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UNIVERSITÀ – Doppia protesta a Bologna: sospesi 13 studenti

Doppio protesta all’Alma Mater di Bologna, organizzata dal Cua e dall’Hobo, contro il Senato Accademico, che si sarebbe riunito al fine di sanzionare gli attivisti coinvolti nella protesta dei tornelli.

Esattamente, il Collettivo universitario autonomo è andato verso il Rettorato, occupando l’atrio del primo piano, mentre l’Hobo ha occupato ancora una volta gli spazi di via Filippo Re. Il motivo è evitare che il Senato Accademico punisca “ancora una volta” – secondo le parole del Cua – gli studenti, non permettendogli di laurearsi o fare esami.

Sanzioni legate soprattutto ai disordini dello scorso febbraio, quando per tre giorni forze armate e studenti si sono scontrati nella biblioteca di scienze umanistiche di via Zamboni. Un fatto che il Senato Accademico non tollera e che pertanto, nella mattinata di ieri, ha così deciso: saranno 13 gli studenti ad essere sospesi dai 2 ai 4 mesi.

ALMAWELCOME – 13 studenti e studentesse sospesi da 2 a 4 mesi!Oggi, 19 settembre, siamo tornati in tanti a presidiare il rettorato in concomitanza col primo Senato Accademico dell’anno, che ha nuovamente comminato sospensioni contro molti studenti e studentesse, 13 per l’esattezza, di fatto impedendo loro di sostenere gli esami per 2 o 4 mesi, dunque addirittura di laurearsi. Che dire, un ottimo modo per le istituzioni universitarie di segnare l’inizio del nuovo anno! I provvedimenti disciplinari si riferiscono a fatti avvenuti durante due battaglie dello scorso autunno: quella contro la mensa più cara d’Italia e quella contro i tornelli che coinvolsero, quest’ultima soprattutto, migliaia di studenti. Mentre tutt’intorno si aggrava la situazione degli affitti, mentre i test d’ingresso chiudono le porte in faccia a migliaia di giovani, l'Alma Mater ha deciso di presentarsi ai nuovi inscritti come un'istituzione che punisce e offre servizi insufficienti e insoddisfacenti, che preferisce sanzionare, appellandosi al cosiddetto "Codice Etico", piuttosto che recepire ciò che hanno da dire coloro che si oppongono ai meccanismi di privatizzazione e speculazione. Se il loro benvenuto non ci piace, di sicuro non ci spaventa.Questo dispositivo punitivo, come abbiamo detto più volte, non ha nulla di legittimo. Non solo è puramente arbitrario e somministrato senza alcun accertamento giuridico, non solo si affida unicamente alle segnalazioni della polizia politica Digos, ma oltretutto va a colpire chi ha partecipato ad una lotta la cui istanza è stata recepita. I tornelli dall’ingresso del 36, infatti, sono stati definitivamente rimossi. Basta sospensioni, vogliamo soluzioni! Benvenuto nuovo anno di lotte!

Publié par Collettivo Universitario Autonomo Bologna sur mardi 19 septembre 2017