Arte

CATANIA – Viaggio nella storia: tutti i castelli del territorio da scoprire

Tutti hanno visto o hanno sentito parlare almeno una volta del castello Ursino e della fortezza di Aci Castello. In pochi invece sono a conoscenza delle roccaforti di Adrano e Paternò. LiveUniCT vi porta oggi alla scoperta dei principali castelli presenti nel territorio catanese.


Il nostro viaggio comincia da un edificio fortificato in pietra vulcanica scura che sorge su uno sperone di roccia a picco sul mare: stiamo parlando della fortezza di Aci Castello. La posizione altamente strategica ha fatto di questo castello un sito estremamente interessante per le dominazioni passate. In principio furono i romani ad usufruirne quando vi si trovava ancora la Rocca Saturnia. Poi fu la volta dei Normanni di Ruggero di Altavilla (che lo conquistò) e del re Tancredi che lo ricostrui alla fine del XI secolo. Nel 1126, divenuto proprietà dei vescovi di Catania, accolse le reliquie di Sant’Agata riportate in Italia da Costantinopoli. Superata, tutto sommato incolume, la disastrosa eruzione dell’Etna nel 1169 il maniero vide lo scontro fra gli Aragonesi e Angioini fino a diventare prigione nel 1787 sotto il regno dei Borbone.
La particolarità del castello (oltre alla posizione) sta nell’essere raggiungibile da terra solamente da un lato. Della struttura originaria, ad oggi, rimane la torre principale a pianta rettangolare realizzata anch’essa in pietra vulcanica. Al suo interno il castello ospita un Museo Civico con collezioni di pietre minerarie e resti archeologici.


Spostandoci a sud, sempre sulla costa ionica, troviamo il gioiello di Federico II di Svevia: il celebre castello Ursino. Il nome stesso Castrum sinus ossia “castello del golfo” ci rivela come, prima della colata del 1669, la fortezza si affacciasse sul mare. Fatto costruire all’architetto Riccardo da Lentini tra il 1239 e il 1250, l’edificio si basa su figure geometriche semplici: pianta quadrata delimitata da quattro torrioni cilindrici ad ogni angolo e da torri semicilindriche a metà di ciascun lato. Verso la metà del Settecento poi furono costruite intorno al castello imponenti mura difensive e nel 1837 esso divenne prigione. Per quanta riguarda l’interno, troviamo capitelli intarsiati, archi ogivali e diverse statue di pregevole fattura. Oggi, restaurato e illuminato, infine il maniero ospita il Museo civico e mostre d’arte all’interno della pinacoteca.
Sempre a Catania, ma meno famoso rispetto ai primi due, troviamo il castello di Leucatia, noto anche come “il castello dei fantasmi”. L’edificio sorge nel quartiere Barriera del Bosco e venne costruito nel 1911 per conto di un commerciante ebreo che voleva farne dono alla giovane figlia prossima alle nozze. Peccato che la ragazza, pur di non compiere il grande passo con sposo prescelto, preferì gettarsi dalla torre più alta del maniero, suicidandosi.
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale il castello venne requisito dalle forze tedesche, divenendo un vera e propria fortezza antiaerea. Dopo la guerra, il castello venne acquistato dal Comune di Catania che nel 2001 decise poi di ristrutturare la fortezza ed inaugurare al suo interno la biblioteca Rosario Livatino.

Dirigendosi più verso l’entroterra ci imbattiamo nella roccaforte edificata dal Conte Ruggero, padre di Ruggero II, che nel 1070 aveva riscattato il territorio dalla dominazione araba: il castello di Adrano. Lo stile islamico dell’edificio è evidente nelle porte del piano terreno. La fortezza in sé è un parallelepipedo compatto a base rettangolare, con altezza pari a 33 metri e mura spesse circa 2,5 al cui interno trovano spazio strette scale che collegano i 4 piani del castello.
Nei secoli la torre ha subito diverse trasformazioni e cambi di destinazione d’uso: dimora di nobili famiglie aragonesi, poi sede di un carcere ed infine nel 1958, acquistato del Comune, è divenuto museo.

Altra costruzione voluta da Ruggero il Normanno è la torre di Motta (o Dongione), costruita tra il 1070 e il 1074. A pianta rettangolare e alta circa 21 metri e rappresenta una tipica struttura a carattere difensivo del tardo medioevo. La copertura a terrazza conserva la quasi intatta merlatura. Il piano terra era destinato ad alloggio militare. La porta d’ingresso non è di grandi dimensioni, le finestre rettangolari ai lati verosimilmente sono state aperte in età moderna e le scale, necessarie per raggiungere ciascun piano sono addossate ai muri e non ricavate nel loro spessore, decisamente contenuto.

Dal 2010 poi è stato inaugurato il Museo storico realizzato con fondi regionali e comunali, consistente in una apparecchiatura multimediale ed una Sala delle armi nella prima elevazione.

Al confine settentrionale della provincia etnea, su una collina alta 220 metri sul livello del mare sorge il castello di Calatabiano. Ai piedi della fortezza, troviamo l’abitato sorto a valle dopo il disastroso terremoto in Val di Noto del 1693. Tra le sue mura l’intera storia del Mediterraneo da scoprire attraverso il percorso archeologico ed il Museo multimediale al suo interno. Circondato dall’Etna e da Taormina il castello arabo-normanno domina inoltre la foce dell’Alcantara regalando uno scenario a dir poco suggestivo a tutti i suoi visitatori.


Ultimo della lista, ma non per importanza – dato che è uno dei monumenti più notevoli lasciati dai Normanni – troviamo il castello di Paternò.
Il parallelepipedo in basalto alto 34 metri che domina il paese fu costruito su un preesistente edificio arabo nel 1072 da Ruggero d’Hauteville, a cui si devono anche altri castelli siciliani. Il maniero consta di tre piani. L’ampio salone al piano terra è illuminato da due monofore e la cappella è ricavata nello spessore murario. Al primo piano troviamo un grande salone illuminato da quattro bifore in pietra calcarea mentre al secondo piano una galleria illuminata da due enormi bifore con colonne in marmo e pietra lavica. La bellezza ed imponenza della maniero portò Federico II di Svevia ad adibirlo a stazione di soggiorno per le brevi permanenze imperiali e a fortino di retroguardia a difesa della pianura del Simeto.