UNIVERSITÀ – Giannini firma il decreto per 861 ricercatori

Il Ministro dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università, Stefania Giannini, ha firmato il decreto previsto dalla Legge di Stabilità che permetterà l’assunzione di 861 ricercatori universitari: si tratta di finanziamenti che aumenteranno il numero dei ricercatori di tipo b da 700 fino a 1500 unità tramite lo stanziamento di 47 milioni nel 2016 e 50,5 dal 2017. Si tratta di ricercatori che devono seguire il cosiddetto percorso di <<tenure track>> , ossia dopo aver conseguito l’abilitazione, potranno accedere alla docenza come professori associati. Inoltre, tale decreto eroga fondi anche per il reclutamento straordinario di circa un centinaio di docenti ordinari: ma almeno il 20% delle risorse è vincolato alla chiamata di professori che non appartengano all’organico dell’Università che assume.

Gli 861 posti sono assegnati a 66 atenei italiani in base ai criteri di performance nella ricerca e in base alla qualità delle politiche di reclutamento: secondo la classifica stilata dall’Anvur al primo posto è l’Alma Mater di Bologna con 50 cervelli da assumere, seguita dalla Sapienza di Roma (47) da Padova (39), Milano (34) e Napoli Federico II (32). A ogni università viene in ogni caso garantita una base minima di 2 ricercatori.

Un segnale positivo dunque per l’università e la ricerca italiana: “Abbiamo ricominciato ad investire nel nostro capitale umano”, avverte la Giannini che parla di “primo importante segnale” per portare “energie nuove nella ricerca universitaria”. E si spera davvero che tale misura potrà permettere a moltissimi ricercatori italiani di poter operare nel proprio paese senza costringerli ad emigrare per mancanza di fondi: infatti l’Italia è proprio uno dei paesi europei con un’elevatissima percentuale di “cervelli in fuga” e minor tasso d’investimento in università e ricerca e a conferma della lunga strada da percorrere ancora in Italia in tal senso, si ricordi la recente polemica di una delle vincitrici del bando europeo Erc Consolidator, Roberta D’Alessandro, che invitava la Giannini appunto a non prendersi i meriti del suo talento proprio in quanto “L’Italia non ci ha voluto”, sono parole della giovane ricercatrice, “preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi Erc non compaiono, né compariranno mai”.

In ogni caso il decreto firmato dalla Giannini si può considerare positivo e un apprezzamento proviene anche dal presidente della Crui, la Conferenza dei rettori, Gaetano Manfredi che afferma: “Siamo grati al ministro Giannini per questo intervento e gli assicuriamo il nostro appoggio affinché questo piano di reclutamento diventi stabile dal prossimo anno con l’assunzione di 2mila ricercatori per cinque anni, in modo così da recuperare la perdita degli ultimi anni di 10mila docenti e ricercatori”.

Roberta Costanzo

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