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Renzi: ambizioso o arrivista?

matteorenzi-copiaVi siete mai chiesti se l’ambizione possa essere considerata un pregio? Oppure si tratta di un difetto? Personalmente, ho sempre ben considerato le persone ambiziose, mi hanno sempre trasmesso la loro determinazione e la voglia di fare, il voler, in un certo senso, aggredire il futuro. In frenetici giorni, ho capito però che l’ambizione, se vissuta come una vera e propria ossessione, può davvero trasformarsi in una brutta bestia da domare. Di certo, possiamo sicuramente parlare di una persona ambiziosa riferendoci al nostro Presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi.

Ma chi è Renzi? Siamo sicuri di conoscerlo bene? Classe 1975, giurista, Matteo Renzi è stato Presidente della Provincia di Firenze dal 2004 al 2009 e sindaco dello stesso capoluogo dal 2009 fino al 2014, anno in cui ha ricevuto l’incarico di formare il nuovo governo dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Vista la sua giovane età, il curriculum del politico fiorentino è di tutto rispetto. Cosa mi ha fatto cambiare idea su di lui? La figuraccia che noi italiani stiamo vivendo, permettetemi di scrivere, per la sua ambizione esagerata e senza controllo.

L’8 dicembre 2013, infatti, Renzi è stato eletto nuovo segretario del Partito Democratico con un risultato nettissimo, quasi il 70% delle preferenze. Peccato però che al Quirinale risiedeva già un autorevole esponente dello stesso Partito Democratico, l’On. Enrico Letta, riuscito a formare un governo di coalizione grazie al Popolo della Libertà prima e al Nuovo Centrodestra dopo. Lo sbaglio di Renzi, a mio avviso, è quello di aver tradito, oltre a Enrico Letta, il popolo italiano e se stesso. Ecco alcune sue dichiarazione rilasciate dall’8 dicembre 2013, giorno della sua elezione a segretario, al 14 Febbraio 2014, giorno delle dimissioni imposte di Enrico Letta: “Io contro Letta? Una barzelletta”. “Con me segretario del Pd Letta sarà più forte”. “Letta può arrivare fino al 2018, ma facciamo subito la legge elettorale”. “Palazzo Chigi no, no, no”. “Enrico stai sereno, nessuno vuole il tuo posto”. “Sosterremo Enrico Letta”. “Il governo? Fiducia a Letta”. “Non faremo giochini tristi da prima Repubblica”. Ogni commento è superfluo, almeno da parte mia. Renzi, con la nuova dirigenza del Partito Democratico, ha voluto mandare a casa un esponente dello stesso partito, innescando una crisi extraparlamentare tanto veloce quanto ingiustificata. Quale sarà la differenza tra Letta e Renzi? Io non ne vedo molte, a dire la verità. Mentre noi cambiamo il terzo Presidente del Consiglio in tre anni, l’Europa ci guarda e ride sotto i baffi…