Eccellenze made in UNICT In Copertina

Manuela Ventura, dal set di Questo Nostro Amore ’70, per Eccellenze Made in UniCT

Tao Awards 2014
PH Luca Guarneri
PH Luca Guarneri

Questa settimana per la rubrica “Eccellenze Made in UniCT”  la bellissima e bravissima Manuela Ventura. Talentuosa attrice Made in Sicily, si è diplomata presso l’Accademia d’Arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma e laureata in Lettere Moderne a Catania. Ha collaborato con vari registi teatrali tra i quali Lamberto Puggelli, Andrea Camilleri, Pino Passalacqua, Miscka Van Hoeck, Lorenzo Salveti, Giuseppe Dipasquale, Guglielmo Ferro, Claudio Gioè, Salvo Piro, Gino Astorina, e cinematografici come Alberto Sironi, Carlo Vanzina, Luca Guadagnino, Maurizio Ponzi. Per la televisione ha preso parte a produzioni come Il Commissario Montalbano, Squadra Antimafia, Distretto di polizia 7, Il capo dei capi, R.I.S. 4, Crimini bianchi, Il segreto dell’acqua. I suoi due ultimi lavori, per la regia di Francesco Munzi il film Anime Nere e Questo Nostro Amore ’70 di Luca Ribuoli, quest’ultimo in onda ogni martedì in prima serata su Rai 1.

Com’é nata la sua passione per la recitazione? Quando ha capito di voler fare questo lavoro? Ha avuto un modello di riferimento per i suoi studi di recitazione?

Tao Awards 2014
Tao Awards 2014

La mia è una passione lontana che è maturata man mano. Da piccola guardavo, osservavo, parlavo poco, anzi in famiglia in sostanza taciturna, ricordo però questa notevole emotività, quasi tutto mi colpiva o mi coinvolgeva, e non sempre nella mia quotidianità riuscivo a spiegare ciò che sentivo e provavo; credo di aver cominciato a fantasticare , a immaginare un mondo altro, per tentare di trovare un modo per comunicare, un luogo dove mettere dentro tutto questo, uno spazio di sogni e di dubbi da confrontare che risuonasse di parole e storie e mondi nuovi, più grandi dei miei; che ebbrezza fantasticare. Poi questa passione è divenuta sempre più concreta e , dopo le prime esperienze fatte da piccolissima, ho scelto di trasferirmi a Roma dopo aver superato il provino per entrare all’Accademia Nazionale D’arte Drammatica “Silvio D’amico”. Lì mi si è aperto un mondo, li è iniziato il percorso che ancora oggi continua e che è diventato la mia professione.

Con quale regista le piacerebbe tornare a lavorare? E da chi altro invece le piacerebbe essere diretta?

Sicuramente il lavoro che ho fatto con Luca Ribuoli sul set di Questo nostro amore e il lavoro fatto con Francesco Munzi per il film Anime Nere sono i due ricordi più recenti che mi hanno dato davvero tanto e dunque con entrambi mi piacerebbe lavorare nuovamente. Poi ripeterei l’esperienza con un altro maestro che è Ridley Scott, ho

PH Luca Guarneri
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avuto la possibilità di lavorare con lui su un set internazionale , un piccolo ruolo a dire il vero, ma una grande esperienza. In teatro guardo con interesse il lavoro di Valerio Binasco e la sua Popular Shakespeare Kompany ed anche il percorso di Emma Dante e di Antonio Latella. E poi il cinema, tanti i nomi , tra i più giovani e i maestri, Alba Rohrwacher, Costanza Quadriglio, Andò , Giordana, Piva, Crialese ed altri.

In che modo affronta lo studio dei personaggi che interpreta?

In realtà molto dipende dal contesto in cui si lavora e dalle finalità del progetto. In generale nel percorso dall’attore al personaggio bisogna sempre lasciare una porta aperta; sì, è vero che ci sono delle competenze e delle tecniche, è certo anche che si è portatori di un proprio talento ma credo che , ed è quello che mi stimola di più e che mi tiene sempre sul filo dell’emozione, bisogna sempre essere pronti all’imprevisto, cogliere quegli spiragli che un testo, una sceneggiatura , un ruolo ti offrono, un attore deve fare un passo verso un ignoto che deve andare a scoprire e non riportare tutto su di se, bisogna stare a vedere ciò che succede, essere pronti a farsi portare altrove ed essere forti per poter trascinare con se gli spettatori.

Interpreta il ruolo di Teresa in “Questo nostro amore-’70”. Il suo personaggio rappresenta fedelmente le donne del periodo, in pieno fermento per affermare i loro diritti e il loro ruolo. Secondo lei che ruolo ha oggi la donna nella nostra società?

Intanto mi limito a osservare ciò che attiene al mondo occidentale, se ci spostiamo in altre parti del mondo, le riflessioni diventano assai più penose, basterebbe solo ricordare la sorte e la lettera di Reyhaneh Jabbari.
Il ruolo della donna ,ecco, è sempre e comunque un tema di attualità, appunto, un tema da trattare, sul quale dibattere, sul quale a volte speculare , a volte minimizzare; un argomento da suddividere in numeri , percentuali, quote da colorare a piacere e senza uscire dai bordi. Insomma a tratti verrebbe un po’ di rabbia, giacché ancora ci sono esclusioni, limitazioni, disparità. Ma va detto che oggi più di prima le donne hanno meno timore, il confronto è sempre più diretto, oggi, anche con grande semplicità come in fondo fa Teresa, le occasioni in cui non ci si rassegna al ruolo domestico e ci si afferma nel lavoro, nella volontà di trovare la propria indipendenza, nella libertà di mettere in campo le proprie doti , sono sempre più frequenti, ma non si possono nascondere fatica e complicazioni. Ancora oggi si ragiona sul “problema dell’essere donna e del suo ruolo”; bè su questo bisognerebbe riflettere.

imageChe rapporto ha con la Sicilia?

E’ una domanda ricorrente. Della nostra isola oggi vorrei dire questo: mi piace pensare a questa terra guardandola dall’alto e da lontano, attraverso i suoi poeti ,il suo teatro e gli scrittori , la sua musica, gli scienziati , i filosofi e gli attori e tanto ancora, guardarla dall’alto e vederla rigogliosa e molteplice, un’isola che dall’alto sembra dimorare placida nel mare, “di tante bellezze superba… ricca di nobili spiriti”; ma appena ti avvicini un po’ , quando dal passato ritorni al presente, quando dall’alto metti nuovamente i piedi a terra , devi stare attento a non inciampare, le delusioni sono dietro l’angolo. Io sono legata alla mia città e alla mia terra, ci sono realtà importanti che cercano di tenerla viva, ci sono cittadini che continuano a investire tempo e idee, ci sono volontari che operano per il bene comune e per l’accoglienza di chi è costretto ad approdare nelle nostre coste, ci sono associazioni culturali, artisti autentici e generosi, insomma buona parte della società civile è sana, viva e attiva, ma spesso non è adeguatamente ascoltata, rappresentata e sostenuta.

imageCom’è il suo rapporto con gli altri attori di “Questo nostro amore-’70”?

Direi molto bello e collaborativo. Il clima sul set è stato sempre di grande affiatamento, in questo anche il lavoro del regista Luca Ribuoli è stato determinante.
E inoltre anche fuori dal set restano degli ottimi rapporti. Con i miei “figli acquisiti” ci sentiamo spesso così come con Nicola Rignanese che interpreta Salvatore Strano. Tutti seguiamo con grande coinvolgimento le fortune della fiction, l’accoglienza del pubblico, i giudizi dei critici.

Cosa si sente di dire ai giovani attori che vogliono intraprendere questa carriera artistica?

Intanto mi piace ascoltare le loro motivazioni, mi aspetto dai giovani nuove risposte sul come e perché fare oggi questa professione; io, ripercorrendo un po’ la mia esperienza, credo che sia stato fondamentale lo studio, la formazione, in fondo questo è un mestiere e un’arte al tempo stesso, dunque necessità di conoscenza, strumenti, tecniche, di preparazione, va continuamente aggiornato, messo a confronto con altre esperienze, al tempo stesso bisogna coltivare il proprio animo, arricchirsi , curiosare, musica , poesia, incontri , un quadro, osservare un cielo stellato, giocare con un bimbo, abbracciare tuo nonno, partecipare e condividere.
E poi consiglierei sinceramente di andare a vedere tanto cinema e teatro, tanti concerti e tante mostre, di sentire e leggere le parole dei grandi, di quelli che veramente resteranno nella storia .

Fiorella Manciagli

Fiorella Manciagli laureanda in Giurisprudenza a Catania, appassionata di attualità e politica. Rubrica: Eccellenze Made in UNICT.

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