
Le tre istituzioni europee Parlamento, Consiglio e Commissione hanno raggiunto l’accordo sui prezzi per favorire la cancellazione del roaming per i consumatori europei, servizio finora indispensabile per parlare all’estero ma che determinava costi aggiuntivi più ingenti di quanto non ci si aspetterebbe.
Il Consiglio afferma che le tariffe saranno abbassate del 90% consentendo un notevole abbassamento dei costi delle telefonate. Tutto ciò è possibile perché, aumentando il numero di utenti, è possibile diminuire il costo delle telefonate. Al contempo ci sarà un’ammodernamento della rete in modo da assicurare una connessione dati stabile e veloce in tutta Europa.
In base all’accordo, il 15 giugno 2017 il costo per Gigabyte scenderà da 50 euro/Gb a 7,7/Gb e poi a partire dal 2018 continuerà a scendere, secondo le previsioni, fino a 2,5/Gb nel 2022. Questo consentirà comunque di lavorare sull’ammodernamento della rete e sulla rete di nuova generazione 5G. È una battaglia lunga 10 anni: dal 2007 l’UE ha cercato di proporre Eurotariffe sempre più basse e competitive, e anche i singoli gestori di telefonia mobile hanno proposto offerte sempre più vantaggiose. Ma l’ostacolo permaneva. Con l’unificazione delle compagnie mibili come la tre, in altri paesi – per esempio a Londra – già da qualche anno è possibile telefonare secondo il proprio piano tariffario italiano, previo pagamento di una tariffazione di 0,25 euro allo scatto della risposta. Nel 2016 infine si è giunti alla svolta: abbassamento dei sovrapprezzi sulle chiamate, SMS e internet e la proposta, ancora astratta, di un futuro abbattimento del roaming dati.
“Era l’ultimo pezzo del puzzle. Dal 15 giugno, gli europei potranno viaggiare nella Ue senza tariffe roaming e gli operatori potranno continuare a competere per fornire le offerte più attraenti per i loro mercati nazionali“, ha detto il commissario al digitale, Andrus Ansip.
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