Catania – Primo caso di sindrome da SoftAir / Call of Duty

Da qualche giorno una via di Catania somiglia sempre più ad una delle mappe di Call of Duty, il famosissimo videogame di genere sparatutto che spopola tra tutte le categorie di giocatori.

Forse il paragone è un po’ azzardato ma, senza voler oltrepassare il limite dell’ironia, si tratta di una situazione paradossale e ai limiti della realtà quella che stanno vivendo da qualche giorno gli abitanti e i passanti di Via Asiago e Via Vecchia Ognina.
La zona è sempre la stessa, e ciò lascia presumere che gli ignobili gesti siano stati compiuti da qualcuno degli abitanti di quel quartiere, o comunque qualcuno che lo conosca bene. Talmente bene da riuscire a sparare con un fucile a piombini senza essere visto, quasi stesse usando la strategia dei “camper”, i tipi di giocatori che, mietendo vittime nascosti in posti impensabili, sono i più odiati nella storia degli fps (First Person Shooter)

Giovedì 3 una donna è stata colpita al costato mentre camminava sui marciapiedi di Via Asiago e, anche se in quel caso il danno non si è rivelato grave, la vittima è stata comunque costretta a recarsi al Cannizzaro per degli accertamenti visto il grosso ematoma comparso a seguito dell’impatto. I giorni di prognosi sono stati 10 e hanno dato il via alle operazioni d’indagine dei Carabinieri e dei reparti della Polizia della squadra volante e della squadra mobile.

Esattamente 24 ore dopo l’episodio si è ripetuto, portando a conseguenze, purtroppo, ben più gravi. La vittima, F.S, 26 anni, stava percorrendo, di sera la Via Vecchia Ognina insieme alla sorella, quando entrambe hanno sentito un botto e hanno notato una signora che si massaggiava il collo, come se qualcosa la avesse colpita.
Senza avere nemmeno il tempo di poter chiedere alla donna cosa fosse accaduto lo scoppio si è ripetuto e ad essere colpita è stata proprio la giovane ventiseienne ; il piombino si è conficcato nel cuoio capelluto, ovviamente terrorizzando la giovane e la sorella.

La ragazza è sotto osservazione, è costretta a portare il collare e dovrà operarsi per rimuovere il proiettile che, lentamente, si sta spostando vicino l’orecchio, luogo dover potrebbe creare non pochi problemi.

Forse si tratta di un “semplice pazzo” oppure di qualcuno che, lungi da noi il voler demonizzare i videogames, ha deciso che fosse il caso di provare qualcosa di più del semplice joystick.
Un folle del genere deve essere assicurato alla giustizia, prima che la prossima vittima riceva un trattamento ancora più grave. Noi vi consigliamo di percorrere un’altra strada, se potete, almeno fino a che le forze dell’ordine non riusciranno ad identificarlo.

Fonte catania.livesicilia.it

Francesco Giuseppe Marino

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