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Dante Aligheri e i suoi modi di dire: ecco quali sono quelli che usiamo oggi

“Fare di tutta l’erba una fascio”, “Idem con patate”, “Ogni morte di Papa”…la lingua italiana è piena di espressioni colloquiali e frasi fatte attraverso le quali ci esprimiamo ogni giorno. Spesso e volentieri, tuttavia, non siamo a conoscenza dell’origine di queste espressioni, considerando anche e soprattutto il fatto che la lingua italiana ha subito nel corso dei secoli numerose mutazioni, sia grazie all’evoluzione della lingua dal latino al volgare che alla forte presenza dei dialetti all’interno del nostro panorama linguistico.

A scuola ci è stato detto e ripetuto come Dante Alighieri, il Sommo Poeta, sia stato uno dei principali autori artefice della diffusione della neonata lingua volgare italiana. A pensarci bene, sfogliando con attenzione la “Divina Commedia” (non necessariamente per studiarla, leggerla potrebbe rivelarsi una piacevolissima esperienza!), potremmo accorgerci che molti dei modi di dire usati oggi sono stati inventati proprio da Dante…parliamo quindi di un bel po’ di tempo fa. Non è straordinario come queste espressioni siano riuscite a resistere così bene finora?

Ecco quindi alcune tra le principali frasi fatte che abbiamo ereditato dal poeta fiorentino, senza sapere probabilmente che proprio lui è stato il primo a coniare le espressioni in questione. E’ proprio vero, anche quando si pensa di essersi lasciati la “Commedia” alle spalle, Dante tornerà sempre e comunque a fare visita al nostro linguaggio, molto più di quanto non si pensi.

  1. ”Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”: chissà quante volte vi sarà capitato di vedere questa scritta, magari simpaticamente appesa alla porta di un’aula di scuola! Con questa frase, ci si riferisce ad un ambiente particolarmente ostico in cui si sta per entrare e che, ovviamente, non fa presagire niente di buono. Non a caso, Dante la usa appena sta per entrare nella voragine infernale.
  2. “Non mi tange”: tipica espressione utilizzata quando ci si vuole dimostrare superiori in una data situazione o, meglio, quando non ci importa minimamente di cosa sta accadendo attorno a noi.
  3. “Il Bel Paese”: sicuramente tutti almeno una volta avranno sentito parlare dell’Italia con questo nome, considerando il fatto che tutto il Mondo ormai definisce la nostra terra proprio con questo appellativo!
  4. “Stai fresco”: tipica espressione, spesso usata ironicamente, per indicare che qualcuno finirà male. L’espressione proviene dal Canto XXXIII dell’Inferno, dove Dante osserva i peccatori immersi per metà nel Lago di Cocito, uno dei posti più agghiaccianti (in tutti i sensi) della Cantica infernale.
  5. “Senza infamia e senza lode”: questa espressione ha sicuramente cambiato il suo significato da ieri a oggi, Infatti, se attualmente viene utilizzata per esprimere il “giusto mezzo” in una data situazione, ai tempi del Sommo Poeta si usava per indicare qualcosa di molto grave. Nel caso dell’opera dantesca, si usa infatti quando si parla dei cosiddetti “ignavi”.

 

 

Elide Barbanti

Nata a Prato il 27 Giugno del 1993, trascorre l'infanzia e l'adolescenza tra scaffali di libri e biblioteche e sviluppando un vivo interesse per la scrittura, specialmente quella giornalistica. Nel 2012, si trasferisce in Sicilia immatricolandosi al CdL di Lingue e Culture Europee, Euroamericane e Orientali presso la Facoltà di Scienze Umanistiche a Catania. L'anno successivo, decide di reimmatricolarsi presso la S.D.S di Lingue e Letterature Straniere a Ragusa al CdL di Mediazione Linguistica e Interculturale, dove attualmente studia lingue orientali.

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Elide Barbanti

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