Li cantava Venditti nella celebre canzone, li viviamo frequentemente noi universitari, l’ansia, lo stress e il panico sono i principali fattori emotivi che, se in proporzioni eccessive, compromettono la serenità, la lucidità e, di conseguenza, l’esito degli esami. Un esame non è un evento catastrofico, nessuna apocalittica fine del mondo. Eppure, parlando con universitari alla fine della loro carriera accademica, non è difficile sentirsi dire: “Ogni esame è come il primo, non si finisce mai di farci l’abitudine”: materia, docenti,livello di preparazione,situazione … sono tutti fattori contestuali importanti che cambiano di volta in volta e che rendono diverso ogni esame affrontato. “In fondo è solo un esame” è la classica frase che continuiamo a ripeterci mentre ci avviamo verso quella sedia, con gli occhi puntati sul prof che ci guarda fisso, sforzandoci di interpretare il suo stato d’umore o di valutare l’impressione che “a pelle” gli facciamo. Sebbene si sia studiato nel migliore dei modi, un po’ di agitazione prima dell’esame è normale e produttiva. Sono numerosi gli studi che dimostrano come “UNA QUANTITA’ LIMITATA DI STRESS SIA BENEFICA, IN QUANTO METTE IN MOTO ANCHE MECCANISMI (ATTENZIONE,CONCENTRAZIONE) CHE FANNO SI’ CHE LE PROPRIE PERFORMANCE MIGLIORINO”. A quanto pare, una buona notizia per chi, come me, si lascia molto frequentemente prendere dal panico, per chi un banalissimo colloquio diventa fonte di STRESS. Lo stress in se per sé viene valutato, specialmente in questi ultimi tempi, come una rischiosa patologia che può compromettere il benessere psichico e la salute fisica dell’individuo. Se ci pensiamo bene però, non possiamo rinunciare a una buona dose di stress quotidiano:la vita, del resto, ci porta a fronteggiare costantemente eventi esterni che interpretiamo come situazioni difficili, ergo fonte di stress.
Una comune fonte di ANSIA da prestazione è proprio “l’ansia da esame”: un sentimento di apprensione che insorge nel momento in cui ci sentiamo giudicati e valutati. In realtà, carte alla mano dimostrano che i risultati migliori siano ottenuti da studenti che provano un’ansia contenuta e che sono in grado di controllarla, rispetto a chi non prova nessuna forma di ansia, in quanto hanno un livello ottimale di “attivazione” rispetto al compito. Quando invece l’ansia da esame assume proporzioni eccessive può essere altamente controproducente in quanto può “inibire le prestazioni intellettuali, ostacolare la concentrazione e la memoria, peggiorando notevolmente la performance dello studente”.
Domanda comune è come mai tra gli studenti, alcuni avvertono un livello più elevato di ansia da prestazione: probabilmente perché durante l’esame questi sentono valutate non solo la preparazione, ma anche la loro intelligenza e le loro capacità personali. Dunque, per far fronte a questi piccoli “inconvenienti di percorso”, esistono strategie per ridurre l’ansia. In primis, per agire a livello psicologico ed esercitare un migliore controllo, occorre:
Esistono anche tecniche cognitivo-comportamentali, ampiamente usate per superare l’ansia da prestazione come metodi di rilassamento in training autogeno, yoga, esercizi di meditazione; lo studio in gruppo (quando è possibile) in quanto il confronto con altri studenti aiuta a tenere sotto controllo l’ansia; affrontare l’esame in condizioni fisiche ottimali: riposo adeguato, alimentazione regolare ed equilibrata in modo da ostacolare l’insorgenza dello stress; una buona attività fisica quotidiana aiuta a scaricare ansie e stress.
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