Palio di Ateneo Speciali Sport

Palio d’Ateneo 2014. Introdotta una nuova disciplina: è scacco matto

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Sono undici anni ormai che il nostro ateneo si impegna nell’organizzazione e nella realizzazione del palio. Chi ha letto il regolamento, ha notato qualcosa di nuovo tra le discipline: è stato inserito il gioco degli scacchi.

Ciò ha suscitato non poche curiosità tra gli studenti.
Gli scacchi sono un gioco da tavolo di strategia che vede opposti due avversari, detti Bianco e Nero dal colore dei pezzi che muovono. Gli scacchi si giocano su una tavola quadrata detta scacchiera, composta da 64 caselle di due colori alternati e contrastanti, sulla quale all’inizio si trovano trentadue pezzi, sedici per ciascun colore: un re, una donna (detta anche regina), due alfieri, due cavalli, due torri e otto pedoni; l’obiettivo del gioco è dare scacco matto, ovvero attaccare il re avversario senza che esso abbia la possibilità di sfuggirvi.

Gli scacchi sono uno dei giochi più popolari al mondo: possono essere giocati in casa, nei circoli dedicati, via Internet o per corrispondenza, sia a livello ricreativo sia agonistico. Gli scacchi sono anche uno sport riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale e competizioni ufficiali sono organizzate sotto l’egida della FIDE (Fédération Internationale des Échecs, it. Federazione Internazionale degli Scacchi), fondata nel 1924.
A chiarire le idee su questa nuova sfida al palio è uno dei partecipanti, Livio Oliva.

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Gioco o sport?
Gli scacchi sono una disciplina antichissima, dai tempi dei tempi si gioca a scacchi, quindi non ci si dovrebbe sorprendere se oggi è entrata a far parte del palio. Si parla di sport perché è associata al CONI.

– Come mai non è così praticata come gli altri sport?
Questo non è del tutto vero. È giocato da una buona percentuale in Italia ed è inserita anche nei POF (Piano offerta formativa)10269532_753308891354406_996081959083113304_n delle scuole proprio perché serve soprattutto a imparare a mantenere la concentrazione e a socializzare (le partite durano tutto il giorno).

– Perché è stato inserito nel Palio d’Ateneo?
Perché è uno sport che merita. È stato già inserito anche negli altri atenei italiani, quindi è un passo che andava fatto da tempo. Nonostante ciò, l’Italia è un po’ indietro rispetto ad altre nazione per quanto riguarda l’approccio logistico. Basta pensare che a Londra o a New York i parchi sono forniti di scacchiere e non solo di campetti da calcio. E poi, ci sono le corse con i sacchi e non gli scacchi.

Cosa lo accomuna agli altri sport?
Fondamentalmente sono associati ad un’attività fisica perché per affrontare una partita e soprattutto un torneo si necessita di una resistenza e quindi di una preparazione fisica (corsa e allenamento) e mentale.

Il mio interesse è quello di spronare la gente ad approfondire questo sport. Molti hanno dei pregiudizi, magari non si avvicinano perché non sanno che esistono associazioni o corsi. Quindi invito tutti ad informarsi e a dare un’occhiata magari a questi link: Universiade e Universiadi.

A proposito dell'autore

Serafina Adorno

Classe 1989. Dalle sabbie dorate agrigentine e dalla bianca scala dei turchi si è trasferita a Catania per intraprendere i suoi studi e iniziare a dare forma ai suoi sogni. Laureata in Lingue e letterature comparate, lavora nella comunicazione e nei Festival del cinema.