Attualità Libri

“I Sogni Son Desideri. Sono bambina, non una sposa”, intervista alla scrittrice Giorgia Butera

Lei

I Sogni Son Desideri. Sono Bambina, Non Una Sposa” è la nuova pubblicazione di Giorgia Butera, sociologa della comunicazione e scrittrice.

Nel libro, a più voci, confluiscono tematiche umanitarie, spesso, oscurate dall’indifferenza dei sentimenti del singolo. Si ripercorrono, dunque, i diritti dell’uomo e in particolar modo, nella seconda parte, il problema dei matrimoni precoci. A ciò si lega anche la copertina del libro, realizzata da Viviana Corvaia, rappresentante la Dea Bambina Kumari del Nepal.  “Kumari” significa vergine e indica la bambina prescelta tra le caste buddiste, per la sua purezza e bellezza, per rappresentare la dea Taleju Bhawani. Ogni bambina verrà detronizzata all’arrivo del primo mestruo, di una malattia o di una semplice perdita di sangue, perché nessuna Kumari può ricevere le cure di un medico.

A parlarci del libro, dei suoi contenuti e dell’amore per l’umanità è la stessa autrice Giorgia Butera.

1. Lei è una sociologa, la scelta di dedicarsi agli altri, attraverso i gesti e le parole, deriva da un particolare evento che l’ha colpita profondamente?Giorgia

«La mia città è Palermo. La mia terra è la Sicilia. Sono nata in un quartiere dove si mischiano culture diverse, scenari differenti e ceti sociali appartenenti a mondi diversi. Tra il Montepellegrino, il più bel promontorio definito da Goethe e il porto di Palermo. Una vita particolare, la mia. Sin da bambina ho guardato chiunque avesse bisogno di aiuto, ho tanti ricordi che affiorano alla mia mente e non capivo mai perché gli altri si avvicinassero a me. Mi ritrovavo sempre in situazioni di fragilità emotiva altrui. Il primo momento forte, l’ho vissuto, quando, in prima media una mia compagna mi fece vedere i lividi per i morsi che riceveva dalla madre, io la portavo in bagno e la curavo con tanto amore. Un giorno mi scrisse una lettera, dentro un grande cuore e la scritta: “Ti voglio bene. Sei tu la mia mamma”. Altro episodio, una mattina a ricreazione mi accorsi che un mio compagno stava mangiando pane duro, il giorno dopo e per due anni e mezzo il mio compagno si è trovato la colazione sotto il banco. Non ci siamo mai detti nulla, un atto di complicità. Lui non doveva ringraziarmi, ma lo ha fatto quando per caso ci siamo incontrati a 18 anni su di un treno, direzione Taormina. Lui andava lì perché militare e io mi stavo recando al Bit di Taormina. Perché la mia vita è sempre stata così, concepita e vissuta su due binari paralleli, da un lato l’aiuto verso gli altri, dall’altro l’ambizione di raggiungere traguardi importanti. Sono una donna determinata, intraprendente e con un cuore immenso. Sono una donna che è riuscita a soddisfare se stessa e di questo ne sono orgogliosa. Ma la vita con me non è sempre stata generosa. Sono caduta, mi sono fatta tanto male e, con gran coraggio, sono ripartita. Ho presto raggiunto lo status di sociologa della comunicazione e scrittrice, già a 8 anni capii che avrei raccontato storie, di quelle vere, serie, toste. Scrivere, capire, osservare, documentare sono il cuore del mio lavoro».

2. “Sono una bambina, non una sposa” nasce come campagna di sensibilizzazione per i diritti umani e in particolar modo delle bambine costrette a sposarsi prematuramente. Quando ha deciso di impegnarsi in questa iniziativa?

«Il mio testo precedente “Per quanto mi riguarda, ho fatto la mia scelta”, uscito nel mese di giugno 2014, affronta i diritti umani delle donne in ambito internazionale, mi sono soffermata da subito sulla feroce questione delle spose bambine e degli aborti selettivi e, nel giro di qualche ora dal termine della scrittura testuale, ho deciso che avrei intrapreso un forte impegno umanitario a livello internazionale. Il 21 settembre è partita la campagna di sensibilizzazione, arrivata al suo termine qualche giorno fa. Infatti, giorno 3 giugno 2015 è avvenuta la naturale trasformazione in termini di progettualità della Campagna di Sensibilizzazione “Sono Bambina, Non Una Sposa”, sino ad ora portata avanti, divenendo Comunità internazionale “Sono Bambina, Non Una Sposa” per l’applicazione buone pratiche.  Un impegno umanitario che nonostante la negazione delle parole scritte, parla d’amore».

3. In che modo ha affrontato nel suo libro le grandi tematiche sociali riguardanti i diritti umani e, nello specifico, delle donne e bambine?

«La seconda parte del testo riguarda unicamente lo studio e la ricerca internazionale del triste fenomeno sulle spose bambine e i matrimoni precoci e forzati. Una ricerca condotta anche sul campo, molte testimonianze sono state raccolte in modo diretto, altre sono arrivate da chi si è unito in questo impegno umanitario, come Kone della Costa D’Avorio. È  sicuramente lo studio e l’osservazione diretta partecipante ad avermi portata a scrivere del fenomeno».

4. La sua pubblicazione potremmo definirla “a più voci”. Nella seconda parte del testo, infatti, si possono leggere degli interventi che portano una firma diversa dalla sua. Perché questa scelta? E in che modo queste figure hanno contribuito all’interno del testo?

«Io amo molto lavorare in squadra, ciascuno con il proprio ruolo e la propria specificità. Nei miei testi e lavori, in genere, ho sempre desiderato il contributo di altri perché con il loro intervento possono ampliareI Sogni Son Desideri - Copertina la conoscenza del sapere ed offrirla agli altri. Anche a me stessa. Un testo espresso linguisticamente su più livelli, la ricerca scientifica, l’autobiografia narrativa e i diversi contributi esterni, come quello di Ornella SugarRay Lodin, storico della filosofia; Valentina Vivona, psicologa dello SPRAR; Anita Donisi, attrice e speaker radiofonica, Sara Baresi, Presidente Associazione Protea per i Diritti Umani. La prefazione è a cura di Valentina Polini, blogger ed esperta di Medioriente. La foto in copertina ritrae la Dea Bambina Kumari del Nepal ed è stata realizzata da Viviana Corvaia. Cito Anita Donisi, lei ha contributo a parlare della “parola”, io affronto la parola e l’uso indiscriminato che ormai è in uso».

5. Il suo libro avrà anche la traduzione secondo il codice Braille. Cosa ha provato quando le è stata data questa notizia?

«Felicità e orgoglio. Se ne occuperà direttamente la stamperia dei non vedenti, ulteriore azione sarà la registrazione dell’audiolibro, sarò io stessa a darne voce».

6. Negli ultimi mesi, grazie a questa campagna di sensibilizzazione, ha incontrato molti studenti e il prossimo anno accademico avrà la docenza per un Master all’Università di Palermo in cui si affronteranno il tema dei Diritti Umani e della condizione della donna in ambito internazionale. Quando ha di fronte un pubblico così giovane in che modo presenta l’argomento e prova a sensibilizzarli?

«Da sempre ho portato il mio impegno nelle scuole, trovo importante il confronto dialettico e dialogico. Ho avviato sin da subito il Progetto Scuola attraverso dei percorsi educativi e formativi, partendo dalle scuole medie inferiori. Bisogna instaurare un rapporto di forte empatia, riuscendo a entrare nella loro sfera cognitiva e, soprattutto, nella loro anima. Diffondere la conoscenza è importante e quando si affrontano i diritti umani bisogna avere attenzione maggiore. In questi mesi sono venuti fuori tanti casi di violenza sia emotiva, fisica che sessuale in ambito domestico, i ragazzi hanno bisogno di raccontarsi. Ciò che desidero trasmettere è di guardare al mondo, vederlo unito e tendere la mano, l’abbraccio, l’aiuto nei confronti di chi da solo non riesce a salvarsi».

 

A proposito dell'autore

Agrippina Alessandra Novella

Classe '92 . “Caffè, libri e tetris di parole”, ha definito la vita così, perché sono queste le tre cose che non devono mai mancarle. Legge da quando ha scoperto che i libri le fanno vivere più vite e sin da piccola scrive ovunque, perché le cose quando si scrivono rimangono. Cresciuta a Mineo è rimasta affascinata dagli scrittori che ivi hanno avuto i natali: Paolo Maura, Luigi Capuana e Giuseppe Bonaviri. Laureata in Lettere Classiche, presso l’Università di Catania, attualmente studia Italianistica all'Alma Mater di Bologna. Redattrice e proofreader per LiveUniCT e membro FAI.

Speciale Test Ammissione