategie utilizzate per fermare le emissioni provenienti dalle antenne molto spesso non si sono limitate alle aule dei tribunali, toccando l’acme con l’invasione della base avvenuta nel 2013, tuttavia è proprio dall’amministrazione giudiziaria che vengono gli ultimi sviluppi in materia.

Il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, ha chiesto un anno di arresto e oltre 20 mila euro di ammenda ciascuno, oltre al sequestro della struttura, all’interno di un processo con rito abbreviato a un dirigente della Regione Siciliana e a tre imprenditori. Le accuse sono quelle di abusivismo edilizio e violazione della legge ambientale, reati perpetrati durante la costruzione del sistema di telecomunicazioni statunitense, che per l’appunto è sito all’interno di un’area protetta, la sughereta di Niscemi.

Imputati, davanti al Tribunale monocratico, sono l’ex dirigente dell’assessorato all’Ambiente Giovanni Arnone, il presidente della “Gemmo Spa” Mauro Gemmo, e i titolari di due imprese di subappalti: Concetta Valenti e Carmelo Puglisi.

I quattro imputati non sono gli unici a processo. A loro si aggiungono, con rito ordinario davanti a un altro Tribunale monocratico di Caltagirone, Adriana Parisi, della “Lageco”, una delle società dell’Ati ‘Team Muos Niscemi’ vincitrice della gara del 26 aprile 2007, il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi, e l’imprenditrice Maria Rita Condorello della “Cr Impianti”.

I tre sono accusati di aver realizzato l’impianto “senza la prescritta autorizzazione, assunta legittimamente o in difformità da essa”.

LEGGI ANCHE – MUOS – Il tribunale del riesame dispone il dissequestro

Redazione

Pubblicato da
Redazione

Articoli recenti

ALZA LA VOCE – Catania, stop ai trasporti per gli universitari disabili: protesta contro la Città Metropolitana

Importanti novità in vista dell'avvio dell'anno accademico 2026/2027 per quanto riguarda il servizio di trasporto…

1 Ottobre 2026

[VIDEO] Cibo scaduto e lavoratori in nero in un ristorante a Canalicchio: sequestri per 110 kg e sanzioni per oltre 21mila euro

La task force coordinata dalla Polizia di Stato ha sequestrato 110 chili di prodotti alimentari…

1 Ottobre 2026

Fiera dei Morti a Nesima ancora in discussione: chieste verifiche per vie di fuga e soccorsi

L'individuazione del parcheggio della piscina comunale di Nesima come nuova sede della Fiera dei Morti…

1 Ottobre 2026

Sciopero generale 2 ottobre, a rischio scuola, sanità e trasporti

Sciopero generale 2 ottobre : stop in arrivo per diversi comparti chiave del Paese, coinvolgendo…

1 Ottobre 2026

Catania, Il Criptoportico di Villa Bellini apre ogni weekend: visite gratuite da ottobre

Il successo di pubblico registrato nei mesi scorsi ha spinto l’Amministrazione comunale ad ampliare le…

30 Settembre 2026

Concorso ASMEL 2026, c’è la proroga: ecco il nuovo termine ultimo

Concorso ASMEL 2026: c'è più tempo per partecipare al Maxi Avviso ASMEL 2026, il reclutamento…

30 Settembre 2026