Università di Catania

MONASTERO – Torna a cantare la fontana del Chiostro di Ponente: i lavori per ridarle vita

Esistono dei luoghi legati alla quotidianità, luoghi a cui ci si affeziona, perché racchiudono ricordi ed esperienze. Sicuramente il Monastero dei Benedettini rappresenta questo per molti catanesi e studenti dell’Università di Catania. E proprio una delle aree del plesso monastico verrà nuovamente valorizzata.

Si tratta del Chiostro di Ponente. Come si può vedere dalle immagini, in questi giorni è tornata a scorrere l’acqua nella fontana che si trova al suo interno, ma è ancora una fase di prova. L’area verrà valorizzata con l’inserimento dell’Orangerie, verranno cioè distribuiti attorno alla fontana alberelli di agrumi mobili, così come l’aveva immaginato quarant’anni fa l’architetto De Carlo. L’inaugurazione si terrà il 21 marzo. 

Il Chiostro di Ponente è una delle tappe fondamentali per chi visita il Monastero dei Benedettini. L’anno scorso ha anche ospitato gli spettacoli teatrali organizzati da Officine Culturali. Tuttavia, non sempre è accessibile per gli studenti, che lo ammirano spesso dalle finestre del famoso Ponte dei Benedettini. Secondo le ultime indiscrezioni, si sta lavorando sulla possibilità di rendere il Chiostro di Ponente aperto in maniera permanente agli studenti, in alcune ore del giorno. La zona sarà sicuramente sottoposta a vigilanza, in modo tale che chi lo frequenta non possa rovinare o danneggiare il patrimonio artistico.

Insomma, con la Primavera tornerà a cantare anche la fontana del Chiostro di Ponente. L’ex Monastero dei Benedettini è una delle meraviglie indiscusse della città, non solo per la grandezza monumentale, ma anche per la storia che racchiude al suo interno. In particolare, la fontana in questione ha un passato che vale la pena menzionare.

La fontana del Chiostro di Ponente, che rappresenta un elemento significativo dell’intera struttura, è stata restaurata nel periodo 2006-2008. Quando venne costruita dai monaci benedettini, l’acqua veniva portata dai monti di Leucatia fino al monastero. In quei tempi erano presenti tre vasche, oggi ne sono rimaste soltanto due. La progettazione è datata alla fine del ‘500, mentre la realizzazione risale al ‘600 e in pieno stile tardo rinascimentale, composta prevalentemente da marmo bianco di Carrara. La fontana è stata distrutta durante il secolo di uso civile del convento, con l’impiego della palestra pubblica, la palestra di ginnastica Umberto I. Nel 2000, ritrovati gran parte dei pezzi, sono stati ricollocati nuovamente, aggiungendo quelli mancanti. Si può affermare con certezza che per l’80% la fontana conserva i suoi elementi originali.

Ad essere stati rifatti totalmente sono stati gli impianti. Un progetto ideato dall’architetto De Carlo nell’idea generale e a cui, successivamente, si sono aggiunti i professori Magnano, Lo Faro e l’ingegnere Russo occupandosi della porzione ovest del monastero. Per quanto riguarda l’acqua presente all’interno della fontana, le vasche sono a ciclo continuo: l’acqua pescata dal fiume non viene persa, ma ritorna nelle vasche (restaurate recentemente) e da lì passa alla fontana. Un meccanismo importante che incide anche sul risparmio energetico. Non si tratta, per l’appunto, di una fonte artesiana e, quindi, effluente naturalmente, ma artificiale.

Un importante traguardo raggiunto con perseveranza e che ha lo scopo di far riaffiorare la bellezza classica e il volere di chi l’ha progettata.

a cura di Sara Adorno e Alessia Costanzo

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