
La Commissione presieduta dall’avvocato Vietti ha consegnato al ministro della Giustizia Orlando il testo di legge che riformerà l’accesso e l’esame di magistratura.
Il perno della riforma proposta sono i tagli alle Corti d’Appello perché, a sentir dire, i contenziosi presso le Corti d’appello non sono così numerosi da giustificare la loro presenza su tutto il territorio, quindi si prevede un accorpamento tra regioni e anche i tribunali saranno ridotti. Tutto questo graverà sulle spese del cittadino in quanto le trasferte degli avvocati saranno pagate dalle parti. Venendo al dunque, l’avvocato Vitti crede che bisogna inserire solo due accessi all’esame di Magistratura:
L’abilita in avvocatura dovrebbe quindi essere eliminata, un enorme depotenziamento per la Magistratura, in quanto la preparazione più completa per poter accedere a magistratura è proprio l’avvocatura. Oltre quindi alla riforma forense abbastanza discutibile, si aggiunge quest’altro tassello sul fronte Giustizia. Ciò che non viene tenuto a cuore, oltre al futuro dei giovani laureati, è l’interesse e la tutela da garantire al cittadino che si vedrà di fronte giudici senza un’adeguata preparazione, senza pratica e soprattutto con tribunali e corti d’appello distanti e non più presenti all’interno del proprio distretto. Il Testo della Costituzione avrebbe qualcosa da ridere in merito al testo di queste riforme.
Vietti, per sopperire alle inevitabili sofferenze che emergerebbero dal sistema se la proposta diventasse realtà, immagina questi magistrati che potrebbero essere utilizzati per più materie e disposti a percorrere chissà quanti chilometri per un’udienza. Le SSPL saranno riformate e il governo spera di incassare le tasse pagate dai laureati per la formazione e questo spiegherebbe l’eliminazione dall’elenco dei requisiti del titolo di Avvocato, da cui non deriverebbe alcun introito per lo Stato.
E l’esame? Viene prevista la stesura di una sentenza che appunto solo gli avvocati hanno quella preparazione per poterla affrontare, quindi più prove pratiche che teoriche per chi, ad ascoltare questa proposta di legge, esce dall’università e dalla SSPL senza aver fatto alcuna pratica. Troppi concorrenti? La commissione Vietti ha pensato pure a questo, non ha riformato la commissione presieduta alla correzione per renderla più operativa ma semplicemente preferisce tagliare e rendere più difficoltoso l’accesso.
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