
L’aria è tesa a Bologna, dove negli scorsi giorni si sono tenute diverse proteste da parte degli studenti per l’introduzione di tornelli all’ingresso della biblioteca universitaria. Come riportato su Corriere.it, secondo Emilia Garufi, tirocinante e studentessa dell’Ateneo bolognese, all’interno della biblioteca si sono verificati diversi episodi di violenza.
“È successo anche questo: un giorno un tizio si è masturbato davanti a una ragazza, – spiega Emilia – all’interno della biblioteca, come se niente fosse. Lei è scappata fuori in lacrime mentre dentro scoppiava un pandemonio. Un’altra volta ho avvertito una ragazza che la stavano derubando: sono stata inseguita e minacciata di botte”.
“La biblioteca nel corso degli anni ha prolungato i suoi orari, prima oltre le 17, poi fino alle 24. – continua – Uno sforzo compiuto proprio per garantire a tutti la possibilità di studiare. Ma dal pomeriggio il personale se ne va, restano solo i custodi. E in quelle ore le stanze diventano terra di nessuno. O meglio: hanno cominciato a entrare i punkabbestia e gli altri gruppi che stazionano nella piazza lì davanti, facendo i loro comodi”.
“Il culmine – conclude la giovane – viene raggiunto quando l’ateneo bolognese si convince a installare dei tornelli all’ingresso della biblioteca: chi entra, deve avere un badge. È cronaca dei giorni scorsi: prima gli antagonisti decidono di sabotare i dispositivi all’ingresso, poi li smontano e occupano la biblioteca. A quel punto il rettore chiama la polizia e fa sgomberare i locali con la forza”.
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