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Home Università di Catania Agricoltura Alimentazione e Ambiente

Musei da scoprire, le ricchezze dell’Università di Catania

Agrippina Alessandra Novella di Agrippina Alessandra Novella
7 Dicembre 2014
in Agricoltura Alimentazione e Ambiente, Altri Atenei, Attualità, Lingue, Scienze Umanistiche, Università di Catania
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO

Museo della fabbrica

Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV ha presentato il documentario “Musei da scoprire”.

Sei sono i musei dell’Università di Catania: l’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Scienze della Terra, degli Strumenti antichi di Fisica, di Archeologia e il Museo della Fabbrica del Monastero dei Benedettini.

Il presidente di Icom Italia (International Council of Museums), Alberto Garlandini, ha sottolineato l’importanza dell’apertura al pubblico dei musei che per tanti anni sono stati fruibili dagli studenti e dai professori. I musei stanno cambiando il loro ruolo e questa nuova apertura è vista come un regalo per chi voglia ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura.

Per la presentazione dei musei sono stati intervistati i gestori, che prendendosi cura del patrimonio, hanno conservato un bene storico, culturale e scientifico molto prezioso per la nostra Città.

Orto Botanico è il primo museo e a presentarlo è stata la direttrice Anna Guglielmino, insieme a Noemi Giunta. Il museo è stato fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, in periferia rispetto alla città, ma sulla via principale di Catania, via Etnea, in modo che gli studiosi potessero raggiungerlo facilmente. I suoi giardini racchiudono numerose piante provenienti da tutte le parti del mondo. Una sua parte è dedicata all’orto siculo, con le piante più importanti della nostra isola.

A seguire il Museo di Zoologia, il più antico museo scientifico siciliano (fondato nel 1853 dal Prof. Andrea Aradas), annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” e presentato dal direttore Francesco Lombardo e da Alessandro Marletta. Al Museo è annessa la “Casa delle Farfalle” visitabile su prenotazione.

I professori Rolosino Cirricione e Antonietta Rosso hanno contribuito alla scoperta del Museo di Scienze della Terra. Al suo interno è custodito un consistente patrimonio fossilifero, mineropetrografico e vulcanologico. Le antiche collezioni raccolte e donate all’Univeristà da naturalisti catanesi dei secoli XVIII e XIX, tra cui il Principe di Biscari, Gioeni, Gemellaro, Aradas e Di Franco.

Antonio Insolia, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, e Natale Marino hanno descritto la bellezza e la funzione degli oggetti del Museo degli Strumenti antichi di Fisica. Il registro inventario più antico risale al 1885. Attraverso la conservazione e la tutela di questi strumenti l’uomo può proiettarsi verso il futuro migliorando le condizioni di vita senza allontanare la storia.

Il professore Edoardo Tortorici ha guidato le telecamere nel Museo di Archeologia, nato con il Progetto Catania-Lecce allo scopo di valorizzare gli anni di studi e di ricerca dell’istituto di Archeologia di Catania. Il Museo si presenta come luogo di studio e fruizione per gli studiosi, ma anche per il grande pubblico. Le sue teche conservano oggetti di uso comune, vasi antichi e statuette di epoca ellenistica e si compone anche di una sezione dedicata ai falsi.

Hanno fatto da guida, all’interno del Museo della Fabbrica, Francesco Mannino e Patricia Vinci (Officine culturali) e Antonino Leonardi (grande conoscitore del Monastero dei Benedettini). Il Museo è stato istituito dal 2000 e si sviluppa attorno all’ex cucina del Convento. L’idea dell’architetto Giancarlo De Carlo e dell’Ufficio Tecnico d’Ateneo era quella di realizzare un museo partendo dalle vicende storico-architettoniche dell’ex plesso monastico legandole all’aspetto della città. Oggi il Museo della Fabbrica è il museo dei Benedettini, il luogo che racconta la propria storia e custodisce la propria memoria.

Mentre a Catania si “scoprono” i musei in Sicilia vengono “nascosti”, infatti oggi  in occasione  della visita gratuita ai musei e alle aree archeologiche in tutta Italia (promossa dal Ministero dei Beni Culturali) la Sicilia e il Trentino-Alto Adige sono le uniche due regioni che nella lista dei luoghi da visitare non figurano. Ancora una volta la Sicilia, culla della cultura, rimane fuori da un importante appuntamento culturale.

Di seguito potrete visualizzare il documentario “Musei da scoprire”, realizzato da Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=r1m8IAF_0sk]

Museo della fabbrica

Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV ha presentato il documentario “Musei da scoprire”.

Sei sono i musei dell’Università di Catania: l’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Scienze della Terra, degli Strumenti antichi di Fisica, di Archeologia e il Museo della Fabbrica del Monastero dei Benedettini.

Il presidente di Icom Italia (International Council of Museums), Alberto Garlandini, ha sottolineato l’importanza dell’apertura al pubblico dei musei che per tanti anni sono stati fruibili dagli studenti e dai professori. I musei stanno cambiando il loro ruolo e questa nuova apertura è vista come un regalo per chi voglia ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura.

Per la presentazione dei musei sono stati intervistati i gestori, che prendendosi cura del patrimonio, hanno conservato un bene storico, culturale e scientifico molto prezioso per la nostra Città.

Orto Botanico è il primo museo e a presentarlo è stata la direttrice Anna Guglielmino, insieme a Noemi Giunta. Il museo è stato fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, in periferia rispetto alla città, ma sulla via principale di Catania, via Etnea, in modo che gli studiosi potessero raggiungerlo facilmente. I suoi giardini racchiudono numerose piante provenienti da tutte le parti del mondo. Una sua parte è dedicata all’orto siculo, con le piante più importanti della nostra isola.

A seguire il Museo di Zoologia, il più antico museo scientifico siciliano (fondato nel 1853 dal Prof. Andrea Aradas), annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” e presentato dal direttore Francesco Lombardo e da Alessandro Marletta. Al Museo è annessa la “Casa delle Farfalle” visitabile su prenotazione.

I professori Rolosino Cirricione e Antonietta Rosso hanno contribuito alla scoperta del Museo di Scienze della Terra. Al suo interno è custodito un consistente patrimonio fossilifero, mineropetrografico e vulcanologico. Le antiche collezioni raccolte e donate all’Univeristà da naturalisti catanesi dei secoli XVIII e XIX, tra cui il Principe di Biscari, Gioeni, Gemellaro, Aradas e Di Franco.

Antonio Insolia, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, e Natale Marino hanno descritto la bellezza e la funzione degli oggetti del Museo degli Strumenti antichi di Fisica. Il registro inventario più antico risale al 1885. Attraverso la conservazione e la tutela di questi strumenti l’uomo può proiettarsi verso il futuro migliorando le condizioni di vita senza allontanare la storia.

Il professore Edoardo Tortorici ha guidato le telecamere nel Museo di Archeologia, nato con il Progetto Catania-Lecce allo scopo di valorizzare gli anni di studi e di ricerca dell’istituto di Archeologia di Catania. Il Museo si presenta come luogo di studio e fruizione per gli studiosi, ma anche per il grande pubblico. Le sue teche conservano oggetti di uso comune, vasi antichi e statuette di epoca ellenistica e si compone anche di una sezione dedicata ai falsi.

Hanno fatto da guida, all’interno del Museo della Fabbrica, Francesco Mannino e Patricia Vinci (Officine culturali) e Antonino Leonardi (grande conoscitore del Monastero dei Benedettini). Il Museo è stato istituito dal 2000 e si sviluppa attorno all’ex cucina del Convento. L’idea dell’architetto Giancarlo De Carlo e dell’Ufficio Tecnico d’Ateneo era quella di realizzare un museo partendo dalle vicende storico-architettoniche dell’ex plesso monastico legandole all’aspetto della città. Oggi il Museo della Fabbrica è il museo dei Benedettini, il luogo che racconta la propria storia e custodisce la propria memoria.

Mentre a Catania si “scoprono” i musei in Sicilia vengono “nascosti”, infatti oggi  in occasione  della visita gratuita ai musei e alle aree archeologiche in tutta Italia (promossa dal Ministero dei Beni Culturali) la Sicilia e il Trentino-Alto Adige sono le uniche due regioni che nella lista dei luoghi da visitare non figurano. Ancora una volta la Sicilia, culla della cultura, rimane fuori da un importante appuntamento culturale.

Di seguito potrete visualizzare il documentario “Musei da scoprire”, realizzato da Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=r1m8IAF_0sk]

Museo della fabbrica

Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV ha presentato il documentario “Musei da scoprire”.

Sei sono i musei dell’Università di Catania: l’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Scienze della Terra, degli Strumenti antichi di Fisica, di Archeologia e il Museo della Fabbrica del Monastero dei Benedettini.

Il presidente di Icom Italia (International Council of Museums), Alberto Garlandini, ha sottolineato l’importanza dell’apertura al pubblico dei musei che per tanti anni sono stati fruibili dagli studenti e dai professori. I musei stanno cambiando il loro ruolo e questa nuova apertura è vista come un regalo per chi voglia ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura.

Per la presentazione dei musei sono stati intervistati i gestori, che prendendosi cura del patrimonio, hanno conservato un bene storico, culturale e scientifico molto prezioso per la nostra Città.

Orto Botanico è il primo museo e a presentarlo è stata la direttrice Anna Guglielmino, insieme a Noemi Giunta. Il museo è stato fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, in periferia rispetto alla città, ma sulla via principale di Catania, via Etnea, in modo che gli studiosi potessero raggiungerlo facilmente. I suoi giardini racchiudono numerose piante provenienti da tutte le parti del mondo. Una sua parte è dedicata all’orto siculo, con le piante più importanti della nostra isola.

A seguire il Museo di Zoologia, il più antico museo scientifico siciliano (fondato nel 1853 dal Prof. Andrea Aradas), annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” e presentato dal direttore Francesco Lombardo e da Alessandro Marletta. Al Museo è annessa la “Casa delle Farfalle” visitabile su prenotazione.

I professori Rolosino Cirricione e Antonietta Rosso hanno contribuito alla scoperta del Museo di Scienze della Terra. Al suo interno è custodito un consistente patrimonio fossilifero, mineropetrografico e vulcanologico. Le antiche collezioni raccolte e donate all’Univeristà da naturalisti catanesi dei secoli XVIII e XIX, tra cui il Principe di Biscari, Gioeni, Gemellaro, Aradas e Di Franco.

Antonio Insolia, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, e Natale Marino hanno descritto la bellezza e la funzione degli oggetti del Museo degli Strumenti antichi di Fisica. Il registro inventario più antico risale al 1885. Attraverso la conservazione e la tutela di questi strumenti l’uomo può proiettarsi verso il futuro migliorando le condizioni di vita senza allontanare la storia.

Il professore Edoardo Tortorici ha guidato le telecamere nel Museo di Archeologia, nato con il Progetto Catania-Lecce allo scopo di valorizzare gli anni di studi e di ricerca dell’istituto di Archeologia di Catania. Il Museo si presenta come luogo di studio e fruizione per gli studiosi, ma anche per il grande pubblico. Le sue teche conservano oggetti di uso comune, vasi antichi e statuette di epoca ellenistica e si compone anche di una sezione dedicata ai falsi.

Hanno fatto da guida, all’interno del Museo della Fabbrica, Francesco Mannino e Patricia Vinci (Officine culturali) e Antonino Leonardi (grande conoscitore del Monastero dei Benedettini). Il Museo è stato istituito dal 2000 e si sviluppa attorno all’ex cucina del Convento. L’idea dell’architetto Giancarlo De Carlo e dell’Ufficio Tecnico d’Ateneo era quella di realizzare un museo partendo dalle vicende storico-architettoniche dell’ex plesso monastico legandole all’aspetto della città. Oggi il Museo della Fabbrica è il museo dei Benedettini, il luogo che racconta la propria storia e custodisce la propria memoria.

Mentre a Catania si “scoprono” i musei in Sicilia vengono “nascosti”, infatti oggi  in occasione  della visita gratuita ai musei e alle aree archeologiche in tutta Italia (promossa dal Ministero dei Beni Culturali) la Sicilia e il Trentino-Alto Adige sono le uniche due regioni che nella lista dei luoghi da visitare non figurano. Ancora una volta la Sicilia, culla della cultura, rimane fuori da un importante appuntamento culturale.

Di seguito potrete visualizzare il documentario “Musei da scoprire”, realizzato da Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=r1m8IAF_0sk]

Museo della fabbrica

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Per la presentazione dei musei sono stati intervistati i gestori, che prendendosi cura del patrimonio, hanno conservato un bene storico, culturale e scientifico molto prezioso per la nostra Città.

Orto Botanico è il primo museo e a presentarlo è stata la direttrice Anna Guglielmino, insieme a Noemi Giunta. Il museo è stato fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, in periferia rispetto alla città, ma sulla via principale di Catania, via Etnea, in modo che gli studiosi potessero raggiungerlo facilmente. I suoi giardini racchiudono numerose piante provenienti da tutte le parti del mondo. Una sua parte è dedicata all’orto siculo, con le piante più importanti della nostra isola.

A seguire il Museo di Zoologia, il più antico museo scientifico siciliano (fondato nel 1853 dal Prof. Andrea Aradas), annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” e presentato dal direttore Francesco Lombardo e da Alessandro Marletta. Al Museo è annessa la “Casa delle Farfalle” visitabile su prenotazione.

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Antonio Insolia, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, e Natale Marino hanno descritto la bellezza e la funzione degli oggetti del Museo degli Strumenti antichi di Fisica. Il registro inventario più antico risale al 1885. Attraverso la conservazione e la tutela di questi strumenti l’uomo può proiettarsi verso il futuro migliorando le condizioni di vita senza allontanare la storia.

Il professore Edoardo Tortorici ha guidato le telecamere nel Museo di Archeologia, nato con il Progetto Catania-Lecce allo scopo di valorizzare gli anni di studi e di ricerca dell’istituto di Archeologia di Catania. Il Museo si presenta come luogo di studio e fruizione per gli studiosi, ma anche per il grande pubblico. Le sue teche conservano oggetti di uso comune, vasi antichi e statuette di epoca ellenistica e si compone anche di una sezione dedicata ai falsi.

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Mentre a Catania si “scoprono” i musei in Sicilia vengono “nascosti”, infatti oggi  in occasione  della visita gratuita ai musei e alle aree archeologiche in tutta Italia (promossa dal Ministero dei Beni Culturali) la Sicilia e il Trentino-Alto Adige sono le uniche due regioni che nella lista dei luoghi da visitare non figurano. Ancora una volta la Sicilia, culla della cultura, rimane fuori da un importante appuntamento culturale.

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[youtube http://www.youtube.com/watch?v=r1m8IAF_0sk]

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Sei sono i musei dell’Università di Catania: l’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Scienze della Terra, degli Strumenti antichi di Fisica, di Archeologia e il Museo della Fabbrica del Monastero dei Benedettini.

Il presidente di Icom Italia (International Council of Museums), Alberto Garlandini, ha sottolineato l’importanza dell’apertura al pubblico dei musei che per tanti anni sono stati fruibili dagli studenti e dai professori. I musei stanno cambiando il loro ruolo e questa nuova apertura è vista come un regalo per chi voglia ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura.

Per la presentazione dei musei sono stati intervistati i gestori, che prendendosi cura del patrimonio, hanno conservato un bene storico, culturale e scientifico molto prezioso per la nostra Città.

Orto Botanico è il primo museo e a presentarlo è stata la direttrice Anna Guglielmino, insieme a Noemi Giunta. Il museo è stato fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, in periferia rispetto alla città, ma sulla via principale di Catania, via Etnea, in modo che gli studiosi potessero raggiungerlo facilmente. I suoi giardini racchiudono numerose piante provenienti da tutte le parti del mondo. Una sua parte è dedicata all’orto siculo, con le piante più importanti della nostra isola.

A seguire il Museo di Zoologia, il più antico museo scientifico siciliano (fondato nel 1853 dal Prof. Andrea Aradas), annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” e presentato dal direttore Francesco Lombardo e da Alessandro Marletta. Al Museo è annessa la “Casa delle Farfalle” visitabile su prenotazione.

I professori Rolosino Cirricione e Antonietta Rosso hanno contribuito alla scoperta del Museo di Scienze della Terra. Al suo interno è custodito un consistente patrimonio fossilifero, mineropetrografico e vulcanologico. Le antiche collezioni raccolte e donate all’Univeristà da naturalisti catanesi dei secoli XVIII e XIX, tra cui il Principe di Biscari, Gioeni, Gemellaro, Aradas e Di Franco.

Antonio Insolia, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, e Natale Marino hanno descritto la bellezza e la funzione degli oggetti del Museo degli Strumenti antichi di Fisica. Il registro inventario più antico risale al 1885. Attraverso la conservazione e la tutela di questi strumenti l’uomo può proiettarsi verso il futuro migliorando le condizioni di vita senza allontanare la storia.

Il professore Edoardo Tortorici ha guidato le telecamere nel Museo di Archeologia, nato con il Progetto Catania-Lecce allo scopo di valorizzare gli anni di studi e di ricerca dell’istituto di Archeologia di Catania. Il Museo si presenta come luogo di studio e fruizione per gli studiosi, ma anche per il grande pubblico. Le sue teche conservano oggetti di uso comune, vasi antichi e statuette di epoca ellenistica e si compone anche di una sezione dedicata ai falsi.

Hanno fatto da guida, all’interno del Museo della Fabbrica, Francesco Mannino e Patricia Vinci (Officine culturali) e Antonino Leonardi (grande conoscitore del Monastero dei Benedettini). Il Museo è stato istituito dal 2000 e si sviluppa attorno all’ex cucina del Convento. L’idea dell’architetto Giancarlo De Carlo e dell’Ufficio Tecnico d’Ateneo era quella di realizzare un museo partendo dalle vicende storico-architettoniche dell’ex plesso monastico legandole all’aspetto della città. Oggi il Museo della Fabbrica è il museo dei Benedettini, il luogo che racconta la propria storia e custodisce la propria memoria.

Mentre a Catania si “scoprono” i musei in Sicilia vengono “nascosti”, infatti oggi  in occasione  della visita gratuita ai musei e alle aree archeologiche in tutta Italia (promossa dal Ministero dei Beni Culturali) la Sicilia e il Trentino-Alto Adige sono le uniche due regioni che nella lista dei luoghi da visitare non figurano. Ancora una volta la Sicilia, culla della cultura, rimane fuori da un importante appuntamento culturale.

Di seguito potrete visualizzare il documentario “Musei da scoprire”, realizzato da Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=r1m8IAF_0sk]

Museo della fabbrica

Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV ha presentato il documentario “Musei da scoprire”.

Sei sono i musei dell’Università di Catania: l’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Scienze della Terra, degli Strumenti antichi di Fisica, di Archeologia e il Museo della Fabbrica del Monastero dei Benedettini.

Il presidente di Icom Italia (International Council of Museums), Alberto Garlandini, ha sottolineato l’importanza dell’apertura al pubblico dei musei che per tanti anni sono stati fruibili dagli studenti e dai professori. I musei stanno cambiando il loro ruolo e questa nuova apertura è vista come un regalo per chi voglia ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura.

Per la presentazione dei musei sono stati intervistati i gestori, che prendendosi cura del patrimonio, hanno conservato un bene storico, culturale e scientifico molto prezioso per la nostra Città.

Orto Botanico è il primo museo e a presentarlo è stata la direttrice Anna Guglielmino, insieme a Noemi Giunta. Il museo è stato fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, in periferia rispetto alla città, ma sulla via principale di Catania, via Etnea, in modo che gli studiosi potessero raggiungerlo facilmente. I suoi giardini racchiudono numerose piante provenienti da tutte le parti del mondo. Una sua parte è dedicata all’orto siculo, con le piante più importanti della nostra isola.

A seguire il Museo di Zoologia, il più antico museo scientifico siciliano (fondato nel 1853 dal Prof. Andrea Aradas), annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” e presentato dal direttore Francesco Lombardo e da Alessandro Marletta. Al Museo è annessa la “Casa delle Farfalle” visitabile su prenotazione.

I professori Rolosino Cirricione e Antonietta Rosso hanno contribuito alla scoperta del Museo di Scienze della Terra. Al suo interno è custodito un consistente patrimonio fossilifero, mineropetrografico e vulcanologico. Le antiche collezioni raccolte e donate all’Univeristà da naturalisti catanesi dei secoli XVIII e XIX, tra cui il Principe di Biscari, Gioeni, Gemellaro, Aradas e Di Franco.

Antonio Insolia, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, e Natale Marino hanno descritto la bellezza e la funzione degli oggetti del Museo degli Strumenti antichi di Fisica. Il registro inventario più antico risale al 1885. Attraverso la conservazione e la tutela di questi strumenti l’uomo può proiettarsi verso il futuro migliorando le condizioni di vita senza allontanare la storia.

Il professore Edoardo Tortorici ha guidato le telecamere nel Museo di Archeologia, nato con il Progetto Catania-Lecce allo scopo di valorizzare gli anni di studi e di ricerca dell’istituto di Archeologia di Catania. Il Museo si presenta come luogo di studio e fruizione per gli studiosi, ma anche per il grande pubblico. Le sue teche conservano oggetti di uso comune, vasi antichi e statuette di epoca ellenistica e si compone anche di una sezione dedicata ai falsi.

Hanno fatto da guida, all’interno del Museo della Fabbrica, Francesco Mannino e Patricia Vinci (Officine culturali) e Antonino Leonardi (grande conoscitore del Monastero dei Benedettini). Il Museo è stato istituito dal 2000 e si sviluppa attorno all’ex cucina del Convento. L’idea dell’architetto Giancarlo De Carlo e dell’Ufficio Tecnico d’Ateneo era quella di realizzare un museo partendo dalle vicende storico-architettoniche dell’ex plesso monastico legandole all’aspetto della città. Oggi il Museo della Fabbrica è il museo dei Benedettini, il luogo che racconta la propria storia e custodisce la propria memoria.

Mentre a Catania si “scoprono” i musei in Sicilia vengono “nascosti”, infatti oggi  in occasione  della visita gratuita ai musei e alle aree archeologiche in tutta Italia (promossa dal Ministero dei Beni Culturali) la Sicilia e il Trentino-Alto Adige sono le uniche due regioni che nella lista dei luoghi da visitare non figurano. Ancora una volta la Sicilia, culla della cultura, rimane fuori da un importante appuntamento culturale.

Di seguito potrete visualizzare il documentario “Musei da scoprire”, realizzato da Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV.
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Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV ha presentato il documentario “Musei da scoprire”.

Sei sono i musei dell’Università di Catania: l’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Scienze della Terra, degli Strumenti antichi di Fisica, di Archeologia e il Museo della Fabbrica del Monastero dei Benedettini.

Il presidente di Icom Italia (International Council of Museums), Alberto Garlandini, ha sottolineato l’importanza dell’apertura al pubblico dei musei che per tanti anni sono stati fruibili dagli studenti e dai professori. I musei stanno cambiando il loro ruolo e questa nuova apertura è vista come un regalo per chi voglia ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura.

Per la presentazione dei musei sono stati intervistati i gestori, che prendendosi cura del patrimonio, hanno conservato un bene storico, culturale e scientifico molto prezioso per la nostra Città.

Orto Botanico è il primo museo e a presentarlo è stata la direttrice Anna Guglielmino, insieme a Noemi Giunta. Il museo è stato fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, in periferia rispetto alla città, ma sulla via principale di Catania, via Etnea, in modo che gli studiosi potessero raggiungerlo facilmente. I suoi giardini racchiudono numerose piante provenienti da tutte le parti del mondo. Una sua parte è dedicata all’orto siculo, con le piante più importanti della nostra isola.

A seguire il Museo di Zoologia, il più antico museo scientifico siciliano (fondato nel 1853 dal Prof. Andrea Aradas), annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” e presentato dal direttore Francesco Lombardo e da Alessandro Marletta. Al Museo è annessa la “Casa delle Farfalle” visitabile su prenotazione.

I professori Rolosino Cirricione e Antonietta Rosso hanno contribuito alla scoperta del Museo di Scienze della Terra. Al suo interno è custodito un consistente patrimonio fossilifero, mineropetrografico e vulcanologico. Le antiche collezioni raccolte e donate all’Univeristà da naturalisti catanesi dei secoli XVIII e XIX, tra cui il Principe di Biscari, Gioeni, Gemellaro, Aradas e Di Franco.

Antonio Insolia, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, e Natale Marino hanno descritto la bellezza e la funzione degli oggetti del Museo degli Strumenti antichi di Fisica. Il registro inventario più antico risale al 1885. Attraverso la conservazione e la tutela di questi strumenti l’uomo può proiettarsi verso il futuro migliorando le condizioni di vita senza allontanare la storia.

Il professore Edoardo Tortorici ha guidato le telecamere nel Museo di Archeologia, nato con il Progetto Catania-Lecce allo scopo di valorizzare gli anni di studi e di ricerca dell’istituto di Archeologia di Catania. Il Museo si presenta come luogo di studio e fruizione per gli studiosi, ma anche per il grande pubblico. Le sue teche conservano oggetti di uso comune, vasi antichi e statuette di epoca ellenistica e si compone anche di una sezione dedicata ai falsi.

Hanno fatto da guida, all’interno del Museo della Fabbrica, Francesco Mannino e Patricia Vinci (Officine culturali) e Antonino Leonardi (grande conoscitore del Monastero dei Benedettini). Il Museo è stato istituito dal 2000 e si sviluppa attorno all’ex cucina del Convento. L’idea dell’architetto Giancarlo De Carlo e dell’Ufficio Tecnico d’Ateneo era quella di realizzare un museo partendo dalle vicende storico-architettoniche dell’ex plesso monastico legandole all’aspetto della città. Oggi il Museo della Fabbrica è il museo dei Benedettini, il luogo che racconta la propria storia e custodisce la propria memoria.

Mentre a Catania si “scoprono” i musei in Sicilia vengono “nascosti”, infatti oggi  in occasione  della visita gratuita ai musei e alle aree archeologiche in tutta Italia (promossa dal Ministero dei Beni Culturali) la Sicilia e il Trentino-Alto Adige sono le uniche due regioni che nella lista dei luoghi da visitare non figurano. Ancora una volta la Sicilia, culla della cultura, rimane fuori da un importante appuntamento culturale.

Di seguito potrete visualizzare il documentario “Musei da scoprire”, realizzato da Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=r1m8IAF_0sk]

Museo della fabbrica

Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV ha presentato il documentario “Musei da scoprire”.

Sei sono i musei dell’Università di Catania: l’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Scienze della Terra, degli Strumenti antichi di Fisica, di Archeologia e il Museo della Fabbrica del Monastero dei Benedettini.

Il presidente di Icom Italia (International Council of Museums), Alberto Garlandini, ha sottolineato l’importanza dell’apertura al pubblico dei musei che per tanti anni sono stati fruibili dagli studenti e dai professori. I musei stanno cambiando il loro ruolo e questa nuova apertura è vista come un regalo per chi voglia ampliare le proprie conoscenze e la propria cultura.

Per la presentazione dei musei sono stati intervistati i gestori, che prendendosi cura del patrimonio, hanno conservato un bene storico, culturale e scientifico molto prezioso per la nostra Città.

Orto Botanico è il primo museo e a presentarlo è stata la direttrice Anna Guglielmino, insieme a Noemi Giunta. Il museo è stato fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, in periferia rispetto alla città, ma sulla via principale di Catania, via Etnea, in modo che gli studiosi potessero raggiungerlo facilmente. I suoi giardini racchiudono numerose piante provenienti da tutte le parti del mondo. Una sua parte è dedicata all’orto siculo, con le piante più importanti della nostra isola.

A seguire il Museo di Zoologia, il più antico museo scientifico siciliano (fondato nel 1853 dal Prof. Andrea Aradas), annesso al Dipartimento di Biologia Animale “M. La Greca” e presentato dal direttore Francesco Lombardo e da Alessandro Marletta. Al Museo è annessa la “Casa delle Farfalle” visitabile su prenotazione.

I professori Rolosino Cirricione e Antonietta Rosso hanno contribuito alla scoperta del Museo di Scienze della Terra. Al suo interno è custodito un consistente patrimonio fossilifero, mineropetrografico e vulcanologico. Le antiche collezioni raccolte e donate all’Univeristà da naturalisti catanesi dei secoli XVIII e XIX, tra cui il Principe di Biscari, Gioeni, Gemellaro, Aradas e Di Franco.

Antonio Insolia, direttore del dipartimento di Fisica e Astronomia, e Natale Marino hanno descritto la bellezza e la funzione degli oggetti del Museo degli Strumenti antichi di Fisica. Il registro inventario più antico risale al 1885. Attraverso la conservazione e la tutela di questi strumenti l’uomo può proiettarsi verso il futuro migliorando le condizioni di vita senza allontanare la storia.

Il professore Edoardo Tortorici ha guidato le telecamere nel Museo di Archeologia, nato con il Progetto Catania-Lecce allo scopo di valorizzare gli anni di studi e di ricerca dell’istituto di Archeologia di Catania. Il Museo si presenta come luogo di studio e fruizione per gli studiosi, ma anche per il grande pubblico. Le sue teche conservano oggetti di uso comune, vasi antichi e statuette di epoca ellenistica e si compone anche di una sezione dedicata ai falsi.

Hanno fatto da guida, all’interno del Museo della Fabbrica, Francesco Mannino e Patricia Vinci (Officine culturali) e Antonino Leonardi (grande conoscitore del Monastero dei Benedettini). Il Museo è stato istituito dal 2000 e si sviluppa attorno all’ex cucina del Convento. L’idea dell’architetto Giancarlo De Carlo e dell’Ufficio Tecnico d’Ateneo era quella di realizzare un museo partendo dalle vicende storico-architettoniche dell’ex plesso monastico legandole all’aspetto della città. Oggi il Museo della Fabbrica è il museo dei Benedettini, il luogo che racconta la propria storia e custodisce la propria memoria.

Mentre a Catania si “scoprono” i musei in Sicilia vengono “nascosti”, infatti oggi  in occasione  della visita gratuita ai musei e alle aree archeologiche in tutta Italia (promossa dal Ministero dei Beni Culturali) la Sicilia e il Trentino-Alto Adige sono le uniche due regioni che nella lista dei luoghi da visitare non figurano. Ancora una volta la Sicilia, culla della cultura, rimane fuori da un importante appuntamento culturale.

Di seguito potrete visualizzare il documentario “Musei da scoprire”, realizzato da Città della Scienza Unict in collaborazione con Zammù TV.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=r1m8IAF_0sk]

Tags: alberto garlandiniAlessandro MarlettaAnna GuglielminoAntonietta RossoAntonino LeonardiAntonio InsoliaarteCasa delle FarfalleculturaDipartimento di Biologia Animale M. La GrecaEdoardo TortoriciFrancesco LombardoFrancesco Manninoicom italiaMinistero dei beni culturalimonastero dei benedettinimuseiMusei da scopriremusei gratutitiMuseo degli strumenti antichi di fisicaMuseo della FabbricaMuseo di ArcheologiaMuseo di Scienze della TerraMuseo di ZoologiaNatale MarinoNoemi Giuntaofficine culturaliorto botanicoPatricia VinciRosolino Cirroneuniversità di cataniazammù tv

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