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MUSICA – Live Report del concerto di Ligabue ad Acireale

Il racconto dello show del Luciano nazionale tenutosi al Palatupparello giorno 11 aprile 2015.

Liga-EM-LU

Dopo due date al Massimino lo scorso giugno nel Mondovisione Tour – Stadi 2014, era lecito pensare che il pubblico di Catania e provincia fosse appagato di Ligabue: e invece no!

Sabato 11 aprile il rocker emiliano si è ripresentato ad Acireale con la seconda data del Mondovisione Tour – Palazzetti 2015 e il bagno di folla non si è fatto attendere: vuoi che l’amore per il Liga è smisurato, vuoi che questo tour presenta scalette estremamente differenti rispetto a quelle dei live negli stadi (come spiega Liga Channel, il canale ufficiale dell’artista di Correggio), la voglia di andare a tal concerto è più che giustificata.

Orsù dunque, eccovi il mio personale report della serata.

Nonostante sia la seconda data, il Palasport di Acireale è stracolmo e il pubblico caldissimo: prima dell’inizio del concerto grazie alla celeberrima Stand by me di Ben E. King quasi tutti già cantano tanto che subito dopo parte anche liberamente il coro di Urlando contro il cielo con il palco ancora deserto!

21:00 appena trascorse e si comincia. Il sale della Terra è il primo brano: il pubblico è in visibilio per il suo idolo e l’impatto degli schermi che fanno da cornice è allucinante: su di essi scorrono, in questo caso, le spese smisurate della politica, il numero di processi pendenti e altri riferimenti alla situazione italiana tanto per non dimenticare la realtà in cui viviamo ogni giorno. Subito dopo è la volta di Questa è la mia vita e della prima chiacchierata col pubblico, in cui Luciano ringrazia per l’affetto mostrato sia nel 2014 che in questi due giorni e racconta come gli abbiano spiegato con cura dove si trova: “Min***a Acireale, non Catania!”.

Si prosegue tra pezzi nuovi e capolavori mai scordati: Voglio volere (Poggipollini strepitoso), Eri Bellissima, Ti sento, Quella che non sei… Poi tocca a Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, traccia che incarna sostanzialmente una filosofia di vita ed incita a credere sempre nelle proprie idee.

Si continua con Il giorno di dolore che uno ha fino ad arrivare a C’è sempre una canzone: per questa canzone Ligabue chiede l’aiuto di tutti, sicuro dell’appoggio grazie al fatto che il testo di questo ultimo singolo estratto sarebbe apparso sul maxi schermo alle sue spalle.

N.B. La qualità video e audio, passando per le luci e gli effetti, è qualcosa di difficilmente spiegabile a parole: la magia presente in quel palazzetto avrebbe stregato chiunque.

Urlando contro il cielo (già inno della curva nord interista e non solo) non tarda ad arrivare e il Liga si diverte a riprendere il panico generato ancora, a distanza di anni, da tale brano. Ridendo e scherzando, si arriva alla bonus track scelta dal pubblico sul social tra le 30 canzoni proposte: la scelta ricade su Giorno per giorno, che tra l’altro viene eseguita al centro del palazzetto in acustico.

Certe notti + Balliamo sul mondo + Tra palco realtà sono un mix di pezzi che fa letteralmente impazzire gli spettatori (a mio avviso, il momento più alto della serata) e prepara all’uscita di scena di Liga e della band formata, come in occasione del tour 2014, da: Federico “Fede” Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Luciano Luisi (piano e tastiere), Michael Urbano (batteria), Davide Pezzin (basso).

Tranquilli, è il momento del bis! La band risale sul palco e Ligabue intona L’odore del sesso, preambolo perfetto a Piccola stella senza cielo, brano tra i più amati di sempre tanto da essere ripreso nuovamente dalle note della chitarra di Poggipollini e cantato a squarciagola dalla folla.

Si giunge un po’ a malincuore ai saluti e al pezzo di chiusura: “Avete fatto quello che dovevate? Bene, sempre e solo con La scusa del rock… Buonanotte!”

Giudizio altissimo per questo grande live! Magari sono un po’ di parte, ma nonostante quattro concerti in meno di un anno, sarei pronto a scommettere ad occhi chiusi sul grande successo e spettacolo che sarebbe una nuova data del Liga qui!

P.S. A questo link trovate le foto ufficiali della serata.

Alla prossima!

Edward Agrippino Margarone

Edward Agrippino Margarone nasce a Caltagirone il 13 Giugno 1990. Cresce a Mineo dove due grandi passioni, Sport e Musica, cominciano a stregarlo. Il suo nome è sinonimo di concerto tanto che se andate ad un live, probabilmente, è lì da qualche parte. Suona il basso ed è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni.